Per gli esperti, nei prossimi mesi occorrerà tenere in considerazione la traiettoria di politica monetaria e fare attenzione ad alcuni rischi. Aumento del debito pubblico e resilienza dell’economia statunitense in testa
Tra incertezze sul fronte economico, tensioni geopolitiche, timori di nuovi picchi inflattivi che potrebbero condizionare le prossime mosse delle banche centrali, chi investe in bond dovrebbe agire con prudenza in termini di duration del portafoglio e prediligere scadenze più a breve-medio termine.
Ne è convinto Alessandro Tentori, responsabile investimenti Europa di AXA IM, per il quale in ottica futura occorre tenere in considerazione soprattutto la traiettoria di politica monetaria. “Quest’ultima si è rivelata un fattore chiave nella costruzione di portafogli obbligazionari, in particolare durante il periodo di quantitative easing”, sottolinea. “Potrebbe rivelarsi nuovamente un fattore cruciale per la performance anche in un prossimo futuro, in uno scenario di divergenza tra la Banca centrale europea e la Federal Reserve. Nelle nostre stime, per il 2025 prevediamo un solo taglio di 25 punti base da parte della Fed, mentre la BCE potrebbe dover abbassare il costo del denaro di altri 125 punti base”. Secondo Tentori, saranno due i motori di performance obbligazionaria nei prossimi mesi: la gestione relativamente contenuta della duration, con un profilo difensivo sui bond USA e qualche spiraglio di ottimismo su quelli europei; una gestione propensa ad assumersi il rischio di credito, anche high yield, soprattutto sul mercato americano, corroborata sia dall’analisi macro che da quella dei bilanci aziendali. In questo contesto, occorrerà fare attenzione ad alcuni rischi. “Guardiamo non senza preoccupazioni all’aumento del debito pubblico che potrebbe riservarci tassi di interesse più alti anche in un futuro non troppo lontano. Non ultima, va rivalutata la resilienza dell’economia statunitense in una condizione di inflazione persistente nonché di potenziale cambiamento degli assetti geopolitici”. Proprio per questo, conclude l’esperto, “il ruolo assegnato alla Fed potrebbe richiedere una mano più ferma di quei 25 punti base di tagli attualmente scontati dai mercati”.
Stati Uniti, meglio la parte breve della curva
Federico Valesi, CFA, head of Credit di Quaestio Capital SGR
Per Federico Valesi, lead portfolio manager Credit Strategies di Quaestio SGR, il 2024 è stato un anno in chiaroscuro per le obbligazioni. Se quelle governative hanno infatti prodotto rendimenti nei migliori casi modesti, quelle corporate hanno beneficiato di una forte domanda che ha compresso fortemente gli spread e generato rendimenti anche a doppia cifra per il mercato high yield. Inoltre, se nella parte breve della curva le performance
delle obbligazioni governative hanno beneficiato…
Risorse naturali, intelligenza artificiale e settori meno legati al ciclo delle commodity sostengono le prospettive della Borsa. Per Paul Xiradis, gestore azionario del gruppo, la crescita degli utili nel 2027 potrà poggiare su più motori. “Ma serve selezione”
Il debito record e il deficit fuori controllo pesano sugli Oat. Per gli analisti serve una svolta politica e un aggiustamento fiscale ampio e duraturo. Ma una nuova crisi dell’euro è improbabile
Il fondatore di Bridgewater Associates vede una crisi del debito americano entro tre anni e considera l’intelligenza artificiale una “bolla classica” vicina al punto di rottura. Dai capitali esteri in ritirata ai govies sul 5,3% e alle Big Tech sempre esposte, il rischio è che il costo del denaro finisca per interrompere il rally
Il sentiment index di CFA-Radiocor crolla a -47,8 punti, oltre 25 in meno rispetto alla rilevazione precedente. Gli esperti vedono più inflazione e tassi in salita, sia in Europa che negli USA. Negative le prospettive l’azionario
Le nuove tensioni in Medio Oriente hanno riacceso le quotazioni. Per gli asset manager, il vero collo di bottiglia è la raffinazione. Ma il premio per il rischio è sovradimensionato e probabilmente destinato a ridursi
Per il portfolio manager, la de-dollarizzazione non è un rischio. Ma gli acquirenti del debito Usa sono cambiati. E le conseguenze si estendono a tutto il reddito fisso
I rendimenti salgono per tre ragioni: normalizzazione, debito fuori controllo e fiducia incrinata nelle istituzioni. Sul mercato, fino alle elezioni americane di medio termine, si va a testa o croce
Gli investimenti nell’intelligenza artificiale continuano a sostenere i mercati, nonostante tassi elevati, tensioni energetiche e rischi sul debito pubblico. Per alcune aree il 2027 si annuncia più complesso, in particolare per Europa e Italia
Per Shaan Raithatha, senior economist di Vanguard, il ciclo di investimenti nell’intelligenza artificiale può spingere la crescita USA sopra il consenso nel 2027. Ma inflazione persistente, fabbisogno di capitale e tassi reali più elevati cambiano le prospettive di portafoglio: fixed income più interessante su base relativa e più spazio alla diversificazione fuori dal growth americano
Per Lula la strada del ballottaggio è in salita. Real e asset verdeoro festeggiano. Per gli investitori al centro c’è la sostenibilità dei conti pubblici, ma secondo gli asset manager un’inversione di tendenza è difficile chiunque vinca
La leadership delle mega-cap aumenta il rischio di concentrazione, mentre l’AI porta con sé segnali di euforia. Secondo gli esperti di Oddo BHF, per intercettare i cambi di leadership servono però modelli capaci di privilegiare i trend strutturali e adattarsi ai regimi di mercato
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