Per gli esperti, l’equity dei Paesi in via di sviluppo offre interessanti opportunità di investimento grazie alla crescita economica e all’innovazione tecnologica di questi mercati. Occorre però restare selettivi in un contesto segnato dall’incertezza politica ed economica
Dazi, politiche commerciali restrittive e rafforzamento del dollaro. Sono alcuni dei fattori, legati all’agenda “America First” del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che si sommano a un clima di crescente incertezza geopolitica ed economica ponendo sfide significative per l’equity dei mercati emergenti. Anche se, è la convinzione degli esperti, le prospettive restano positive perchè l’innovazione tecnologica, la digitalizzazione e la resilienza di molte economie del blocco stanno creando opportunità di crescita che potrebbero superare le pressioni esterne.
Sammy Suzuki, head of Emerging Markets Equities di AllianceBernstein
In questo contesto, un’accurata selezione dei Paesi sui quali puntare non è mai stata così cruciale. Con gli investitori sempre più chiamati a bilanciare rischi e opportunità in un panorama in trasformazione. “Le previsioni di crescita degli utili dei Paesi emergenti per il 2025 sono superiori rispetto a quelle dei mercati sviluppati”, evidenzia Sammy Suzuki, head of Emerging Markets Equities di AllianceBernstein. Che cita tra i Paesi più interessanti la Cina. “Pechino è un caso emblematico per come ha saputo riorientare le catene di fornitura e aumentare l’export malgrado un rigido regime tariffario dal 2016, ma non è l’unico protagonista”, spiega. Buone opportunità potrebbero infatti arrivare, secondo l’esperto, anche da mercati come l’India e l’Arabia Saudita o il Brasile e il Kazakistan.
… E del rischio politico
Quanto ai settori, è sua convinzione che gli investitori debbano guardare ai “comparti che oggi sono percepiti come potenziali vittime delle nuove politiche USA ma che potrebbero in realtà uscirne indenni”. “Ci aspettiamo l’emergere di opportunità in mercati meno esposti ai rischi legati ai dazi”, precisa, “ dalle società attive nell’intelligenza artificiale a quelle che beneficiano delle riforme annunciate per modernizzare l’economia e la società”. La chiave per investire, osserva inoltre, sarà integrare il rischio politico all’interno dell’analisi fondamentale: un passo da compiere individuando aziende meno dipendenti dagli Stati Uniti, produttori di componenti strategici o società in grado di riorganizzare le catene produttive.
Si sofferma sulle potenzialità della Cina anche Kevin Carter, founder e cio di Emqq global e partner di HANetf. “La leadership di Pechino ha annunciato piani per politiche fiscali più proattive e …
Risorse naturali, intelligenza artificiale e settori meno legati al ciclo delle commodity sostengono le prospettive della Borsa. Per Paul Xiradis, gestore azionario del gruppo, la crescita degli utili nel 2027 potrà poggiare su più motori. “Ma serve selezione”
Il debito record e il deficit fuori controllo pesano sugli Oat. Per gli analisti serve una svolta politica e un aggiustamento fiscale ampio e duraturo. Ma una nuova crisi dell’euro è improbabile
Il fondatore di Bridgewater Associates vede una crisi del debito americano entro tre anni e considera l’intelligenza artificiale una “bolla classica” vicina al punto di rottura. Dai capitali esteri in ritirata ai govies sul 5,3% e alle Big Tech sempre esposte, il rischio è che il costo del denaro finisca per interrompere il rally
Il sentiment index di CFA-Radiocor crolla a -47,8 punti, oltre 25 in meno rispetto alla rilevazione precedente. Gli esperti vedono più inflazione e tassi in salita, sia in Europa che negli USA. Negative le prospettive l’azionario
Le nuove tensioni in Medio Oriente hanno riacceso le quotazioni. Per gli asset manager, il vero collo di bottiglia è la raffinazione. Ma il premio per il rischio è sovradimensionato e probabilmente destinato a ridursi
Per il portfolio manager, la de-dollarizzazione non è un rischio. Ma gli acquirenti del debito Usa sono cambiati. E le conseguenze si estendono a tutto il reddito fisso
I rendimenti salgono per tre ragioni: normalizzazione, debito fuori controllo e fiducia incrinata nelle istituzioni. Sul mercato, fino alle elezioni americane di medio termine, si va a testa o croce
Gli investimenti nell’intelligenza artificiale continuano a sostenere i mercati, nonostante tassi elevati, tensioni energetiche e rischi sul debito pubblico. Per alcune aree il 2027 si annuncia più complesso, in particolare per Europa e Italia
Per Shaan Raithatha, senior economist di Vanguard, il ciclo di investimenti nell’intelligenza artificiale può spingere la crescita USA sopra il consenso nel 2027. Ma inflazione persistente, fabbisogno di capitale e tassi reali più elevati cambiano le prospettive di portafoglio: fixed income più interessante su base relativa e più spazio alla diversificazione fuori dal growth americano
Per Lula la strada del ballottaggio è in salita. Real e asset verdeoro festeggiano. Per gli investitori al centro c’è la sostenibilità dei conti pubblici, ma secondo gli asset manager un’inversione di tendenza è difficile chiunque vinca
La leadership delle mega-cap aumenta il rischio di concentrazione, mentre l’AI porta con sé segnali di euforia. Secondo gli esperti di Oddo BHF, per intercettare i cambi di leadership servono però modelli capaci di privilegiare i trend strutturali e adattarsi ai regimi di mercato
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