Nell’ambito del private debt, la ripresa del credito bancario e le aspettative di taglio dei tassi hanno rilanciato anche il mercato delle operazioni di grandi dimensioni. A dirlo sono gli ultimi dati Aifi
Alessia Muzio, responsabile Ufficio Studi di Aifi
Dopo anni di crescita, trainati soprattutto dalla volontà di diversificare il portafoglio rispetto agli asset tradizionali, il percorso si è fatto più accidentato per i private markets. Tuttavia, arrivano indicazioni positive per i prossimi mesi. A dirlo sono i più recenti dati Aifi (Associazione Italiana del Private Equity, Venture Capital e Private Debt), secondo cui l’ammontare investito lo scorso anno dai fondi è stato pari a 8,2 miliardi di euro, in riduzione del 66% rispetto ai 23,7 miliardi del 2022.
“A pesare è il calo del numero di operazioni dalle dimensioni rilevanti, che avevano fortemente caratterizzato il biennio precedente soprattutto con riferimento al comparto delle infrastrutture”, spiega Alessia Muzio, responsabile Ufficio Studi di Aifi. “Nel 2022, erano infatti state realizzati 24 deal con equity versato superiore ai 150 milioni di euro contro le dieci dell’ultimo anno”. Invece, evidenzia l’esperta, gli affari caratterizzati da un ammontare inferiore ai 150 milioni hanno attratto 5,2 miliardi di euro (il secondo valore più alto di sempre).
Ma ci sono segni di ripresa. Specie nel mid market
Segnali positivi arrivano dal nuovo anno che si è aperto con un primo trimestre di grande intensità, sottolinea Muzio, visto il numero significativo di operazioni e il ritorno di alcuni investimenti di grandi dimensioni. Eppure, viene precisato, il segmento del mid market continua a rappresentare il focus preferito dagli operatori. “Con riferimento alla tipologia di operazioni, quelle di buy out attraggono tipicamente la maggior parte dell’ammontare investito, anche se negli ultimi anni si è osservata una crescita delle risorse dedicate al comparto delle infrastrutture”, sottolinea la responsabile di Aifi. “Va sottolineata poi la crescita che sta caratterizzando il comparto del venture capital, grazie anche all’attenzione dedicata dalle istituzioni…
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L'offerta del Vecchio Continente si amplia a ritmo sostenuto. Merito dell’espansione delle strategie attive, dei prodotti multi-asset e delle nuove asset class. Ma anche nell’universo della gestione passiva emergono differenze sempre più rilevanti che rendono decisiva la scelta dello strumento
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