Il messaggio del Fondo: non tagliare troppo presto, ma nemmeno troppo tardi. La numero uno della Bce conferma la cautela e segnala una possibile ripresa per l’Eurozona nel 2024
Per il Fondo monetario internazionale il tempismo è tutto: assolutamente vietato tagliare i tassi d’interesse troppo presto, ma occhio a non aspettare più del dovuto. È questo il messaggio inviato alle banche centrali alla vigilia del G20 in programma il 28 e 29 febbraio a San Paolo. Per l’istituzione di Washington, infatti, l’economia mondiale sembra avviata sulla strada di un soft landinge anche sul fronte inflazione arrivano segnali di ritirata migliori del previsto, ma la vera sfida è quella della tempestività e della prudenza. Linea confermata da Christine Lagarde, presidente della Bce, che sottolinea la centralità della dinamica salariale e annuncia segnali di una ripresa dell’Eurozona già nel 2024.
Nonostante l’economia globale abbia dimostrato una notevole resilienza, scongiurando una recessione, le prospettive di crescita restano deboli, avvertono ancora gli economisti dell’Fmi. “L’inflazione sta tornando al target più velocemente delle attese” e ha alimentato le attese di tagli dei tassi d’interesse da parte delle maggiori banche centrali, si legge nel documento. L’invito, quindi, non può che essere quello di muoversi con prudenza, seguendo gli sviluppi del carovita ed evitando “un allentamento troppo precoce o troppo rapido”.
I Paesi del G20 sono invece chiamati a cooperare per “mitigare gli effetti del cambiamento climatico” e “massimizzare i benefici dell’intelligenza artificiale, minimizzandone allo stesso tempo i rischi”, prosegue il documento. Come in tutti i progressi tecnologici, viene infatti chiarito, in assenza di politiche strutturali i benefici legati alle nuove tecnologie non possono essere catturati pienamente e le probabilità di un impatto negativo aumentano. I leader del G20 dovrebbero quindi unirsi per assicurare “un uso responsabile dell’intelligenza artificiale, aggiornando le regole e armonizzando i principi globali”. Perché “l’IA ha il potenziale di rafforzare la crescita ma potrebbe ampliare le disuguaglianze e le disparità”.
Sulla questione tassi è tornata anche la presidente della Banca centrale europea, Christine Lagarde, annunciando che ci sono sempre maggiori segnali di un’inversione di tendenza dell’economia dell’Eurozona e che “alcuni indicatori prospettici indicano una ripresa nel corso dell’anno”. Intervenendo alla Plenaria dell’Eurocamera, la numero uno dell’Eurotower ha precisato che “la crescita salariale diventerà un motore sempre più importante” della dinamica del carovita nei prossimi trimestri, riflettendo “la domanda di compensazione dell’inflazione da parte dei dipendenti e la tensione sui mercati del lavoro”. Lagarde ha anche aggiunto che il contributo dei profitti alla crescita dei prezzi sta frenando e che, guardando al futuro, ci si attende un ulteriore rallentamento.
Yannis Stournaras, governatore della Banca di Grecia
Più concreto è stato il governatore greco Yannis Stournaras. Per il membro del board, l’Eurotower dovrebbe iniziare a tagliare i tassi di interesse a giugno, ma non più tardi.“Realismo e gradualismo devono guidare le nostre azioni” ha spiegato, sottolineando di essere a favore di piccoli passi da 25 punti base. “La Bce deve affrontare problemi più difficili della Fed”, ha aggiunto, citando la frammentazione del sistema bancario e l’eredità della crisi del debito sovrano della regione.
Goldman Sachs vede tagli ad aprile
Intanto gli analisti di Goldman Sachs continuano ad aspettarsi una prima sforbiciata al costo del denaro in aprile, vista l’aspettativa di un calo progressivo e continuo dei prezzi. I tempi del primo taglio però, viene precisato, rimangono dipendenti dai dati. Nel loro studio, gli esperti della banca amaricana partono dalle minute dell’ultimo meeting, in cui viene sottolineata la necessità della cautela, ma ritengono probabile che a marzo la revisione al ribasso delle proiezioni sui prezzi venga accompagnata da una modifica del linguaggio. In particolare, si attendono che la presidente sottolinei come i dati sembrino incoraggianti, che il Consiglio resti dipendente dai numeri e che sia necessario avere maggiore fiducia nel ritorno dell’inflazione al 2%. Quanto al ritmo della riduzione, Goldman Sachs conferma lo scenario di tagli di 25 punti base incontro per incontro finché il tasso di deposito non raggiungerà il 2,25%.
Il nuovo indice di Janus Henderson evidenzia un aumento delle cedole a 424,5 miliardi di dollari, mentre i riacquisti di azioni proprie arretrano del 3,1%. Italia a +15,5% su base sottostante, trainata da Enel. Per il 2026 attesa un’ulteriore crescita dei dividendi, con i buyback destinati invece a diminuire
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L'indice dei prezzi al consumo rallenta oltre le attese: +3,5% su base annua dal +4,2% di maggio e contro il +3,8% del consensus. A incidere sono i cali di carburanti, energia e servizi. Per i gestori, si rafforza lo scenario di una lunga pausa nella stretta monetaria
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