SCELTI DA NOI: LE NOTIZIE DELL’8 OTTOBRE 2026
Rassegna stampa economico-finanziaria dai principali quotidiani
Petrolio, Borse e bond: un’altra giornata difficile
Le Borse mondiali tornano sotto pressione, strette tra il nuovo rally del petrolio, i rendimenti obbligazionari ai massimi pluridecennali e i crescenti interrogativi sulla sostenibilità degli investimenti nell’intelligenza artificiale. La novità è che anche gli indici di Wall Street – che a inizio settimana battevano nuovi record – non sembrano ora immuni dalla correzione. Ieri hanno viaggiato per la seconda seduta consecutiva in calo. Vendite più nette in Europa, con Milano maglia nera per la seconda seduta consecutiva (-1,35%), penalizzata soprattutto dal comparto bancario. Ancora una volta il Medio Oriente non aiuta.
Vito Lops, Sole 24 Ore
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Dal tasso neutrale all’Al: i motivi veri e falsi della crisi dei T-Bond
Qualcuno punta il dito sull’inflazione, ma le aspettative sul costo della vita nei prossimi io anni non stanno salendo. Qualcuno pensa che il mercato sia preoccupato per la tenuta del debito statunitense, ma gli altri indicatori di rischio (dai Cds agli asset swap) non mostrano alcun sussulto. Qualcuno pensa che la crescita economica guidata dall’Ai stia alzando il tasso cosiddetto “neutrale” negli Stati Uniti, ma calcolarlo con precisione è impossibile. Insomma, le ipotesi sono tante ma nessuna davvero risolutiva. Tra analisti, economisti e investitori una domanda gira dunque sempre più insistente: perché i rendimenti dei titoli di Stato americani sono saliti così tanto?.
Morya Longo, Sole 24 Ore
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Bce, nei verbali la risposta allo shock energetico
Le ulteriori misure contro l’inflazione, e come calibrarle, finiscono al centro dell’ultimo meeting della Bce. Lo si scopre sfogliando i verbali della riunione del 9-10 settembre, nella quale Francoforte ha inasprito la politica monetaria perla seconda volta in risposta allo shock energetico. Le sfide perla Bce si sono intensificate. L’inflazione, vicina al 4%, alimenta le scommesse su ulteriori rialzi dei tassi di interesse, mentre gli investitori si liberano dei titoli di Stato della Francia e di altri Paesi fortemente indebitati, facendo crescere i timori di una nuova crisi del debito a poco più di un decennio dalla precedente.
Alberto Chimenti, Milano Finanza
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Disclaimer: “Scelti da noi” è un servizio offerto ai lettori di focusrisparmio.com. La rubrica offre una rapida panoramica sulle notizie dell’industria del risparmio gestito, attraverso una selezione effettuata dalla redazione. Il servizio è disponibile nei giorni feriali, dal lunedì al venerdì.
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