Secondo Edwin Wilches, managing director della società, il segmento offre rendimenti interessanti con elevati livelli di protezione. Ma sconta ancora la diffidenza del mercato. Nella revisione normativa la chiave per rilanciarlo. Intanto focus sulle CLO
La cartolarizzazione può tornare a svolgere un ruolo centrale nel finanziamento dell’economia europea e offrire al tempo stesso nuove opportunità agli investitori alla ricerca di reddito e diversificazione. È questa la convinzione di PGIM, che il 16 giugno ha organizzato a Milano un evento incentrato proprio sulle prospettive di un’asset class il cui valore a livello globale viene stimato in circa 5mila miliardi di dollari. Secondo gli esperti della casa di gestione, i rendimenti offerti e le riforme normative in discussione a Bruxelles promettono infatti di sdoganare il segmento dopo anni di diffidenza immotivata da parte del mercato. Una svolta che promette di aprire una nuova stagione per il reddito fisso.
Edwin Wilches, managing director e co-head Securitized Products di PGIM
Ad approfondire il tema è stato soprattutto Edwin Wilches, managing director della società e co-head del team Securitized Products, che ha espresso una view chiara: attraverso il processo di trasformazione di attività come mutui ma anche prestiti alle imprese e finanziamenti al consumo in titoli negoziabili, le banche possono ampliare la capacità di erogare nuove risorse. Un meccanismo che assume rilevanza particolare per l’Europa, dove il valore teorico delle cartolarizzazioni si aggira intorno ai 1.000 miliardi ma ben il 75% dei finanziamenti al tessuto produttivo proviene ancora dai canali tradizionali contro una quota prossima al 25% negli Stati Uniti. “Poiché sulla sponda orientale dall’Atlantico esiste ancora un forte sbilanciamento verso il credito”, ha osservato Wilches, “un mercato sviluppato di questi strumenti può favorire l’afflusso di capitali globali verso l’economia reale e contribuire a riequilibrare il sistema finanziario più che altrove”.
La sfida della riforma europea
In questo contesto, si inserisce anche un altro fattore: la revisione della normativa comunitaria. Nonostante il suo potenziale, il mercato europeo della cartolarizzazione continua infatti a essere significativamente più piccolo rispetto a quelli di Stati Uniti o Regno Unito e la ragione va ricercata nei requisiti regolamentari molto stringenti che hanno limitato l’accesso agli investitori dopo la crisi finanziaria globale del 2008. Secondo PGIM, il rigore adottato dalle autorità UE ha infatti alimentato un circolo vizioso: la domanda contenuta ha limitato le nuove emissioni e la scarsità di offerta ha ulteriormente frenato lo sviluppo del settore, nonostante presenti rendimenti maggiori dell’investment grade ma a fronte delle stesse garanzie. Ecco allora che la revisione del framework diviene una priorità per gli operatori. “Un mercato più efficiente potrebbe contribuire a favorire una maggiore partecipazione degli istituzionali e ampliare la base di capitale disponibile per il finanziamento dell’economia, senza compromettere gli standard di tutela e trasparenza”, ha detto Wilches, che ha sottolineato come la revisione del modello economico europeo pubblicata nel 2024 da Mario Draghi abbia indicato proprio in questi strumenti una delle leve utili a rafforzare la capacità di finanziamento del continente e sostenerne la competitività.
Una parte significativa dell’incontro è stata dedicata anche alla necessità di distinguere il mercato attuale da quello che contribuì allo shock del 2008. Secondo Wilches, la diffidenza che il grande pubblico tende ad avere nei confronti dell’asset class nasce infatti soprattutto dalle debolezze dei criteri di concessione del credito utilizzati in una parte delle emissioni dell’epoca. Un’associazione errata, visto che si tratta di strumenti diversi, ma il cui risultato è stato quello di portare il rapporto tra il mercato USA e quello americano dall’85% al 17% in meno di 20 anni. Il contesto di oggi si presenta comunque profondamente cambiato grazie a standard di underwriting più rigorosi, maggiore trasparenza, una regolamentazione significativamente rafforzata. Tutti progressi che, ha spiegato l’esperto, aumentano la resilienza di diversi strumenti della categoria: “Dalle asset-backed securities alle collateralized loan obligations”
Largo alle CLO
Tra le aree che PGIM considera più interessanti figurano proprio le CLO. Wilches ha sottolineato come le tranche più senior, con rating AAA e AA, offrano un profilo rischio-rendimento particolarmente interessante. Oltre a beneficiare della priorità nei flussi di cassa, questi titoli vantano un cuscinetto di subordinazione che può arrivare fino al 38%. Una meccanismo di protezione creditizia che spiega come mai, dalla nascita del mercato negli anni Novanta, questi strumenti non abbiano mai registrato default o perdite in conto capitale. A rendere il comparto particolarmente interessante è però anche il confronto con il resto del reddito fisso. Se infatti il grande sell-off del 2022 ha visto le obbligazioni corporate globali perdere circa il 17% e il segmento high yield il 16%, le CLO AAA hanno limitato il calo a circa l’1,6%. Secondo PGIM, inoltre, gli spread offerti risultano vicini a quelli di alcuni bond societari di qualità inferiore consentendo agli investitori di ottenere rendimenti interessanti senza rinunciare a elevati livelli di protezione. A ciò si aggiunge la struttura a tasso variabile, che rende questi strumenti particolarmente adatti agli attuali contesti di tassi elevati o ancora incerti sul fronte della politica monetaria.
A chiudere i lavori è stato l’head of Italy Wealth Alessandro Aspesi, che ha evidenziato come l’interesse degli investitori verso il credito cartolarizzato stia crescendo progressivamente anche in Europa sulla scia della ricerca di nuove fonti di reddito. “L’universo offre esposizioni difficilmente replicabili attraverso le asset class tradizionali”, ha osservato, sottolineando come il segmento possa contribuire ad ampliare la diversificazione di portafoglio e a generare flussi reddituali interessanti in una fase di mercato caratterizzata da rendimenti ancora elevati. Proprio per intercettare questa crescente domanda, la casa ha sviluppato una strategia che investe nelle tranche senior con rating AAA dei CLO sia statunitensi sia europei: il PGIM Global AAA CLO Fund. Secondo la società, un approccio globale consente infatti di cogliere opportunità di valore relativo all’interno dell’allocazione obbligazionaria.
Risorse naturali, intelligenza artificiale e settori meno legati al ciclo delle commodity sostengono le prospettive della Borsa. Per Paul Xiradis, gestore azionario del gruppo, la crescita degli utili nel 2027 potrà poggiare su più motori. “Ma serve selezione”
Il debito record e il deficit fuori controllo pesano sugli Oat. Per gli analisti serve una svolta politica e un aggiustamento fiscale ampio e duraturo. Ma una nuova crisi dell’euro è improbabile
Il fondatore di Bridgewater Associates vede una crisi del debito americano entro tre anni e considera l’intelligenza artificiale una “bolla classica” vicina al punto di rottura. Dai capitali esteri in ritirata ai govies sul 5,3% e alle Big Tech sempre esposte, il rischio è che il costo del denaro finisca per interrompere il rally
Il sentiment index di CFA-Radiocor crolla a -47,8 punti, oltre 25 in meno rispetto alla rilevazione precedente. Gli esperti vedono più inflazione e tassi in salita, sia in Europa che negli USA. Negative le prospettive l’azionario
Le nuove tensioni in Medio Oriente hanno riacceso le quotazioni. Per gli asset manager, il vero collo di bottiglia è la raffinazione. Ma il premio per il rischio è sovradimensionato e probabilmente destinato a ridursi
Per il portfolio manager, la de-dollarizzazione non è un rischio. Ma gli acquirenti del debito Usa sono cambiati. E le conseguenze si estendono a tutto il reddito fisso
I rendimenti salgono per tre ragioni: normalizzazione, debito fuori controllo e fiducia incrinata nelle istituzioni. Sul mercato, fino alle elezioni americane di medio termine, si va a testa o croce
Gli investimenti nell’intelligenza artificiale continuano a sostenere i mercati, nonostante tassi elevati, tensioni energetiche e rischi sul debito pubblico. Per alcune aree il 2027 si annuncia più complesso, in particolare per Europa e Italia
Per Shaan Raithatha, senior economist di Vanguard, il ciclo di investimenti nell’intelligenza artificiale può spingere la crescita USA sopra il consenso nel 2027. Ma inflazione persistente, fabbisogno di capitale e tassi reali più elevati cambiano le prospettive di portafoglio: fixed income più interessante su base relativa e più spazio alla diversificazione fuori dal growth americano
Per Lula la strada del ballottaggio è in salita. Real e asset verdeoro festeggiano. Per gli investitori al centro c’è la sostenibilità dei conti pubblici, ma secondo gli asset manager un’inversione di tendenza è difficile chiunque vinca
La leadership delle mega-cap aumenta il rischio di concentrazione, mentre l’AI porta con sé segnali di euforia. Secondo gli esperti di Oddo BHF, per intercettare i cambi di leadership servono però modelli capaci di privilegiare i trend strutturali e adattarsi ai regimi di mercato
Iscriviti per ricevere gratis il magazine FocusRisparmio