Per la casa francese, l’effetto Trump si sentirà sull’inflazione ma non cambierà più di tanto il contesto in cui si muovono i mercati finanziari. Una buona ragione per non mollare l’equity americana e allungare la duration nell’obbligazionario. Ma attenzione alle ‘Magnifiche Sette’
Anche se tutti si aspettano un cambio di scenario sostanziale, la presidenza americana di Donald Trump non modificherà più di tanto il contesto in cui si muovono i mercati finanziari. Neppure in Europa, dove la BCE proseguirà il suo percorso di riduzione dei tassi di interesse proprio per rispondere ai possibili dazi del tycoon. Ne sono convinti gli esperti di Natixis Investment Managers, che immaginano il 2025 come un anno di consolidamento dei trend già in atto. Ecco perché l’outlook della società di gestione non lascia dubbi in termini di composizione del portafoglio, con l’azionario USA che resta l’asset class più attrattiva e il reddito fisso a fornirgli un valido supporto ma solo a fronte dell’assunzione di maggiore duration.
Mabrouk Chetouane, head of global market strategy Solutions di Natixis IM
Secondo Mabrouk Chetouane, head of Global Market Strategy della casa, ciò che bisognerà attendersi davvero dell’era Trump è un aumento del deficit e una ripresa dell’inflazione. Il nuovo inquilino della Casa Bianca, ha infatti osservato il gestore, darà un nuovo impulso ai prezzi non solo sul fronte degli stimoli ai consumi ma anche tramite il mercato del lavoro. “Se le espulsioni di migranti promesse in campagna elettorale avessero veramente luogo”, ha spiegato, “il Paese potrebbe perdere fino al 5% della popolazione lavorativa e vedere crescere sensibilmente i salari”. Si tratta di uno scenario cui l’esperto associa l’ipotesi di un carovita più alto senza però aspettarsi particolari cambiamenti da parte della Federal Reserve, che dovrebbe optare per un altro taglio a dicembre e poi mantenere un atteggiamento ‘wait and see’ per tutto il 2025. Quanto invece ai conti dello Stato, si prevede che la spesa pubblica aumenterà a fronte di un calo del gettito fiscale: due forze destinare a spingere il rapporto deficit/PIL verso l’alto.
BCE ancora protagonista in Europa
Meno negativo del previsto sarà anche l’impatto delle misure protezionistiche sui partner commerciali degli States, e in particolare sull’Europa, sia perché “Trump non porterà subito i dazi al 22%” sia perché “qualsiasi rincaro delle tariffe farà comunque apprezzare il dollaro e annullerà lo svantaggio dei beni importati in euro”. Da qui la convinzione di Chetouane che la BCE non arretri dalla volontà di ridurre il costo del denaro, sforzo utile anche a disinnescare ulteriormente gli effetti delle tariffe americane sul sistema produttivo europeo. L’unica incognita che il gestore vede aleggiare sul Vecchio Continente è dunque quella della crisi tedesca, che dipende in larga misura dai costi del gas russo e dal rallentamento della crescita cinese. Ecco perché sarà proprio l’evoluzione di questi due dossier, entrambi legati peraltro alle mosse di Trump, la variabile fondamentale per capire di quanto potrà crescere nel concreto l’economia del blocco.
Un quadro come quello descritto da Chetouane non potrà che favorire gli investimenti nel mercato azionario. Lo ha confermato alle presentazione dell’outlook anche Alessandro Marolda di Solutions, la struttura di Natixis IM che ha accesso alle diverse competenze delle oltre 15 affiliate di investimento. Dal suo punto di vista, anche lo spostamento verso il reddito fisso che ha interessato gli investitori istituzionali e retail in questi anni ha infatti l’effetto di lasciare più spazio ai gestori attivi per esplorare con successo il capitale di rischio. Da questo punto di vista, l’esperto sottolinea come le migliori opportunità si possano trovare negli USA ma solo a patto di adottare un approccio tattico e attuare una rotazione che orienti il portafoglio verso società diverse dalle ‘Magnifiche Sette’: “I dati storici dimostrano che queste società sono destinate a smettere di trainare il mercato come hanno fatto in questi anni”. Quanto invece al reddito fisso, nella view del gestore l’asset class resta ancora un’importante strumento per sfruttare a proprio vantaggio la dinamica dei tassi allungando la duration e incamerando una maggior quota di rischio.
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