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Risorse naturali, intelligenza artificiale e settori meno legati al ciclo delle commodity sostengono le prospettive della Borsa. Per Paul Xiradis, gestore azionario del gruppo, la crescita degli utili nel 2027 potrà poggiare su più motori. “Ma serve selezione”
L’Australia si propone come una destinazione di diversificazione per gli investitori azionari globali, grazie alla ricchezza di risorse naturali e a un mercato quotato che affianca ai grandi gruppi minerari opportunità di crescita nei comparti tecnologico, sanitario e immobiliare. È questa la lettura di Paul Xiradis, gestore di Candriam, che individua i principali sostegni alle prospettive degli utili nel 2027 nella domanda di materie prime critiche e in alcuni trend strutturali. Una lettura che non esclude, però, la necessità di rimanere selettivi.
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Materie prime e banche, dinamiche divergenti
Il peso delle risorse naturali è uno degli elementi distintivi del mercato domestico. Secondo i dati di agosto della Reserve Bank of Australia, il comparto rappresenta infatti il 57,8% delle esportazioni del Paese. Non solo. Canberra è anche il primo produttore mondiale di litio, il secondo di carbone metallurgico e detiene le maggiori riserve di uranio. Senza contare che la Borsa locale vede nelle società minerarie il 20% della propria capitalizzazione e ospita alcuni dei principali operatori globali del settore, da BHP a Fortescue fino a Rio Tinto e Newmont. Si tratta peraltro di un’industria che ha beneficiato di una ripresa ciclica nel corso del 2026, sostenuta dalla domanda di vari componenti. Secondo Xiradis, questo quadro si traduce in prospettive favorevoli per la crescita degli utili delle società in un contesto in cui la domanda di risorse critiche rappresenta uno dei principali trend di lungo periodo.
Software, sanità e immobiliare per diversificare la crescita
Accanto alle risorse naturali Candriam individua opportunità in settori come l’IT e l‘immobiliare, che complessivamente rappresentano circa il 15% del mercato azionario quotato australiano. Si tratta di comparti che, secondo Xiradis, possono offrire una crescita degli utili di lungo periodo meno correlata alle oscillazioni delle materie prime. Nel software, in particolare, il gestore ritiene che le recenti vendite abbiano penalizzato eccessivamente alcune società SaaS (software-as-a-service) e di servizi online nonostante il potenziale di sviluppo strutturale del segmento. Tra i nomi citati figurano Xero, WiseTech e Technology One. La capacità di trasformare l’adozione dell’intelligenza artificiale in ricavi rappresenta uno dei fattori da monitorare per valutare le prospettive di queste aziende. Anche la sanità potrebbe beneficiare di un miglioramento delle aspettative dopo una fase di debolezza legata a criticità specifiche delle singole aziende, con l’esperto che segnal in particolare la rivalutazione di CSL e il miglioramento delle prospettive di Ramsay Health Care. “La nostra view per il 2027 è supportata da diversi grandi trend di crescita secolare”, ha sottolineato, indicando anche le società tecnologiche impegnate a monetizzare l’intelligenza artificiale. A queste dinamiche si aggiungono le sfide interne, legate soprattutto alla produttività e all’inflazione inducono il gestore a ritenere relativamente più interessanti i flussi di ricavi internazionali rispetto a quelli legati soltanto al mercato interno.
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La selettività resta centrale
La tesi d’investimento di Candriam si fonda dunque sulla possibilità di combinare l’esposizione alle risorse naturali con attività caratterizzate da driver di crescita differenti. La concentrazione del mercato australiano nei comparti minerario e finanziario rende infatti particolarmente rilevante la selezione delle società e l’analisi delle dinamiche settoriali. Per il 2027, la prospettiva delineata da Xiradis non si limita alla ripresa delle materie prime: comprende anche la capacità delle aziende tecnologiche di monetizzare l’AI, il recupero di alcune società sanitarie e il potenziale della logistica e dei data center. Un insieme di opportunità che, nella lettura del gestore, può ampliare le fonti di crescita degli utili e rendere l’azionario australiano un tassello complementare nella diversificazione dei portafogli globali.
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