Alla presentazione dell’outlook 2026, la casa di gestione si dice positiva. Ma dietro il rally si nasconde un mondo profondamente cambiato, dove la politica torna protagonista e l’instabilità diventa strutturale
Enzo Corsello, country head Italia di Allianz Global Investors
Il nuovo anno comincia con un’economia globale che continua a sorprendere per resilienza. Stati Uniti, Europa e Giappone crescono grazie a un mix potente di politiche fiscali e monetarie espansive, che sostengono il PIL nominale e tengono lontani gli scenari recessivi. I grandi protagonisti rimangono gli USA e l’Europa ma a condizione di essere “selettivi e attenti ai cambiamenti”, dice subito Enzo Corsello, country head per l’Italia di Allianz Global Investors, durante la presentazione alla stampa dell’outlook 2026 della casa di gestione. Il manager si attende “una prosecuzione del movimento rialzista dell’Europa, che resta un’ottima fonte di ritorno per gli investitori alla luce degli stimoli monetari e soprattutto fiscali”. “L’evento macro più rilevante è stata la rottura del dogma dell’ortodossia fiscale tedesca”, sottolinea Corsello. Una svolta che ha consentito all’Eurozona di affiancare finalmente la politica fiscale a quella monetaria, riducendo una fragilità strutturale che durava da oltre un decennio. Sul fronte monetario lo scenario resta accomodante. “L’unica banca centrale che sta seguendo un percorso restrittivo è quella giapponese”, osserva il country head, “ma con tassi reali ancora negativi lo stimolo resta significativo”. Quanto all’inflazione, i timori di una nuova fiammata appaiono contenuti nel breve. “Il rischio vero non è tanto il livello dei prezzi, quanto la loro volatilità in un mondo esposto a shock geopolitici continui”.
Il cambio di paradigma più profondo è, però, politico. Negli Stati Uniti l’avvicinarsi delle elezioni di midterm sta modificando il rapporto tra amministrazione e mercati finanziari. “Il mercato azionario da fine diventa mezzo”, afferma Corsello, “uno strumento per perseguire obiettivi di politica economica e consenso sociale”. Gli interventi a favore dei consumatori, le pressioni sui tassi delle carte di credito e le misure sull’affordability rappresentano segnali chiari. “Il mercato non è più il beneficiario netto dell’azione di governo”, avverte l’esperto, “ma uno strumento utilizzato per redistribuire consenso”. Un passaggio che segna l’ingresso in una nuova fase. “Non siamo più in un mondo incerto, ma in un mondo instabile”, sintetizza il manager, dove vengono meno i pilastri dello status quo geopolitico. Una fase che l’esperto definisce senza mezzi termini: “Siamo passati dal volatility great again all’instability great again”.
Selettività e disciplina
In questo contesto l’approccio agli investimenti deve necessariamente cambiare. “Per 40 anni bastava essere investiti e i rendimenti arrivavano”, ricorda Corsello. “Oggi la selettività torna centrale”. Sul fronte azionario, Allianz GI mantiene una view costruttiva ma prudente. Negli Stati Uniti le valutazioni restano elevate. “Le valutazioni sono come una forza di gravità”, spiega Corsello, “non fermano il mercato finché gli utili crescono, ma aumentano la vulnerabilità”. Più interessante il profilo dell’Europa, sostenuta da stimoli fiscali, valutazioni più contenute e dividendi elevati. A questo “si combina la capacità di apprezzamento, con una sovraperformance degli indici europei rispetto a quelli americani” negli ultimi anni. Un fenomeno che trova anche una “ragione difensiva, giustificata dal supporto dato dai dividendi medi europei, che secondo il report di Allianz a novembre 2025 risultavano quasi tre volte quelli USA.
Massimiliano Maxia, fixed income pruduct specialist di Allianz GI
Sul fronte obbligazionario, il 2026 sarà ancora un anno dominato dal carry. “La duration non sarà un fattore strutturale di performance”, spiega Massimiliano Maxia, Senior Fixed Income Product Specialist di Allianz GI. In un contesto di debito pubblico crescente, le scadenze lunghe restano esposte. “Il rendimento cedolare è il vero motore della performance”, aggiunge Maxia, con una preferenza per investment grade, high yield selettivo ed emerging market debt.
Un capitolo a parte meritano i mercati emergenti, che beneficiano di una combinazione rara di fattori favorevoli. “Crescita resiliente, dollaro più debole e politiche monetarie ancora accomodanti creano un contesto interessante”, osserva Corsello. Dopo la sovraperformance del 2025, l’area resta attraente soprattutto in Asia, dove Corea e Taiwan offrono esposizione tecnologica a valutazioni nettamente inferiori rispetto ai big statunitensi.
In un mondo instabile tornano centrali anche gli asset reali. “Le materie prime sono uno snodo fondamentale della partita geopolitica ed economica in corso”. I metalli industriali beneficiano di dollaro debole, scarsità dell’offerta e investimenti legati alla sicurezza strategica. L’oro, infine, resta un pilastro difensivo. “Prospera nell’instabilità, non nella semplice incertezza”, conclude Corsello.
Il messaggio finale è chiaro: i mercati restano sostenuti, ma il mondo è cambiato. Il 2026 non sarà un anno da affrontare col pilota automatico, bensì “con disciplina, selettività e piena consapevolezza che l’instabilità è ormai la nuova normalità”.
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