L’anno chiude con flussi netti per 15,8 miliardi. Dieci miliardi vanno ai comparti legati al riarmo. Sul podio anche AI e uranio. Clima e ambiente non tirano più. La classifica di ARK Invest Europe
Difesa, intelligenza artificiale e uranio. Sono questi i temi più interessanti per gli investitori alla luce di un contesto internazionale segnato da tensioni geopolitiche, corsa alle armi e crescente attenzione alla sicurezza energetica. A certificarlo è il bilancio 2025 degli ETF tematici realizzato da ARK Invest Europe, secondo cui in 12 mesi questi strumenti hanno portato a casa flussi netti complessivi per 15,8 miliardi di dollari. Con i comparti collegati al riarmo e alle spese militari a fare la parte del leone.
Rahul Bhushan, global head of Investment Products di ARK Invest Europe
“Nel 2025 la difesa è stata il principale catalizzatore dei flussi sugli ETF tematici”, spiega Rahul Bhushan, global head of Investment Products di ARK Invest Europe, riflettendo un cambiamento strutturale nelle priorità di investimento a livello globale. Il boom degli ETF legati al tema ha infatti generato una raccolta complessiva superiore ai 10 miliardi di dollari: in testa si è piazzato il megatrend ‘difesa globale’, con afflussi per 6,31 miliardi, e al secondo posto quello relativo alla ‘difesa europea’, che ha attirato risorse per 4,78 miliardi. Questa differenziazione geografia, secondo Bhushan, segnala proprio come gli investitori stiano cercando “esposizioni mirate ma anche coerenti con le dinamiche politiche e industriali regionali”.
Più selettivi sull’AI
Non perde appeal neppure il megatrend della ‘Intelligenza artificiale’, che continua a dimostrare una notevole resilienza. Con flussi positivi per 2,61 miliardi di dollari, questa tecnologia si colloca infatti al terzo posto tra i temi più acquistati. L’approccio è però cambiato: gli investitori sembrano aver messo da parte l’entusiasmo e sono diventati via via più selettivi. “L’interesse per l’AI resta elevato ma oggi si concentra soprattutto su infrastrutture scalabili e applicazioni concrete in ambiti come software o semiconduttori ”, chiarisce infatti Bhushan.
Sale l’attenzione per l’approvvigionamento energetico
Strettamente collegato all’IA è il tema che si posiziona al quarto posto della classifica: ‘uranio’. Gli ETF dedicati hanno infatti raccolto 1,09 miliardi nel 2025, spinti dallacrescente attenzione verso l’approvvigionamento energetico e dall’aumento dei consumi legati allo sviluppo delle nuove tecnologie. La quinta posizione è invece riservata a un ritorno di fiamma. Grazie al miglioramento del sentiment sul tech di Pechino, gli investitori sono cioè tornati a puntare internet ed e-commerce in Cina e hanno fruttato una raccolta pari a 698 milioni. Le preferenze si sono orientate verso piattaforme caratterizzate da redditività, solida generazione di cassa e investimenti disciplinati nel core business di commercio e logistica.
Clima e ambiente non tirano più
Non tutti i temi hanno beneficiato del contesto favorevole agli ETF. Tra quelli che hanno maggiormente sofferto figurano l’economia circolare, con deflussi per 499 milioni, così come quello denominato ‘clima globale e ambiente’, segnato da riscatti per 305 milioni. A pesare è stato soprattutto il raffreddarsi del momentum politico dell’energia verde in alcuni mercati chiave. “Il 2025 ha mostrato come il supporto politico resti un fattore determinante per i temi legati alla transizione energetica”, rimarca Bhushan.
Infine, guardando al solo mese di dicembre, l’anno si è chiuso con una ripresa. Dopo la frenata registrata a novembre, i flussi netti sugli ETF tematici hanno infatti segnato un rimbalzo e registrato un risultato positivo per 234 milioni. Le preferenze degli investitori sono rimaste praticamente le stesse dell’intero anno, con le allocazioni che si sono concentrate in particolare sulla ‘difesa europea’ e sui temi legati alla sicurezza energetica. Flussi positivi anche verso il settore blockchain, a testimonianza di un rinnovato interesse per le infrastrutture digitali e decentralizzate.
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