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L’ultimo sondaggio del Conference Board mostra un netto calo del sentiment e l’aumento del pessimismo sull’andamento del mercato azionario. Colpa dei dazi e dei timori per il ritorno dell’inflazione, due fattori che rischiano di complicare la posizione di Trump
Non solo la Borsa, protagonista di uno dei cali più accentuati degli ultimi anni. Ora a mettere i bastoni tra le ruote del presidente USA Donald Trump rischiano di aggiungersi anche i cittadini. È quanto suggerisce l’ultimo sondaggio del Conference Board degli Stati Uniti sulla fiducia dei consumatori, secondo cui il sentiment degli americani si è portato nel mese di marzo a 92,9 punti dai 100,1 del mese precedente. Un dato peggiore del 94,2 atteso dagli analisti e che riporta la metrica sui minimi dal 2021, segnalando come le politiche del tycoon stiano iniziando a preoccupare i suoi elettori.
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Fiducia ai minimi da 12 anni
Scendendo nel dettaglio delle misurazione effettuate dal gruppo di ricerca privato, che ormai da anni effettua questo tipo rilevazioni, emerge come nello stesso periodo l’indice sulla situazione presente sia calato di 3,6 punti e si sia così portato a 134,5 punti mentre la componente relativa alle attese sul futuro è scesa di 9,6 punti a 65,2: si tratta del livello più basso in 12 anni, a segnalare come le paure per l’evoluzione del quadro economico stiano iniziando a fare breccia anche nella popolazione che più di tutti era stata capace di mantenere la propria capacità di spesa dagli anni della pandemia in avanti.
Inflazione e tassi i timori maggiori, oltre ai dazi
Nello specifico, sono arrivati a rappresentare il 44,5% del campione coloro che si aspettano un calo dei corsi azionari, in aumento dell’11% da febbraio e del 22% rispetto a novembre 2024, mentre è diminuita del 20% a 37,4% la quota di chi è ottimista sul futuro di Wall Street. I consumatori si aspettano anche un ritorno dell’inflazione e i timori sono relativi soprattutto all’impatto che i dazi potrebbero avere sui beni di prima necessità. Confermata anche la convinzione generalizzata che i tassi di interesse rimangano alti per i prossimi 12 mesi, con un calo sensibile dei possibilisti rispetto a un nuovo taglio da parte della Federal Reserve.
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Un quadro in peggioramento
“La fiducia dei consumatori è diminuita per il quarto mese consecutivo a marzo”, ha osservato dall’interno del Conference Board l’economista Stephanie Guichard. “Delle cinque componenti dell’indice”, ha aggiunto, “solo la valutazione dei consumatori sulle attuali condizioni del mercato del lavoro è migliorata e persino le attuali condizioni aziendali si sono indebolite fino a diventare quasi neutrali”. E a destare timori, secondo l’esperta, sarebbero anche le prospettive occupazionali in calo al minimo degli ultimi 12 anni.
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