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Dall’Osservatorio Sottoscrittori di Assogestioni emerge che il gender gap tra i clienti dei fondi comuni sta calando, ma non senza criticità. Le più coinvolte sono le over 60, mentre le nuove generazioni restano ai margini. Educazione finanziaria e una consulenza dedicata le vie
Un problema strutturale destinato a esaurirsi nel medio termine ma sul quale gli operatori hanno ancora molto da lavorare, soprattutto nell’ottica di ampliare la propria base clienti e risolvere alcuni cortocircuiti nascosti sotto la superficie. È questa la fotografia di uno dei maggiori vizi che ancora affliggono il risparmio gestito italiano: il divario di genere. A scattarla ci ha pensato l’ultima edizione dell’Osservatorio sui sottoscrittori di fondi comuni, il rapporto annuale con cui Assogestioni monitora dinamiche e salute del mercato a maggior partecipazione retail. La ricerca, presentata dall’associazione nel luglio del 2024, ha infatti evidenziato come dietro al maggior coinvolgimento delle donne si celi una
realtà di scarsa partecipazione delle giovani investitrici e di asset allocation troppo prudenti. Due dati riflesso di una cultura finanziaria ancora da migliorare e che impongono ai gestori importanti riflessioni sia sulle strategie sia sull’offerta commerciale.
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Serve un po’ di nudismo
Del tema si è parlato anche in occasione del Salone del Risparmio 2025, dove Assogestioni ha tenuto una conferenza dal titolo ‘”Nudismo finanziario”: rompere i tabù del denaro al Salone del Risparmio’. Il dibattito si è sviluppato a partire da un’intervista di ‘Rame’, iniziativa finalizzata a rendere accessibile a tutti il benessere finanziario, fondata dalla giornalista Annalisa Monfreda e dall’imprenditrice Montserrat Fernandez Blanco. Una community che organizza appuntamenti live provocatoriamente intitolati ‘Nudismo finanziario’ in cui alcuni personaggi accettano di rispondere alle “più intime” domande sulla gestione del denaro. Seguirà una tavola rotonda con rappresentanti dell’industria, per calare alcuni degli spunti emersi nella realtà del nostro settore.
Patrimonio in crescita…
La ricerca ha innanzitutto restituito l’istantanea di un comparto in salute.
“Il campione analizzato rappresenta la quasi totalità dei fondi italiani nel 2023 per 198 miliardi di euro in valore complessivo”, afferma il Senior
Research Analyst di Assogestioni Riccardo Morassut. Che aggiunge:
“Contando anche un tasso di copertura del 71% sui prodotti esteri, il patrimonio intermediato si arricchisce di 347 miliardi e raggiunge i 445 miliardi su un universo complessivo di 556 miliardi”. Un dato che corrisponde a 11,1 milioni di sottoscrittori, quasi invariati rispetto agli 11,5 milioni del 2022, nonostante si trascinino i postumi di uno dei periodi più difficili di sempre per i mercati finanziari globali.
… Ma non per le donne
Ed è proprio in questa esatta cornice che vanno inquadrati i dati sulla partecipazione delle donne. Se è infatti vero che la quota di investitrici si mantiene invariata rispetto al 2022 e rappresenta quasi il 50% dell’utenza complessiva (il 47% per la precisione), risultato che testimonia una riduzione del gap di genere dal 16% al 6% nell’arco di appena 20 anni, la fetta di patrimonio in loro possesso si attesta solo al 45% del totale contro il 55% degli uomini: ancora troppo poco. E la forbice tra i due generi si fa più ampia quando…

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