3 min
Esclusi dalla manovra gli incentivi per la quotazione delle pmi. Assosim, IrTop Consulting e AssoNext al Tesoro: dal 2018 ha favorito oltre 120 debutti, sia strutturale
Con la scorsa legge di Bilancio il governo aveva assicurato che il passo successivo sarebbe stato rendere strutturale il bonus Ipo. Pochi mesi dopo, mentre il ddl Capitali sta proseguendo il suo iter, l’incentivo per favorire la quotazione a Piazza Affari delle pmi tricolori è invece rimasto fuori dalla Manovra 2024. Sollevando inevitabilmente la protesta dei protagonisti del settore, da IrTop Consulting ad Assosim e AssoNext, che ora chiedono al ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti il ripristino dell’incentivo perchè dal 2018 ha favorito oltre 120 debutti su Euronext Growth Milan.
📰 Leggi anche “Ue, Equita: crollo delle Ipo nel 2022. Ma si vede la ripresa“
Il bonus Ipo, che consiste in un credito di imposta del 50% sui costi di quotazione fino a 5000mila euro, dalla sua introduzione è stato sempre rinnovato di anno in anno più o meno alle stesse condizioni. “Nel quinquennio di applicazione 2018-2022 ha favorito oltre 120 debutti con un utilizzo complessivo della misura da parte delle pmi di circa 50 milioni di euro. In particolare, nel 2022, le quotazioni sono state 25 con un credito di imposta complessivo di 9,4 milioni di euro”, sottolinea la ceo di IrTop Consulting e direttrice scientifica dell’Osservatorio Pmi Egm, Anna Lambiase. Che alla luce di questi dati, e dei 6 miliardi di euro raccolti presso gli investitori istituzionali dalle 297 società quotate sull’ex Aim, chiede al Tesoro “che prosegua il percorso di incentivazione della raccolta di capitale in equity, una misura che si è dimostrata un forte volano per l’occupazione e la crescita economica delle pmi italiane”.
La Lambiase ricorda infatti che solo nel 2022 le società quotate hanno registrato una crescita media dei ricavi del 51% e impiegato oltre 33mila dipendenti, in crescita del 20%. “Attraverso la proroga del bonus Ipo nella legge Finanziaria 2024, con uno stanziamento di 15 milioni di euro, potremo permettere al nostro Paese di proseguire il percorso di sviluppo delle pmi favorendo l’incontro tra domanda e offerta di capitali”, aggiunge, chiedendo che l’incentivo non solo venga confermato ma diventi strutturale.
Dello stesso parere Assosim, l’associazione degli intermediari dei mercati finanziari. In una lettera al ministro Giorgetti, il presidente Marco Ventoruzzo esprime infatti le “preoccupazioni” dell’industria finanziaria. “Pur comprendendo il difficile compito del governo nella presente congiuntura, auspichiamo fortemente che non venga abbandonato uno strumento che ha dato buona prova di sé nello stimolare le Ipo, anche come sostegno all’economia reale e, quindi, alle entrate fiscali”, afferma.
Ventoruzzo evidenzia anche come l’incentivo abbia favorito negli ultimi anni oltre 90 quotazioni di piccole e media imprese, di cui 23 nel 2023, favorendo lo sbarco in Borsa di aziende che operano “nei settori più rappresentativi dell’economia reale italiana e, tra questi, quello delle società caratterizzate da una elevata componente tecnologica, ad alta crescita”. Controbilanciando anche il deflusso delle aziende che trasferiscono all’estero la sede legale o abbandonano Piazza Affari. “Credo sia necessario interrogarsi se il venire meno di questo incentivo non rischi di pregiudicare quanto il governo sta meritoriamente facendo per favorire la competitività dei mercati dei capitali italiani, come ad esempio con il cosiddetto ddl Capitali”, avverte il numero uno dell’associazione i cui membri gestiscono il 90% delle negoziazioni sui mercati italiani e partecipano alla pressoché totalità delle Ipo.
Allarme è stato espresso anche da AssoNext, l’associazione delle imprese quotate. “Mi auguro che, tra le importanti attività di rilancio del Paese, vorrete ancora una volta premiare le pmi che accedono al mercato dei capitali grazie a una misura di robusto sostegno volta ad alleviare i costi di quotazione, così come anche raccomandato anche dalla Commissione Ue”, scrive in una lettera il presidente Giovanni Natali. Rimarcando come il mercato Egm abbia registrato un notevole sviluppo a partire dal 2016, grazie all’effetto combinato dei Piani Individuali di Risparmio e del credito d’imposta Ipo: +155% in termini di società quotate e +229% in termini di capitalizzazione rispetto al 2016.
Vuoi ricevere ogni mattina le notizie di FocusRisparmio? Iscriviti alla newsletter!
Registrati sul sito, entra nell’area riservata e richiedila selezionando la voce “Voglio ricevere la newsletter” nella sezione “I MIEI SERVIZI”.