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Per Tony Appiah, client portfolio manager di Nuveen, i tassi Fed caleranno più lentamente del previsto. E in rendimenti dell’asset class continueranno a giovarne
I prestiti senior statunitensi hanno finora beneficiato di un contesto di inflazione e tassi di interesse più alti. Dopo i primi mesi dell’anno, per investitori e osservatori, è certo che la Federal Reserve potrebbe tardare ancora nell’allentare la pressione monetaria e farsi superare dalla Banca Centrale Europea. In contesto macroeconomico che pare dunque sul punto di cambiare, questa asset class resta interessante per gli investitori? Lo abbiamo chiesto a Tony Appiah, client portfolio manager Europe di Nuveen Equities & Fixed Income.
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Prestiti senior statunitensi: un’interessante asset class anche in un contesto macroeconomico mutevole?
Crediamo che i prestiti senior statunitensi siano ancora un investimento interessante, in quanto si tratta di una classe di attività adatta a qualsiasi condizione di mercato. Le cedole sono significativamente più alte rispetto ad altri titoli di credito societario statunitense con rating simile, offrendo rendimenti correnti in dollari che superano il 9%. Dati economici statunitensi migliori del previsto di recente, uniti a rapporti di inflazione ancora stabili, hanno spinto la Fed a segnalare un ritardo nei tagli dei tassi: il mercato ora prevede tre sforbiciate e mezzo quest’anno, rispetto ai sette ipotizzati un mese fa. Un atteggiamento leggermente aggressivo della banca centrale e uno scenario higher for longer rimangono indicatori positivi per tale mercato il mercato proprio in virtù dell’impatto positivo sulla redditività. Una volta che la Fed completerà il suo ciclo di allentamento monetario nei prossimi due anni, riteniamo che i tassi di interesse rimarranno a livelli più alti rispetto agli ultimi dieci anni, con conseguenti rendimenti dei prestiti intorno al 7%. Secondo una ricerca di JP Morgan, i prestiti senior statunitensi hanno fornito alcuni dei rendimenti rettificati per il rischio più elevati rispetto ai principali mercati azionari e obbligazionari statunitensi su periodi di 1, 3 e 10 anni, il che li rende a nostro avviso una asset class interessante da detenere a lungo termine come parte di un portafoglio diversificato.
Qual è la vostra prospettiva per l’asset class? Dove vedete le principali opportunità?
Prevediamo un reddito elevato interessante dalla classe di attività dei prestiti, combinato con un insieme più ampio di opportunità di rendimento totale. Inoltre, dopo un calendario di emissioni nuove contenuto nel 2023, stiamo assistendo a finanziamenti M&A e LBO (Leveraged Buyout) più interessanti nel 2024. Queste dinamiche dovrebbero supportare dati tecnici più equilibrati. All’interno dei prestiti senior statunitensi, ci siamo concentrati su segmenti di qualità superiore, che riteniamo possano sostenere un contesto di tassi di interesse più alti per più tempo. Il nostro approccio attivo ci consentirà di sfruttare opportunità di rendimento totale a due cifre su titoli svalutati che sono stati scambiati a causa di utili deboli.
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Quali sono i rischi? Un approccio ESG potrebbe ridurli?
Il rischio maggiore nel mercato dei prestiti è quello di insolvenza, che può dipendere da fattori macro o specifiche situazioni aziendali. Crediamo che la sottoscrizione del credito fondamentale, combinata con un solido approccio ESG, sia essenziale per ridurre tale minaccia nei cicli di mercato. Crediamo che la valutazione del rischio di credito attraverso un’analisi di sostenibilità richieda un quadro specifico del settore concentrato sui fattori di credito finanziariamente importanti. Le lacune maggiori nella valutazione della solvibilità degli emittenti con rating inferiore all’investment grade attraverso una procedura simile sono la mancanza e la coerenza delle informazioni.
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