La volatilità sui mercati è un rischio che la casa di gestione riconduce alla presidenza di Donald Trump alla guida degli Stati Uniti. Se le promesse elettorali venissero attuate, i mercati ne risentirebbero in termini di incertezza. A Oriente occhi puntati sul cambio di direzione della Cina e sulla crescita dell’India
Emanuele Bellingeri, vicepresidente del Comitato Previdenza di Assogestioni e ceo Asset Management Italy di UBS
30 miliardi di asset gestiti in Italia e una diversificata rete di linee di business è il risultato della definitiva combinazione di player annunciata da Emanuele Bellingeri, country head Italy di UBS Asset Management, in apertura della presentazione dell’outlook 2025 della società. “L’operazione” racconta, “ha permesso di avere una copertura su tutti i segmenti di clientela prefissi offrendo una gamma di prodotti ampia”. UBS Asset Management entra così nel nuovo anno con “la possibilità di accedere alle migliori opportunità sui mercati privati, anche di terzi, e offrendo una diversificazione che nel momento attuale aiuta le controparti con cui lavoriamo e i risparmiatori”.
Teresa Gioffreda, investment strategist di UBS Asset Management Italia
Se quello trascorso è stato un anno “ottimo per l’azionario soprattutto statunitense in ambito tecnologico” afferma Teresa Gioffreda, investments strategist di UBS AM, il 2025 vede ancora l’eccezionalità dell’economia degli Stati Uniti sulla maggior parte dei comparti.“I dati continuano a confermare un contesto macroeconomico costruttivo e non ci aspettiamo una recessione, ma un rallentamento della crescita e dell’inflazione, che dovrebbero permettere alla Fed di continuare il suo percorso di politica monetaria accomodante” afferma Gioffreda. Particolare attenzione all’intelligenza artificiale che continuerà a sostenere “la crescita di diversi settori, a partire da quello tecnologico, composto da molte aziende di elevata qualità, con comprovata redditività e aspettative di profitti in crescita”.
Meno convinzione in Europa, dove la società mantiene una posizione neutrale. Il Vecchio Continente, infatti, “ha risentito sia del peso del settore manifatturiero in difficoltà sia a causa dei dati macro e degli utili deludenti”. Tuttavia, spiega l’esperta, è possibile notare una dinamica degli utili in miglioramento.
Nello specifico, la società seguirà con attenzione la dinamica di crescita della Germania e il cambio di postura post elezioni. La previsione è che il 2025 sia un anno all’insegna della crescita per l’economia tedesca. Gli elementi che portano la casa di gestione a delineare questo scenario sono diversi: dalla situazione di politica monetaria che in primis crea un sostegno maggiore alla crescita economica e la possibilità di un cambio della politica fiscale, della Germania stessa in primis, dell’euro zona in secondo luogo. “Ci aspettiamo quindi una politica più espansiva da parte della Germania” conclude Gioffreda.
Stesso posizionamento prudente su Cina e Paesi Emergenti. “Entrambi” racconta Gioffreda, “sono sostenuti da utili costruttivi e da quella che riteniamo essere una svolta politica da parte della Cina”. Dallo scorso settembre per la società “c’è stato un vero cambio di rotta da parte delle autorità cinesi e la riunione del Politburo di dicembre ha sottolineato la necessità di rafforzare gli aggiustamenti anticiclici straordinari”. Le autorità cinesi, spiega Gioffreda, hanno intenzione nel nuovo anno di adottare una politica di bilancio più proattiva accompagnata da una politica monetaria più accomodante. La società infine attende il Politburo di marzo. I dati sulla crescita della Cina restano positivi. Intanto occhi puntati anche sull’India che, spiega Gioffreda, essendo “fuori da giochi geopolitici ha continuato a crescere sfruttando la diversificazione della produzione”.
Il comparto obbligazionario si configura per il nuovo anno come un settore con ancora buone opportunità. Stando a ciò che racconta l’esperta, la società continuerà ad avere una postura propositiva nei confronti delle obbligazioni con posizioni lunghe in termini di duration. “Al di fuori del Giappone”, specifica Gioffreda, “poiché riteniamo che i livelli attuali dei rendimenti siano sufficientemente elevati da remunerare il rischio”.
Per quanto riguarda Eurozona e Stati Uniti la società si posiziona sulla parte breve e intermedia della curva. Tuttavia, la presidenza di Donald Trump fa prevedere alla società volatilità sui mercati a causa della possibile attuazione “di dazi e guerre commerciali”. Anche se , specifica Gioffreda, ciò che Trump ha promesso in campagna elettorale giocherà un ruolo in fase di negoziazione con gli avversari commerciali. Con la Cina, prima di tutto.
Tuttavia, se ciò che ha promesso riuscirà a renderlo realtà, lo si vedrà presto. “La preoccupazione di Trump è di fare il possibile di ciò che ha promesso entro i due anni, prima delle elezioni di mid term”. E continua: “Se vuole continuare ad avere consenso non potrà fare manovre che aumentino prezzi o tassi.”
Per quanto riguarda l’azionario c’è un rischio di concentrazione che rende difficile ai gestori attivi di sovraperformare. “Nel 2025 però” spiega Gioffreda, “ci aspettiamo che ci sia il valore aggiunto da parte dei gestori attivi perché crediamo che il rally dell’intelligenza artificiale si ampli ad altri settori” e che quindi colpisca anche le altre aziende che compongono l’S&P 500.
Risorse naturali, intelligenza artificiale e settori meno legati al ciclo delle commodity sostengono le prospettive della Borsa. Per Paul Xiradis, gestore azionario del gruppo, la crescita degli utili nel 2027 potrà poggiare su più motori. “Ma serve selezione”
Il debito record e il deficit fuori controllo pesano sugli Oat. Per gli analisti serve una svolta politica e un aggiustamento fiscale ampio e duraturo. Ma una nuova crisi dell’euro è improbabile
Il fondatore di Bridgewater Associates vede una crisi del debito americano entro tre anni e considera l’intelligenza artificiale una “bolla classica” vicina al punto di rottura. Dai capitali esteri in ritirata ai govies sul 5,3% e alle Big Tech sempre esposte, il rischio è che il costo del denaro finisca per interrompere il rally
Il sentiment index di CFA-Radiocor crolla a -47,8 punti, oltre 25 in meno rispetto alla rilevazione precedente. Gli esperti vedono più inflazione e tassi in salita, sia in Europa che negli USA. Negative le prospettive l’azionario
Le nuove tensioni in Medio Oriente hanno riacceso le quotazioni. Per gli asset manager, il vero collo di bottiglia è la raffinazione. Ma il premio per il rischio è sovradimensionato e probabilmente destinato a ridursi
Per il portfolio manager, la de-dollarizzazione non è un rischio. Ma gli acquirenti del debito Usa sono cambiati. E le conseguenze si estendono a tutto il reddito fisso
I rendimenti salgono per tre ragioni: normalizzazione, debito fuori controllo e fiducia incrinata nelle istituzioni. Sul mercato, fino alle elezioni americane di medio termine, si va a testa o croce
Gli investimenti nell’intelligenza artificiale continuano a sostenere i mercati, nonostante tassi elevati, tensioni energetiche e rischi sul debito pubblico. Per alcune aree il 2027 si annuncia più complesso, in particolare per Europa e Italia
Per Shaan Raithatha, senior economist di Vanguard, il ciclo di investimenti nell’intelligenza artificiale può spingere la crescita USA sopra il consenso nel 2027. Ma inflazione persistente, fabbisogno di capitale e tassi reali più elevati cambiano le prospettive di portafoglio: fixed income più interessante su base relativa e più spazio alla diversificazione fuori dal growth americano
Per Lula la strada del ballottaggio è in salita. Real e asset verdeoro festeggiano. Per gli investitori al centro c’è la sostenibilità dei conti pubblici, ma secondo gli asset manager un’inversione di tendenza è difficile chiunque vinca
La leadership delle mega-cap aumenta il rischio di concentrazione, mentre l’AI porta con sé segnali di euforia. Secondo gli esperti di Oddo BHF, per intercettare i cambi di leadership servono però modelli capaci di privilegiare i trend strutturali e adattarsi ai regimi di mercato
Iscriviti per ricevere gratis il magazine FocusRisparmio