L’Eurotower vede l’economia ripartire nel 2024, al netto di “eventuali shock”. Ma a marzo il manifatturiero dell’Area fa peggio del previsto. Per gli analisti, un taglio dei tassi a giungo è sempre più probabile
L’economia dell’Eurozona arranca ancora ma inizia a intravedersi la luce in fondo al tunnel. Per la Banca centrale europea, al netto di eventuali shock, la crescita si avvierà infatti su una ripresa ciclica nel 2024 mentre l’inflazione proseguirà lungo il suo percorso di ritirata. Intanto, però, l’Area continua a dover fare i conti con un settore manifatturiero in difficoltà e che non accenna a riprendersi: lo testimonia il dato deludente sugli indici Pmi di marzo, i quali rendono sempre più probabile un primo taglio dei tassi a inizio estate.
Per gli economisti dell’Eurotower, la lotta all’inflazione sta dando i suoi frutti. A febbraio, sottolinea il Bollettino Bce, il carovita è diminuito ulteriormente ma le pressioni interne sui prezzi si sono rivelate ancora elevate: riflettono in parte la vigorosa crescita delle retribuzioni e il calo della produttività del lavoro. Le misure delle aspettative di più lungo termine sono comunque “rimaste sostanzialmente stabili”, viene precisato, e ora si collocano perlopiù intorno al 2%. Le proiezioni macroeconomiche a cura dello staff capitanato da Christine Lagarde prevedono dunque una riduzione graduale del carovita complessivo, collocandolo su una media del 2,3% nel 2024, del 2% nel 2025 e dell’1,9% nel 2026.
I rischi naturalmente non mancano, a partire dalle tensioni geopolitiche in Medio Oriente, e da possibili aumenti oltre le attese delle retribuzioni. Così come non vengono escluse sorprese al ribasso, nell’ipotesi in cui la politica monetaria frenasse la domanda più di quanto atteso o nell’eventualità di un deterioramento inaspettato del contesto economico globale. In ogni caso, l’istituto centrale continuerà a seguire un approccio data-dependent e assicurerà “che i tassi d’interesse di riferimento siano fissati sulivelli sufficientemente restrittivi finché necessario” per raggiungere l’obiettivo.
Quanto alla crescita, gli economisti di Francoforte credono che il Pil del blocco si avvierà su una ripresa ciclicanel 2024. “In assenza di ulteriori shock”, spiega il bollettino, sarà inizialmente spinta dall’aumento del reddito. Una dinamica che a sua volta, si precisa, “supporterà i consumi privati in presenza di calo dell’inflazione e robusta crescita salariale”. Nel medio periodo, l’espansione sarà sostenuta anche dagli investimenti, grazie al venir meno della stretta sui tassi. Il report evidenzia inoltre come i dati continuino a segnalare “una crescita modesta” nel breve mentre gli indicatori di più lungo periodo mostrano “segnali di ripresa”. Tali prospettive si riflettono nelle proiezioni che la Bce ha aggiornato due settimane fa, dove viene indicata una crescita dello 0,6% per l’anno in corso e poi dell’1,5% e dell’1,6% nel 2025 e 2026.
Il Pmi manifatturiero delude: più chance di taglio a giugno
Le difficoltà per l’economia di Eurolandia intanto restano, come certificato dal Pmi manifatturiero, e rendono sempre più probabile un taglio dei tassi Bce a giugno. A marzo l’indice preliminare dell’Hcob, compilato da S&P Global, è sceso a 45,7 punti dai 46,5 di febbraioe ha segnato il livello più basso degli ultimi tre mesi: l’attesa era di un aumento a quota a 47. Il dato composito è però salito a 49,9 punti dai 49,2 del mese prima, superando le aspettative (49,7) e toccando il massimo in tre trimestri. Merito anche dell’indice relativo ai servizi, che ha registrato un balzo da 50,2 a 51,1. Secondo gli economisti di Ing, i dati di marzo lasciano intravedere spiragli di ripresa per la fine dell’anno ma per il momento l’ipotesi sul tavolo resta quella di una continua stagnazione economica. “L’indagine indica anche che l’inflazione dei servizi è diminuita, il che favorisce la nostra previsione di un taglio dei tassi a giugno da parte della Bce”, evidenziano.
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