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L’offerta del Vecchio Continente si amplia a ritmo sostenuto. Merito dell’espansione delle strategie attive, dei prodotti multi-asset e delle nuove asset class. Ma anche nell’universo della gestione passiva emergono differenze sempre più rilevanti che rendono decisiva la scelta dello strumento
Gli ETF stanno conquistando l’America, il resto mondo seguirà? Nel 2025 i fondi statunitensi negoziati in borsa hanno registrato oltre 1.400 miliardi di dollari di flussi netti, in netto contrasto con i quasi 700 miliardi di deflussi dai fondi comuni. Tra nuove asset class e nuovi approcci di gestione, crescono sia il numero di provider sia il menu di opzioni a disposizione degli investitori europei. Vediamo i principali trend dell’ultimo anno che stanno ridisegnando il panorama degli exchange traded product.
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Le novità
Gli ETF a gestione passiva continuano a farla da padrone, sia in termini di flussi sia di patrimonio gestito. Da gennaio a fine maggio 2026, la raccolta degli indicizzati resta dieci volte superiore a quella degli attivi. Eppure, negli ultimi due anni l’offerta di questi ultimi in Europa è esplosa in scia a innovazione di prodotto e numerosi nuovi entranti. Dopo il record di nuovi lanci del 2025, quasi il triplo rispetto all’anno precedente a quota 148, oggi risultano infatti operativi circa 300 comparti. Così anche le asset class rappresentate si moltiplicano, con strategie che spaziano dalle mortgage-backed securities alle collateralized loan obligations. Intanto, stanno lentamente guadagnando spazio anche le soluzioni multi-asset: si tratta di strategie efficienti all-in-one in cui la concorrenza si gioca soprattutto sul terreno dei costi e dell’asset allocation, attraverso la formula degli ‛ETF di ETF’. Vanguard ha raccolto oltre 2 miliardi di euro con la gamma LifeStrategy, ma la competizione si sta intensificando: in campo ci sono molti altri pesi massimi del settore, da iShares e Xtrackers ad Amundi e VanEck fino a J.P. Morgan.
Crescita degli asset nel mercato europeo degli ETF attivi per classe di attivo

Fonte: Morningstar Direct
L’universo ETF, insomma, è in forte espansione e le sue leve di crescita passano per diversi trend. Ci sono i tematici, che contano ormai più di 200 comparti europei, anche se in realtà solo alcune aree specifiche intercettano l’interesse degli investitori: sicurezza, transizione energetica e intelligenza artificiale. Non mancano neppure gli asset digitali, dove l’ETP rappresenta il veicolo principe per investire in crypto. Ma il mercato ha visto numerosi nuovi lanci pure nella categoria dedicata alle strategie di opzioni, che comprende soprattutto i cosiddetti ‘buffer funds’. È una dinamica già consolidata oltreoceano, dove la categoria conta oltre 150 miliardi di dollari di asset concentrati in pochi comparti (incluso il J.P. Morgan Equity Premium Income ETF (JEPI), il più grande ETF a gestione attiva al mondo). Ora sta arrivando anche nel Vecchio Continente, seppure con numeri molto più contenuti, probabilmente perché la concorrenza dei prodotti strutturati come i certificati è più agguerrita.
L’investimento passivo è davvero passivo?
Anche tra gli ETF indicizzati ci sono dinamiche interessanti. Pensiamo al ritorno di fiamma delle strategie a replica sintetica, in alcuni casi più efficienti dal punto di vista fiscale, o al recente successo delle strategie globali che escludono gli Stati Uniti, che riflette la ricerca di un modo per aggirare l’elevata concentrazione degli indici azionari dei Paesi sviluppati da parte degli investitori. Intanto, la volatilità di mercato sta influenzando anche l’investimento nelle economie emergenti. Con il rally delle azioni sudcoreane, nei 12 mesi fino a fine maggio la performance degli ETF che replicano l’indice MSCI ha superato di oltre 20 punti percentuali quella dei comparti legati al FTSE. Un’ulteriore prova di quanto sia importante selezionare lo strumento giusto ma anche e soprattutto un promemoria: in un mondo in cui la gestione passiva continua a sottrarre quote di mercato, c’è ancora spazio per le scelte attive.
Performance Rolling a 12 mesi in USD – Vanguard FTSE Emerging Markets ETF vs iShares Core MSCI EM IMI ETF

Fonte: Morningstar Direct
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