Secondo la casa, l’intensificarsi delle tensioni e una nuova corsa dei prezzi potrebbero sottrarre al PIL globale alcuni decimi di punto. E a sostenere il ciclo economico globale restano solo gli investimenti nell’intelligenza artificiale. Approccio più cauto sui bond e una maggiore selettività sull’azionario le direttrici
La crescita continua a mostrare una sorprendente resilienza, ma il quadro macro si sta facendo sempre più dipendente da un unico motore: gli investimenti nell’intelligenza artificiale. È questo il messaggio emerso dal webinar organizzato mercoledì 3 giugno da Carmignac, durante il quale gli esperti della casa hanno spiegato come il perdurare delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente rischi di comprimere il ciclo economico e affidare la tenuta del PIL globale solo alla corsa degli algoritmi. Una prospettiva che impone strategie di investimento prudenti sul reddito fisso e selettive sull’azionario, soprattutto in Europa.
Secondo Gallardo, lo scenario delineato all’inizio dell’anno è stato profondamente modificato dall’escalation geopolitica in Medio Oriente. “Se nei mesi scorsi il mercato si attendeva una crescita sostenuta da politiche monetarie più accomodanti e da un supporto fiscale diffuso”, ha chiarito, “il nuovo conflitto ha introdotto un importante elemento di incertezza destinato a rallentare l’attività economica globale”. Il chief economist di Carmignac stima allora che lo shock possa provocare un calo della crescita globale tra mezzo punto e sei decimi di punto. Tuttavia, due fattori hanno finora evitato un deterioramento più marcato del quadro congiunturale: l’elevato livello delle scorte energetiche accumulato prima della crisi e, soprattutto, la straordinaria accelerazione degli investimenti legati all’intelligenza artificiale. L’esperto ha infatti spiegato che la spesa per infrastrutture AI si sta rivelando persino più robusta delle aspettative iniziali e sta compensando parte dell’impatto negativo proveniente dal contesto geopolitico. A suo giudizio, il ciclo economico resta quindi resiliente ma sempre più concentrato attorno a quello che definisce il principale motore dell’economia mondiale: il build-out degli algoritmi.
Inflazione sottovalutata dal mercato
L’economista vede però un rischio crescente sul fronte dei prezzi. Gli investitori stanno cioè sottovalutando le conseguenze della crisi mediorientale, che finora è stata assorbita prevalentemente attraverso il ricorso alle scorte piuttosto anziché tramite un forte rialzo dei prezzi energetici. “La minaccia inflazionistica è ancora sottovalutata”, ha osservato Gallardo, spiegando che il prolungamento delle tensioni potrebbe rendere inevitabile un aumento più consistente delle quotazioni petrolifere per riequilibrare domanda e offerta. Secondo il chief economist, inoltre, l’impatto del conflitto non si limita all’energia: “Fertilizzanti, metalli industriali, materie prime chimiche e componenti fondamentali per la produzione tecnologica risultano tutti coinvolti in una catena di effetti che rischia di alimentare ulteriormente le pressioni inflazionistiche”.
Uno dei temi centrali dell’intervento di Gallardo riguarda proprio l’interazione tra geopolitica e rivoluzione tecnologica. Da un lato, è opinione dell’esperto che la competizione strategica tra Stati Uniti e Cina stia limitando l’accesso a terre rare e semiconduttori avanzati. Dall’altro, è stato sottolineato come il conflitto in Medio Oriente stia facendo salire i costi energetici e delle materie prime necessarie ad alimentare l’espansione dei data center. “L’intelligenza artificiale è una tecnologia ad alta intensità di capitale e di energia”, ha ricordato il manager, sottolineando come l’aumento dei costi di finanziamento e delle commodity possa rappresentare il vero tallone d’Achille del ciclo di investimenti attualmente in corso. La combinazione tra tensioni geopolitiche, rialzo dei tassi reali e maggiore costo delle infrastrutture potrebbe quindi diventare un elemento di fragilità per un sistema economico che dipende sempre più dalla crescita generata dall’ecosistema AI.
Kevin Thozet, membro dell’Investment Committee di Carmignac
Alla luce di questo scenario, Kevin Thozet ha illustrato una strategia d’investimento improntata alla prudenza sui mercati obbligazionari e alla selettività sull’azionario. Secondo il membro dell’Investment Committee di Carmignac, uno dei principali rischi resta infatti il possibile rialzo dei rendimenti governativi in scia alle tensioni inflazionistiche e all’aumento dei premi per il rischio sovrano. Ecco perché la casa mantiene un approccio difensivo sulla duration e continua a privilegiare strumenti che proteggano il portafoglio da sorprese sul fronte dei prezzi. Allo stesso tempo, la società continua a vedere valore in alcune aree del mercato azionario. Thozet ha evidenziato come il successo delle future quotazioni tecnologiche resti cruciale non solo per Wall Street ma per l’intero ciclo economico statunitense. A suo giudizio, il mercato e le autorità stanno creando le condizioni affinché operazioni molto attese possano trovare un contesto favorevole.
Accanto al tema dell’intelligenza artificiale, Carmignac individua alcune opportunità tattiche sul mercato europeo. Thozet ha spiegato che il gruppo ha introdotto nei portafogli esposizioni verso il settore bancario, considerato una scommessa relativamente efficiente su un possibile miglioramento del quadro geopolitico. La posizione riflette infatti la convinzione che i mercati debbano rimanere aperti a diversi scenari e che un eventuale allentamento delle tensioni in Medio Oriente possa favorire particolarmente gli istituti finanziari. Una posizione che rafforza il messaggio di un’economia globale ancora sostenuta dal boom degli investimenti tecnologici ma esposta a rischi sul fronte internazionale e inflazionistico, nella quale sono richiesti portafogli protetti contro shock energetici e volatilità dei mercati obbligazionari.
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