4 min
Nonostante l’incertezza macro, gli investitori nordamericani continuano a sostenere il mercato. Dal report di Preqin emerge una domanda solida per private equity, credito e infrastrutture. Con implicazioni rilevanti per l’evoluzione dei prodotti e la costruzione dei portafogli
Dalla domanda di attivi alternativi negli Stati Uniti arrivano segnali chiari: il contesto macro ancora fortemente incerto non sta impedendo al segmento di continuare ad attrarre capitali, soprattutto da parte degli investitori wealth, con implicazioni rilevanti per l’evoluzione dell’offerta e della costruzione di portafoglio. È quanto emerge da un recente report di Preqin, società oggi parte del gruppo BlackRock, che evidenzia come il private wealth nordamericano resti uno dei principali motori di crescita per l’asset class.
📰 Leggi anche “Wealth: la sfida si gioca su tecnologia, fiducia e family office“
Domanda solida e nuove opportunità per l’industria
Il punto di partenza del lavoro di Preqin è una mappatura delle principali tendenze che stanno plasmando il mercato regionale e un confronto con quanto accade a livello internazionale. La ricerca mostra infatti che il Nord America resta il punto di riferimento per il private capital, con una raccolta salita a 861 miliardi di dollari nel 2025 dai 762 miliardi del 2024 e masse gestite pari a 8.4600 miliardi di dollari a metà dell’anno scorso. È in questo contesto che, secondo l’autore del report Eric Mogilevskiy, la domanda da parte degli investitori wealth locali “rimane robusta” e apre così ampi spazi sia per nuovi prodotti da parte dei general partner sia per una maggiore penetrazione di queste strategie nei portafogli gestiti tramite reti di consulenza. Un’evoluzione che riguarda peraltro anche realtà come i single family office, chiamati a raffinare le allocazioni in funzione di tre driver chiave: liquidità, generazione di reddito e diversificazione settoriale.
Private equity: crescita e buyout in cima alle preferenze
Entrando nel dettaglio delle allocazioni, il private equity continua a rappresentare il fulcro dell’interesse da parte del mercato. I dati Preqin mostrano infatti una netta predilezione per strategie growth e buyout, rispettivamente destinatarie del 47% e del 32% delle preferenze, con una quota significativa di attenzione che si muove anche verso operazioni expansion e late stage. Dal punto di vista settoriale, sono invece i fondi con esposizione diversificata ad attrarre il maggior numero di visualizzazioni: li seguono quelli incentrati sulla tecnologia e con focus sul comparto healthcare. Tendenza che nasconde un’indicazione chiara: gli investitori cercano sempre di più equilibrio tra crescita strutturale e resilienza.
📰 Leggi anche “WM: meno USA, più privati e AI per reggere l’incertezza“
Private credit e infrastrutture: reddito e megatrend
Accanto all’equity cresce in modo marcato l’interesse per il private credit e in particolare per il direct lending: una dato che, nella lettura di Mogilevskiy, riflette la ricerca di rendimento e diversificazione rispetto alle tradizionali esposizioni obbligazionarie. Ancora più forte il posizionamento delle infrastrutture, che emergono come l’asset class con la maggiore intenzione di incremento delle allocazioni nei prossimi 12 mesi. Secondo il report Investor Outlook: H1 2026, il 47% degli investitori prevede di aumentare l’esposizione nel lungo termine. Le preferenze si concentrano su energia, rinnovabili, clean technology e trasporti: settori che, come evidenzia Preqin, “si collocano all’intersezione tra crescita secolare, rilevanza ESG e stabilità dei flussi di cassa”, elementi chiave anche per le strategie di growth equity e buyout.
Buyout USA: segnali di tenuta in un contesto volatile
Nonostante l’incertezza legata all’effetto sui tassi delle tensioni in Medio Oriente e allo sviluppo dell’intelligenza artificiale, lo studio rivela come a mostrare segnali di resilienza sia anche il mercato dei buyout USA. Secondo David Dawkins di Preqin, il comparto ha infatti registrato nel 2025 “spiragli di positività”, con il valore medio delle operazioni che ha superato i 100 milioni di dollari e quello aggregato arrivato a quota 376 miliardi (+30% rispetto al 2024). Sul fronte delle uscite, i dati indicano invece un crescita rispetto alla media degli ultimi tre anni e ai livelli più alti dal 2021: 263 miliardi di dollari.
📰 Leggi anche “Il boom fondi semiliquidi USA tra opportunità e rischi“
Verso una maggiore integrazione nei portafogli wealth
Nel complesso, il quadro delineato da Preqin suggerisce una tendenza strutturale: gli asset privati stanno diventando una componente sempre più centrale nei portafogli degli investitori wealth. La combinazione tra ricerca di rendimento, esposizione ai megatrend e diversificazione rispetto ai mercati pubblici spinge verso un’integrazione più profonda, con implicazioni dirette per prodotti, consulenza e costruzione strategica degli investimenti.
📍Per approfondire vai al Cornerstone Alternativi
Vuoi ricevere ogni mattina le notizie di FocusRisparmio? Iscriviti alla newsletter
Registrati sul sito, entra nell’area riservata e richiedila selezionando la voce “Voglio ricevere la newsletter” nella sezione “I MIEI SERVIZI”.