Gli analisti non si aspettano sorprese dal meeting del 7 marzo e scommettono su un primo taglio a giugno. Riflettori sulle proiezioni economiche e su possibili indizi dell’avvio di una ‘discussione’
I mercati attendono Christine Lagarde. Nonostante non siano previste sorprese dalla Banca centrale europea sul fronte dei tassi d’interesse, che resteranno invariati per il quarto meeting consecutivo, il comunicato finale e la conferenza stampa potrebbero infatti segnare una svolta. Secondo i gestori, il Consiglio direttivo ribadirà la dipendenza dai dati e l’atteggiamento attendista. Ma anche alla luce delle nuove proiezioni, in particolare su inflazione e salari, potrebbe fornire qualche indicazione ‘soft’ relativa all’avvio di una discussione sul possibile allentamento dei tassi. Intanto gli investitori hanno ridimensionato le attese troppo ottimistiche, riducendo praticamente a zero le aspettative di una prima sforbiciata ad aprile e puntando compatti su giugno.
Secondo Felix Feather, economista di Abrdn, un ciclo di allentamento sembra essere ormai dietro l’angolo. “Gli investitori cercheranno indizi nelle dichiarazioni che verranno rilasciate questa settimana per capire se il primo taglio avverrà in aprile, giugno o più tardi”, spiega. Precisando che questi segnali “potrebbero essere contenuti nella struttura retorica della decisione e negli aggiornamenti delle proiezioni della Bce”. Per l’esperto, occorre soprattutto monitorare eventuali modifiche alle stime d’inflazione per il medio termine. Fermo restando che le preoccupazioni per le pressioni sui prezzi nel medio periodo e la scarsità di dati tempestivi sulla crescita dei salari rendono improbabile un taglio già nel prossimo mese.
Konstantin Veit, portfolio manager di Pimco
Per Konstantin Veit, portfolio manager di Pimco, il principale obiettivo di Lagarde sarà ribadire la modalità data-dependent. “Il consiglio direttivo vorrà probabilmente procedere più avanti nel processo di disinflazione prima di avere sufficiente fiducia nel fatto che i prezzi raggiungano in modo duraturo l’obiettivo”, precisa Veit. Che ricorda come dalla fine dell’anno scorso, i mercati abbiano scontato un numero considerevole di tagli. “Di conseguenza, le valutazioni appaiono molto più ragionevoli e non troppo distanti dalla nostra previsione di base di tre riduzioni entro l’anno”, afferma.
Kevin Thozet, membro dell’Investment Committee di Carmignac
Si aspetta un atteggiamento attendista, sia giovedì che nel prossimo meeting di aprile, anche Kevin Thozet, membro del Comitato Investimenti di Carmignac. Secondo l’esperto, l’Eurotower rivedrà al ribasso l’inflazione headline, ma la modifica delle proiezioni sulla componente core per il 2025 e il 2026 dovrebbe essere modesta e indicare un ritorno al target nel corso del prossimo anno. “La narrazione sulla disinflazione dovrebbe perdurare, ma anche l’incertezza sul livello a cui approderanno i prezzi”, avverte Thozet. Che fa notare come in materia d’indicatori economici prevalga l’ambivalenza. “La Bce è in bilico tra il calo degli indici anticipatori (i Pmi sono in fase di contrazione) e i progressi delle componenti più lungimiranti (i nuovi ordini, le nuove attività e la produzione futura sono ai massimi da dieci mesi). Il mercato del lavoro rimane rigido, ma i salari stanno decelerando”, analizza. Insomma, con i dati che non indicano ancora un percorso chiaro, anche a suo parere non ci sarà nessun taglio prima di giugno.
Patrick Barbe, head of European Investment Grade Fixed Income di Neuberger Berman
Sulla stessa linea Patrick Barbe, head of European Investment Grade Fixed Income di Neuberger Berman, per il quale Francoforte vuole avere dei segnali piùevidenti riguardo al percorso di discesa dell’inflazione verso l’obiettivo del 2% prima di procedere. L’esperto sottolinea che questa traiettoria dipende da alcuni indicatori che indirizzano il carovita, tra cui la produttività (se migliorasse, le aziende potrebbero sostenere un aumento dei salari senza trasferirlo in maniera eccessiva sui prezzi) e il tasso di disoccupazione (se aumentasse, potrebbe allentare la pressione sui salari e smorzare la domanda). “Queste due variabili economiche saranno decisive per confermare la sostenibilità dell’attuale calo del tasso d’inflazione, più rapido del previsto, che potrà essere verificato entro la fine di aprile”, conclude.
Risorse naturali, intelligenza artificiale e settori meno legati al ciclo delle commodity sostengono le prospettive della Borsa. Per Paul Xiradis, gestore azionario del gruppo, la crescita degli utili nel 2027 potrà poggiare su più motori. “Ma serve selezione”
Il debito record e il deficit fuori controllo pesano sugli Oat. Per gli analisti serve una svolta politica e un aggiustamento fiscale ampio e duraturo. Ma una nuova crisi dell’euro è improbabile
Il fondatore di Bridgewater Associates vede una crisi del debito americano entro tre anni e considera l’intelligenza artificiale una “bolla classica” vicina al punto di rottura. Dai capitali esteri in ritirata ai govies sul 5,3% e alle Big Tech sempre esposte, il rischio è che il costo del denaro finisca per interrompere il rally
Il sentiment index di CFA-Radiocor crolla a -47,8 punti, oltre 25 in meno rispetto alla rilevazione precedente. Gli esperti vedono più inflazione e tassi in salita, sia in Europa che negli USA. Negative le prospettive l’azionario
Le nuove tensioni in Medio Oriente hanno riacceso le quotazioni. Per gli asset manager, il vero collo di bottiglia è la raffinazione. Ma il premio per il rischio è sovradimensionato e probabilmente destinato a ridursi
Per il portfolio manager, la de-dollarizzazione non è un rischio. Ma gli acquirenti del debito Usa sono cambiati. E le conseguenze si estendono a tutto il reddito fisso
I rendimenti salgono per tre ragioni: normalizzazione, debito fuori controllo e fiducia incrinata nelle istituzioni. Sul mercato, fino alle elezioni americane di medio termine, si va a testa o croce
Gli investimenti nell’intelligenza artificiale continuano a sostenere i mercati, nonostante tassi elevati, tensioni energetiche e rischi sul debito pubblico. Per alcune aree il 2027 si annuncia più complesso, in particolare per Europa e Italia
Per Shaan Raithatha, senior economist di Vanguard, il ciclo di investimenti nell’intelligenza artificiale può spingere la crescita USA sopra il consenso nel 2027. Ma inflazione persistente, fabbisogno di capitale e tassi reali più elevati cambiano le prospettive di portafoglio: fixed income più interessante su base relativa e più spazio alla diversificazione fuori dal growth americano
Per Lula la strada del ballottaggio è in salita. Real e asset verdeoro festeggiano. Per gli investitori al centro c’è la sostenibilità dei conti pubblici, ma secondo gli asset manager un’inversione di tendenza è difficile chiunque vinca
La leadership delle mega-cap aumenta il rischio di concentrazione, mentre l’AI porta con sé segnali di euforia. Secondo gli esperti di Oddo BHF, per intercettare i cambi di leadership servono però modelli capaci di privilegiare i trend strutturali e adattarsi ai regimi di mercato
Iscriviti per ricevere gratis il magazine FocusRisparmio