Volatilità, Fed orientata a un solo taglio e valutazioni scontate spingono la casa di gestione a guardare oltre gli USA. Per l’equity, è rotta sul Vecchio Continente. Occasioni dal reddito fisso negli emergenti. E sullo sviluppo del business Villani detta la linea: “Italia mercato cruciale”
Meno azionario USA e più Europa, con un occhio saldamente puntato sugli emergenti soprattutto per quanto riguarda il reddito fisso. È questa la strategia per i portafogli del 2025 di Vontobel, che l’11 e il 12 giugno ha riunito a Zurigo i propri specialisti per una due giorni di approfondimento sulle prospettive dei mercati finanziari. La casa di gestione elvetica è infatti convinta che la volatilità innescata dalle politiche di Donald Trump favorirà un ulteriore spostamento di capitali verso geografie lontane dagli States, offrendo agli asset manager attivi la possibilità di generare extrarendimento a vantaggio degli investitori. Uno scenario sul quale incideranno anche le diverse traiettorie di politica monetaria delle banche centrali, con la Federale Reserve più indietro della Banca centrale europea.
Dalla Fed un taglio a settembre. Ma a crescere sarà l’Europa
Il punto di partenza per le considerazioni di Vontobel è stata l’analisi del quadro macro fatta da Markus Hansen, senior research analyst della società. “Ci aspettiamo che la volatilità resti elevata nei prossimi mesi”, ha detto l’esperto, che ha però sottolineato come l’impatto dei dazi americani si sia rivelato più contenuto di quanto previsto inizialmente. E mentre gli occhi di mezzo mondo sono puntati proprio sulle conseguenze dell’accordo USA-Cina per la determinazione delle tariffe reciproche, con i mercati che al momento hanno mostrato reazioni tiepide, il focus dello specialista si è concentrato su altri due fattori: la traiettoria della Federal Reserve e i fondamentali economici. “Con l’inflazione che rallenta e un rendimento del Treasury a dieci attualmente al 5%”, ha spiegato, “la Fed sarà chiamata a intervenire per evitare che il debito USA diventi insostenibile nel lungo periodo”. Da qui la sua previsione di un nuovo taglio dei tassi da parte della banca centrale USA, che dovrebbe però arrivare non prima di settembre. Quanto invece alle prospettive di crescita, Hansen si è detto convinto che sia l’Europa a poter mettere a segno i risultati migliori. E la ragione è semplice: il piano di investimenti infrastrutturali e non solo lanciato dalla Germania. “La nomina di Friedrich Merz a cancelliere e il cambio di orientamento politico nel Paese ha già sostenuto i listini UE rispetto a quelli d’Oltreoceano ma continuerà fornire supporto anche nei prossimi mesi”.
Per il Vecchio Continente resta il nodo degli utili
Una considerazione ulteriore sul ruolo dell’Europa è arrivata da Gianluca Ungari, head of Hybrid Portfolio Management della casa di gestione svizzera, che ha sottolineato come uno spostamento dei capitali internazionali verso il Vecchio Continente in maniera stabile non potrà prescindere dagli utili. “Abbiamo visto molti investitori europei riposizionarsi sulle proprie latitudini per ridurre l’esposizione al dollaro ma sono ancora pochi quelli americani che guardano a Bruxelles e dintorni in un’ottica strategica”, ha spiegato, “questo cambio di passo ci potrà essere solo quando alle valutazioni scontate che il mercato dell’equity locale offre si aggiungerà una crescita dei profitti”. Un discorso simile a quello fatto per i mercati emergenti, giudicati favoriti in termini di crescita potenziale e prezzi rispetto agli USA ma che scontano un certo scetticismo da parte degli operatori anche a causa delle vicende geopolitiche: “C’è un problema di confidenza, acuito dalle misure anti-mercati attuate dalla Cina di Xi Jinping con il Covid e dal supporto che Pechino fornisce alla Russia nell’ambito della guerra in Ucraina.
Jean-Louis Nakamura, head of Conviction Equities Boutique di Vontobel
Proprio l’azionario emergente rappresenta un perno delle strategie di Vontobel per il 2025. E la conferma è arrivata dall’intervento del responsabile Conviction Equity Jean-Luis Nakamura. “Questi Paesi saranno meno sfavoriti dai dazi di quanto si pensa perché sono diventati molto più dipendenti dalla domanda interna o reciproca e tendono storicamente a muoversi verso l’alto in presenza di un indebolimento del dollaro come quello che si stanno osservando in questi mesi”, ha evidenziato l’esperto, che ha sottolineato come da inizio anno l’indice MSCI EM abbia infatti registrato una performance dell’8,7% contro il 5% delle economie sviluppate. Ci sono poi da considerare altri due fattori a supporto della categoria, nella view dello specialista: “La Fed dovrebbe diventare gradualmente più colomba e le banche centrali della regioni potrebbero seguirla iniziando una nuova stagione di tagli”. Tra le società nel mirino, non sono quelle legate ai beni di largo consumo e alle opere infrastrutturali ma anche realtà tecnologiche che trattano a sconto come DeepSeek. E proprio le valutazioni rappresentano il motivo per cui l’asset manager guarda alla regione anche per quanto riguarda i bond corporate, con l’head of EM Fixed Income Wouter van Overfelt che ha sottolineato la particolare convenienza del mercato obbligazionario locale.
L’Italia resta centrale
Matteo Villani, head of Institutional Clients Italy di Vontobel
Nell’ambito del contesto europeo resta centrale per Vontobel anche il mercato tricolore. Lo ha sottolineato a margine dell’evento Matteo Villani, head of Institutional Clients Italy della società, che ha spiegato come la società stia cercando di rafforzare la propria posizione presso i distributori puntando sulla valore offerto dalla gestione attiva. “I trend degli ultimi anni hanno fatto credere agli investitori che bastasse essere presenti sui mercati mentre quel che conta ora è scegliere i titoli giusti e noi siamo capaci di farlo perché abbiamo nel nostro DNA la ricerca dei fondamentali solidi uniti a buone prospettive di crescita”, ha detto il manager. Poi ha aggiunto: “Questa filosofia, che può essere riassunta con il termine quality growth, è stata ben compresa anche dai clienti retail della Penisola e la riprova viene dal fatto che da inizio anno i nostri fondi hanno fatto molto meglio dei benchmark”.
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