Alla plenaria di apertura, la presidente dell’Associazione loda la resilienza del settore e indica la via per orientare il risparmio all’economia reale: “Innovazione, previdenza complementare, integrazione europea”. Giorgetti: “Ora focus su conti pubblici e mercato dei capitali”
Momenti difficili richiedono nervi saldi ma anche la capacità di pianificare. Ecco perché in una stagione storica come quella attuale, dove la volatilità rappresenta la cifra dominante tanto nelle vicende internazionali quanto sui mercati, il risparmio gestito è chiamato a rivendicare il proprio ruolo di catalizzatore dell’ottica di lungo periodo per aiutare gli investitori a guardare oltre le nubi della geopolitica. È quanto emerso nella conferenza plenaria con cui si è aperto il Salone del Risparmio 2026, l’evento ideato da Assogestioni che è diventato punto di riferimento per l’industria dell’asset management italiana ed europea. Un appuntamento che ha offerto a oltre 1.600 presenti in Sala Gold la possibilità di ascoltare il discorso programmatico della Presidente dell’Associazione, Maria Luisa Gota, insieme all’intervento del ministro dell’Economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti.
A dare ufficialmente il via ai lavori è stato proprio lo speech della padrona di casa, che ha ribadito come il settore abbia saputo mostrarsi resiliente anche in un contesto dominato da incertezze e tensioni. “Il 2025 ha registrato una raccolta netta di 38 miliardi e un patrimonio superiore 2.635 miliardi di euro”, ha precisato, “con un trend che sta proseguendo anche in questo inizio d’anno”. Quanto invece al presente e soprattutto al futuro del settore, la numero uno di Assogestioni ha spiegato come a catalizzare l’attenzione sia l’evoluzione del quadro globale tra incognite come le tante guerre ancora in corso. Ed è proprio rispetto a queste sfide che, per la Presidente dell’Associazione, diviene ancor più cruciale valorizzare quel potenziale parzialmente inespresso che il risparmio gestito ha ancora da sviluppare. “Basti pensare”, ha spiegato, “che il 30% della ricchezza finanziaria delle famiglie europee non è investita ma ancora ferma sui conti o impiegata a breve termine”. Uno sforzo interpretato nel senso di accompagnare i cittadini tricolore verso forme di investimento più evolute e di aiutarli a sostenere la crescita di una Borsa la cui capitalizzazione vale ancora troppo poco rispetto al PIL: “Appena il 48%, contro una media internazionale di circa il 70%”. L’attuale fase non deve dunque trasformarsi in un’occasione persa e, per evitare che ciò accada, la ricetta fornita da Gota appare chiara: “Promuovere la cultura finanziaria, riorientare l’offerta verso prodotti previdenziali innovativi coerenti con la maggiore longevità, accogliere l’innovazione e la digitalizzazione sia come innovazioni di processo sia come temi di investimento, riaccendere la tensione verso i mercati”.
Tre leve sui cui agire e il ruolo della previdenza integrativa
Gota si è anche soffermata sulle leve di evoluzione tramite cui il settore può attivarsi per contribuire in modo ancora più efficace alla crescita dell’economia reale e alla sicurezza finanziaria delle persone, individuandone tre: innovazione, previdenza complementare e sviluppo della Savings and Investments Union. Nel dettaglio, la Presidente di Assogestioni ha espresso un apprezzamento nei confronti delle diverse misure di ridisegno del secondo pilastro previste dalla Legge di Bilancio 2026, condividendo l’intenzione dell’Associazione di proseguire l’impegno sul tema. “Le risorse investite nel comparto ammontano appena al 12% del PIL nazionale contro il 150% degli USA”, ha detto, ribadendo l’intenzione di supportare “iniziative mirate che possano alimentare una collaborazione costruttiva tra pubblico e privato diretta principalmente ai più giovani e in grado di promuovere una maggiore cultura finanziaria”. Solco nel quale si inserisce una proposta ben circostanziata, cui le ceo di Eurizon ha accennato: “Lavorare su posizione pensionistica per i bambini con un contributo pubblico”. Non è però mancato neppure un passaggio sull’intelligenza artificiale, rispetto alla quale il messaggio lanciato dalla dirigente è stato chiaro: “Sarà fondamentale per efficientare i processi e personalizzare il modello di servizio superando la contrapposizione attivo-passivo, ma va adottata con criterio e senza sacrificare il valore fiduciario alla base del rapporto con i clienti”.
Sul fronte della SIU Gota ha poi descritto i PIR italiani come una best practice nel panorama europeo e si è auspicata che la nascita dei Savings and Investments Accounts, conti di risparmio e investimento europei destinati al pubblico retail, possa giungere a compimento. “L’impegno che ci assumiamo è quello di dialogare con il Governo e le istituzioni sia italiane sia europee affinché la Raccomandazione della Commissione venga tradotta nella creazione di un nuovo veicolo parallelo ai piani individuali di risparmio”, ha detto, precisando che dovrà trattarsi di un prodotto prevalentemente azionario non solo investibile secondo un logica transfrontaliera ma anche incentivato fiscalmente e condiviso dalla maggior parte degli Stati membri nell’ambito della cosiddetta ‘European label’.
Da virtù privata a valore pubblico
Giancarlo Giorgetti, ministro dell’Economia e delle Finanze
È stata poi la volta di Giorgetti, che ha sottolineato come il risparmio sia una virtù privata mentre spetti all’investimento trasformarlo in valore pubblico. “È tramite i mercati che i capitali accumulati dalle famiglie diventano fattore di sviluppo”, ha spiegato nel collegamento video con cui è intervenuto alla conferenza. Tra le priorità individuate dal ministro per raggiungere questo obiettivo ci sono rafforzare la solidità dei conti pubblici, risolvere criticità del sistema finanziario EU come i delisting o il sottodimensionamento dei mercati azionari e fare in modo che la SIU rappresenti davvero un cambio di paradigma. Il tutto senza dimenticare l’importanza di promuovere la previdenza complementare.
Governo pronto a intervenire. “Ma serve un’Europa unita”
In merito al contesto economico, Giorgetti ha poi dichiarato: “La stabilità finanziaria è un presupposto fondamentale della crescita e della sicurezza economica nazionale, il fatto che il nostro Paese abbia conquistato fondamentali più solidi nel quadro macroeconomico ci ha permesso di guadagnare margine di azione per contenere l’impatto del mutato contesto globale”. Un presupposto a partire dal quale il titolare del MEF ha ribadito l’impegno a intervenire per proteggere i redditi delle famiglie e la liquidità delle imprese, se lo scenario lo richiedesse. “Mi auguro che sul punto ci sia condivisione a livello europeo e il governo sta lavorando a Bruxelles in questa direzione”, ha chiarito. Proprio in riferimento ai diversi dossier cui si discute a livello comunitario, il capo del Tesoro è intervenuto anche sulla riforma della vigilanzafinanziaria lanciando un messaggio chiaro: “Bene valorizzare il ruolo di Esma ma serve un sistema che riduca, anziché aumentare, gli oneri e le duplicazioni in capo agli operatori.
Il futuro dell’Europa
Enrico Letta, ex premier e presidente dell’Istituto Jacques Delors
A seguire, si è tenuto un panel in cui la stessa Gota ha dialogato su ruolo del risparmio e futuro dell’Europa con tre ospiti d’eccezione: Enrico Letta, presidente dell’Istituto Jacques Delors e autore del Rapporto sul futuro del mercato unico europeo, il presidente di Confindustria Emanuele Orsini, e Giampiero Massolo, ambasciatore ma anche direttore dell’Osservatorio sul Rischio Geopolitico dell’Università Luiss Guido Carli. L’ex premier ha aperto la sessione ricordando come il nuovo scenario globale imponga all’UE di dotarsi degli strumenti necessari ad affermare un proprio ruolo non solo economico ma anche industriale e geopolitico. “La principale vulnerabilità resta la frammentazione nazionale in settori decisivi”, ha detto, sottolineando come la SIU rappresenti una priorità strategica per integrare risparmio con i mercati dei capitali e il sistema bancario in un unico ecosistema capace di mobilitare le risorse private verso gli investimenti più necessari ma anche sostenere l’innovazione, accompagnare la crescita delle imprese e rafforzare la competitività. “Direzionare il risparmio del continente vuol dire rafforzare le basi materiali della nostra autonomia strategicae dare all’Unione gli strumenti per affrontare da protagonista le grandi trasformazioni globali”.
Un messaggio condiviso da Massolo, che ha spiegato come questa esigenza sia diventata ancora più pressante alla luce di un contesto internazionale nel quale “la logica della sicurezza si è imposta sempre più su quella della convenienza e la voglia contrapposizione ha avuto la meglio sullo spirito di cooperazione”. Dal suo punto di vista, per l’Europa è dunque giunta “l’ora della verità”. “Risparmio gestito e imprese devono proteggere le catene strategiche e trasformare la de-globalizzazione in vantaggio competitivo”, ha detto, “perché l’economia è diventata arma di potenza”.
Emanuele Orsini, presidente di Confindustria
Sul fronte delle imprese, Orsini ha invece ricordato le fosche previsioni formulate dal comparto industriale: “Se l’anno dovesse chiudersi con prezzi del petrolio su livelli attuali, pronti a sostenere 21 miliardi di costi energetici aggiuntivi”. Ecco perché, nonostante i progressi rivendicati sul fronte del rafforzamento patrimoniale, il monito del manager è stato quello di accelerare su strumenti di finanza privata per la crescita e il supporto su dossier chiave: dalla digitalizzazione alla scala fino alla transizione energetica. Uno sforzo che, a suo dire, non può però prescindere da contesto regolatorio e fiscale “più semplice e orientato a incentivare gli investimenti nell’economia reale”. Poi un punto sul futuro: “Vedo grandi opportunità sulle M&A ma i PIR vanno rimessi al centro perché hanno saputo dare una risposta”.
Per Global X, la concentrazione dell'S&P500 e l'incertezza sui tassi stanno spingendo gli investitori verso queste strategie. Che si rivelano molto utili in contesti più volatili, soprattutto per i portafogli istituzionali
Per l’economista, la trasformazione portata dall’AI richiederà più capitale del previsto. E con rendimenti obbligazionari destinati a restare elevati, gli investitori dovranno individuare i futuri leader della tecnologia. Ma gli USA manterranno un vantaggio strutturale
Secondo un sondaggio di Bloomberg, solo un quarto degli osservatori scommette su dimissioni anticipate. L’ipotesi però è stata ventilata dalla stessa Lagarde. Che così potrebbe ‘proteggere’ Francoforte dagli euroscettici e giocare un ruolo decisivo alla presidenziali francesi
La divergenza tra Stati Uniti ed Europa, il ritorno della stretta monetaria e gli spread compressi impongono cautela. Per Quaestio Capital Management, le opportunità restano nelle parti brevi delle curve e nella selezione del credito high yield
Osservatorio Ecm di Irtop Consulting: ricavi a +12%. Fondamentali solidi, ma cala il numero di Ipo. Arca e Algebris tra gli investitori più attivi. Lambiase: “La Siu, il rafforzamento della previdenza complementare e la riforma del Tuf e dei Pir aprono una nuova fase”
Il manager assumerà la carica di direttore generale e raccoglierà così il testimone di Gian Franco Mammì, che lascerà l'incarico dopo undici anni di mandato. Una nomina che punta a garantire continuità al percorso di rafforzamento della governance e della trasparenza
L'istituto di ricerca prevede un ritorno delle pressioni sui prezzi tra fine 2026 e inizio 2027, con il rallentamento dell’Eurozona e la BCE orientata a mantenere una linea restrittiva. Per il nostro Paese, Pil rivisto al rialzo. Ma la vera sfida sarà smarcarsi dall’effetto del Pnrr
L'indice dei prezzi al consumo rallenta oltre le attese: +3,5% su base annua dal +4,2% di maggio e contro il +3,8% del consensus. A incidere sono i cali di carburanti, energia e servizi. Per i gestori, si rafforza lo scenario di una lunga pausa nella stretta monetaria
L’economia mondiale continua a resistere agli shock, ma inflazione, geopolitica e nuove strette monetarie impongono maggiore cautela. Per Allianz Global Investors, nel reddito fisso occorre privilegiare cedole, breve duration e tasso variabile. Sull’azionario, più spazio a Europa, Cina ed emergenti
Secondo AIPB, i nuclei con patrimoni oltre il 500mila euro saliranno di 12.718 unità a quota 741.933. E la loro ricchezza finanziaria investibile toccherà 1.611 miliardi di euro: +3,9%. Due tendenze destinate a creare nuovi spazi di crescita e più margine per la consulenza evoluta
Hormuz è tornato l’osservato speciale degli investitori. Nessun analista vede un ritorno a scenari di guerra totale, ma tutti raccomandano di non sottovalutare i rischi. E di rafforzare la diversificazione
Iscriviti per ricevere gratis il magazine FocusRisparmio