“I risparmiatori europei sono in grado di accumulare grandi quantità di denaro che però viene spesso lasciato in balia dell’inflazione”. E in quella che il CEO dell’asset manager definisce “la fase di mercato più incerta della sua carriera” essere in grado di allocare propriamente i capitali è decisivo sia per gli individui che per le collettività
George Gatch, chief executive officer di J.P. Morgan Asset Management
“C’è molto rumore, molta incertezza e molte domande. Dove andrà l’inflazione, come proseguiranno i conflitti, che cosa succederà nel campo dell’energia e in particolare al prezzo del petrolio?”. George Gatch, chief executive officer di J.P. Morgan Asset Management, apre il Media Summit europeo della casa di gestione con una rivelazione che riguarda in modo diretto la sua storia professionale. “Quella attuale è una delle situazioni più nebbiose che abbia affrontato nella mia carriera”. Il riferimento è alle tensioni internazionali e ai loro effetti su economia e mercati. Il top manager individua due driver di incertezza su tutti: da un lato l’imprevedibilità dell’amministrazione americana, e dall’altro l’aumento della pericolosità del mondo in cui viviamo.
A mutare non è solo la situazione internazionale ma l’industria stessa dell’asset management. Gatch, intervistato da Lilia Peytavin, market strategist EMEA della società, individua due fondamentali fattori: ETF e mercati privati, con l’aggiunta di un terzo elemento trasversale rappresentato dalla rivoluzione dell’intelligenza artificiale.
Per quanto riguarda il primo punto Gatch sottolinea il ruolo primario di J.P. Morgan AM, in particolare nel campo degli ETF attivi. “Siamo di fronte ad una transizione decisiva. Teniamo presente che il settore dell’asset management globale ha masse per 140.000 miliardi di dollari e che un terzo sono ancora nel business dei mutual funds che è destinato ad essere in gran parte disintermediato dagli ETF”. Per guidare il cambiamento, la ricetta del CEO è quella di continuare a nutrire la piattaforma di investimento in termini sia di competenze che di tecnologia.
Per quanto riguarda i private markets, il concetto fondamentale portato da Gatch è quello di ibridazione fra pubblico e privato. “Non esporsi ai mercati privati significa oggi rinunciare a un rilevante set di opportunità. La quantità di aziende non quotate è molto significativa così come vediamo un chiaro trend anche negli strumenti scelti dalle aziende per accedere al credito”. Questo il punto di partenza per cui, secondo Gatch, pubblico e privato oggi non devono più essere visti come alternative ma si va verso un futuro di integrazione di componente public e private nei team d’investimento. “Non un approccio multi-manager ma una piena integrazione del processo di allocazione”, puntalizza Gatch, che sottolinea inoltre un importante caveat che riguarda l’allargamento della platea degli investitori in private markets. “Il tema dell’educazione è centrale, in particolare per quanto riguarda il tema dell’illiquidità, fondamentale per capire anche l’attuale flusso di notizie sul private credit. Sull’asset class, infatti, non c’è un vero rischio sistemico ma una sfida sulla gestione della liquidità e sulle aspettative dei clienti”.
Su tecnologia e intelligenza artificiale il messaggio è chiaro: “Parliamo di forze che stanno ridisegnando l’intera economia e l’asset management non fa eccezione”. “Ogni analista coprirà il doppio o triplo delle compagnie di cui si occupa attualmente che sono tra le 30 e le 40. Questo grazie all’intelligenza artificiale ma bisogna avere le risorse e la struttura per farlo. J.P. Morgan Chase spende 20 miliardi di dollari all’anno in tecnologia e poter fare leva su una piattaforma di tali dimensioni è un vantaggio competitivo essenziale in questa fase”, completa sul punto.
Il futuro del risparmio europeo
Per quanto riguarda l’Europa, Gatch sottolinea una serie di segnali positivi come i flussi sull’azionario del Vecchio Continente tornati positivi dopo molti anni di difficoltà e la spinta alla semplificazione normativa. Ciò che rimane da migliorare in modo netto è, fa notare il ceo, il grado di partecipazione degli investitori ai mercati dei capitali. “Gli europei sono bravissimi a risparmiare, ma il modo in cui lo fanno è altamente inefficiente con un’esposizione al rischio insufficiente che spesso lascia la liquidità in balia dell’inflazione”. “Credo ci sia un grande lavoro da fare”, aggiunge, sottolineando inoltre come gli effetti positivi potenziali possano essere molto significativi tanto per gli individui quanto per l’intera economia. “Lavoriamo ogni giorno per generare e veicolare una ricerca che aiuti gli investitori a prendere decisioni informate su un tema fondamentale come quello dell’allocazione dei propri risparmi. Questo è un compito che riteniamo fondamentale come J.P. Morgan Asset Management”, conclude.
Secondo il chief economist advisor di Allianz, il rialzo del CPI USA riflette lo shock energetico e non dinamiche strutturali. La vera incognita riguarda gli effetti dell’IA sulla domanda e la capacità dei mercati di assorbire nuove emissioni
Previsioni al rialzo sull’inflazione e al ribasso sulla crescita. Lagarde: un segnale necessario, non una decisione drastica. Per gli analisti, le prossime mosse dipenderanno dai prezzi dell'energia
Per S&P Global Ratings, le operazioni innescate da Intesa-Mps rappresentano solo l’ultimo capitolo di un processo destinato a ridisegnare il settore. La ricerca di scala, investimenti in tecnologia e maggiore efficienza spingono gli istituti verso una nuova stagione di fusioni e acquisizioni
La sottoperformance registrata nel 2026 riflette prese di profitto, timori sulla sostenibilità della spesa pubblica e una maggiore selettività degli investitori. Ma, secondo Tikehau Capital, programmi di riarmo e fondamentali solidi continuano a sostenere le prospettive di lungo periodo del comparto
Inflazione USA in accelerazione a maggio: il CPI sale al +4,2% annuo, dal +3,8% di aprile, in linea con le attese. Terzo aumento consecutivo dopo la fase di moderazione. I gestori guardano a Kevin Warsh: decisiva la credibilità del suo impegno contro i rincari, anche con tassi invariati
Secondo gli analisti, giovedì Lagarde procederà a un aumento “precauzionale” e "di credibilità” e non si sbilancerà sul dopo. Un'altra stretta a settembre è molto probabile, ma incombe il problema crescita
Il patrimonio dei fondi domestici di categoria è cresciuto del 4% nel 2025 mentre il nav ha raggiunto 125,7 miliardi di euro. Residenziale e hospitality guadagnano spazio in portafoglio, con prospettive positive anche per il 2026. Il Rapporto di Scenari Immobiliari e Studio Casadei
Ca’ De Sass risponde alla proposta di Banco Bpm con un’Opas da 30,6 miliardi che riconosce un premio del 12,5% agli azionisti di Siena. Il ceo Messina: “Dalla fusione stimati 1,700 miliardi di attività, 27 milioni di clienti e una rete di 21mila consulenti”. Previsti anche 61 miliardi di dividendi
La creatura di Musk si prepara alla più grande quotazione della storia. E OpenAI e Anthropic non saranno da meno. Per gli analisti, le ripercussioni non risparmieranno nessun segmento del mercato. Ecco perché e a cosa guardare
Per il cross asset strategist della casa, inflazione persistente e tensioni geopolitiche impongono un ripensamento del portafoglio 60-40. Ma l’economia reggerà l’urto dello shock energetico e l’azionario continuerà a crescere. Più emergenti e asset reali la combinazione per sfidare la volatilità
Per il fund manager della casa, geopolitica e megatrend stanno ridefinendo il ruolo dell’asset class nei portafogli. Ma selezione e valutazioni restano centrali. Dalle utility al digitale fino alle small cap e agli EM, il focus resta uno: “Trovare valore dove il mercato non lo ha ancora riconosciuto”
Iscriviti per ricevere gratis il magazine FocusRisparmio