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A giugno il Cfa Italy Radiocor Sentiment Index risale a -38,5 punti. In recupero le prospettive per i prossimi sei mesi. Rischi di maggiori ribassi per l’S&P 500, dollaro ancora debole
Dopo il forte calo di maggio, a giugno gli operatori finanziari italiani hanno ritrovato un barlume di speranza, soprattutto per il futuro. Lo certifica il Cfa Italy Radiocor Sentiment Index che è appunto risalito a -38,5 punti, mettendo a segno un incremento di 16,5 punti rispetto a trenta giorni fa, ma restando comunque in territorio negativo. A pesare è in particolare la valutazione ancora incerta della situazione attuale, con le economie italiana, europea e statunitense percepite in un contesto di stabilità o lieve peggioramento. A preoccupare sono in particolare gli USA, il cui mercato azionario, secondo gli addetti ai lavori, è quello con il rischio di maggiori ribassi.
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In recupero le prospettive per i prossimi sei mesi
Guardando però alle prospettive per i prossimi sei mesi, il sentiment si mostra in recupero: il 15,4% degli intervistati prevede infatti un miglioramento delle condizioni macroeconomiche in Italia (+10,4 punti rispetto a maggio), il 30,8% stima condizioni stabili (-4,2 punti), mentre il 53,8% si attende un peggioramento (-6,2 punti). Le aspettative migliorano anche per l’economia del Vecchio Continente nel suo complesso, mentre si conferma estremamente negativo il sentiment su quella a stelle e strisce.
L’effetto Trump su BCE e Fed
Sul fronte inflazione, le previsioni degli analisti divergono tra le due sponde dell’Atlantico: sebbene infatti vi siano aspettative per un rialzo del costo della vita in entrambe le aree, questo è più evidente negli USA a causa del possibile maggior impatto dei dazi di Donald Trump. Tutto questo si riflette ovviamente nelle attese di politica monetaria: gli operatori si aspettano un taglio dei tassi da parte della BCE, mentre rimane maggiore incertezza sulle future mosse della Federal Reserve. Sui tassi a lunga scadenza, l’azione dell’Eurotower, secondo gli operatori, potrebbe innescare una moderata discesa dei rendimenti, pur in misura minore rispetto ai tassi a breve, generando un irripidimento della curva in Europa. Questo sarebbe più marcato negli States, dove gli analisti italiani si attendono addirittura un rialzo dei tassi, alla luce delle notizie che hanno evidenziato un possibile peggioramento del deficit fiscale.
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Azionario USA più a rischio
Per quanto riguarda l’andamento degli indici, secondo gli operatori, è ancora la borsa USA a rischiare i maggiori ribassi. Quella italiana e i benchmark europei sono invece visti pressoché stabili. Sul mercato valutario, si conferma invariata l’attesa per un progressivo deprezzamento del dollaro mentre lo yen è atteso stabilizzarsi contro l’euro. Infine, per quanto riguarda il petrolio, dopo le correzioni al ribasso osservate nei mesi scorsi, gli analisti si aspettano ora una sostanziale stabilità dei prezzi.
Opportunità per investitori e aziende
“I dati aggregati del CFA Society Italy sentiment index riflettono un quadro congiunturale in deterioramento, in particolare negli USA, accompagnato da rallentamento economico e inflazione”, commenta Andrea Dal Santo, Cfa managing partner BlueVal. Che sottolinea come si tratti di un contesto storicamente di difficile gestione per le banche centrali, in particolare per la Fed dato il doppio mandato. Per l’esperto, gli operatori propendono poi, coerentemente, per un peggioramento dello S&P 500, accompagnato da una rotazione verso titoli meno ciclici come le telecomunicazioni e i servizi di pubblica utilità. “La prevista contrazione del dollaro, in contrasto con le correlazioni storiche, suggerisce una crescente sfiducia degli intervistati nella capacità dell’economia americana di affrontare future sfide e cambiamenti”, rimarca.
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In particolare, Dal Santo fa notare come consumatori e imprese americani rimangano pessimisti sulla congiuntura a causa della forte fase di cambiamento. “Le operazioni di M&A e il commercio estero sono particolarmente esposti; le imprese sono guardinghe nell’affrontare nuovi piani di investimento in particolare verso l’estero. Tuttavia, storicamente, simili fasi di cambiamento hanno offerto grandi opportunità per investitori e imprese capaci di innovare negli investimenti (hedging/asset allocation/strumenti) o nelle operazioni (partnership strategiche, royalties, outsourcing, prodotti, marketing)”, chiarisce. Concludendo che in questa fase è quindi “essenziale guardare oltre il noise informativo focalizzandosi sui fondamentali finanziari ed economici, preziosa bussola in questa complessa fase di cambiamento”.
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