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Secondo il report di New Financial e Fidelity International, l’Europa ha l’opportunità di mobilitare una cifra monstre nei prossimi dieci anni. Ma serve promuovere conti di risparmio e investimento dedicati. Modelli semplici, flessibili e supportati da incentivi fiscali la ricetta per un cambio di passo
Un patrimonio potenziale di oltre 4.800 miliardi di euro in un decennio. A tanto ammonta il capitale che i risparmiatori europei hanno in giacenza sui propri conti correnti. I conti li ha fatti l’ultimo rapporto pubblicato dal think thank europeo New Financial insieme a Fidelity International, che ha acceso i fari sull’opportunità di promuovere il risparmio come leva competitiva del Vecchio Continente di fronte alle sfide del quadro globale. Una consapevolezza, questa, a partire dalla quale le due società hanno distillato delle linee guida da presentare agli operatori del settore.
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Un tesoro nascosto. Ma chi lo scopre?
Con quasi 11.000 miliardi di euro di liquidità detenuti in tutta l’UE nel 2023, il report sostiene che anche modesti cambiamenti nei comportamenti di risparmio potrebbero avere un impatto economico significativo. Viene ad esempio mostrato che, se venissero adottati in tutta l’UE e ottenessero un livello di adesione in linea con i prodotti di maggior successo nel campione, conti di risparmio e investimento dedicati potrebbero collettivamente attrarre tra i 1.500 e i 4.800 miliardi di euro di investimenti nel prossimo decennio. Eppure, è evidente che l’attuale ecosistema normativo e industriale non sembra ancora pronto a cogliere questa occasione. Se si esclude il caso virtuoso di ISK in Svezia, che è riuscito a raggiungere un patrimonio equivalente al 29% del pil nazionale grazie alla semplicità e a vantaggiosi incentivi fiscali, non solo strumenti del genere non riescono a riscuotere successo ma si possono perfino contare sulle dita di una mano gli Stati membri che li offrono ai loro cittadini. Un dato che fa il paio con quello del capital pool a lungo termine, che è pari per l’UE al 239% e risulta significativamente inferiore a quello degli Stati Uniti o del Regno Unito.
La proposta
A partire da questa considerazione, lo studio propone un pacchetto di dieci raccomandazioni per la progettazione di conti di risparmio e di investimento efficaci. Tra queste figura la necessità di garantire la massima semplicità nella gestione e apertura dei conti, con una rendicontazione fiscale automatizzata e un’ampia varietà di opzioni a disposizione dei sottoscrittori. Viene inoltre suggerita l’introduzione di incentivi fiscali chiari ed equi per stimolare la partecipazione, insieme all’eliminazione di limiti troppo restrittivi sui depositi ma anche alla possibilità di prelievo senza penalizzazioni e all’assenza di restrizioni geografiche. New Financial e Fidelity sottolineano anche l’importanza di campagne per la sensibilizzazione del pubblico, di strumenti dedicati ai minori per favorire l’alfabetizzazione finanziaria precoce e di misure finalizzate a rafforzare la fiducia dei cittadini verso i mercati finanziari.
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Un momento proficuo
“Servono modelli risparmio innovativi che diano potere agli individui e rafforzino il futuro finanziario dell’Europa”, ha detto Christian Staub di Fidelity, che ha sottolineato come la crescita economica e la sicurezza finanziaria delle persone passino proprio dal corretto design dei conti di risparmio. Un concetto ribadito anche da Maximilian Bierbaum, head of Research di New Financial e autore principale del report, che ha evidenziato come gli europei siano grandi risparmiatori ma non sempre ottimi investitori. “Troppo capitale resta inattivo ed esposto al rischio di erosione del suo valore reale”, ha detto, “ma questo lavoro dimostra che i giusti strumenti politici possono cambiare questa situazione”. Lo studio arriva in effetti in un momento chiave per il dibattito europeo sul tema del risparmio. La pubblicazione coincide infatti con l’avanzamento della strategia della Commissione Europea nota come ‘Savings and Investments Union (SIU)’, che è finalizzata a incentivare il trasferimento delle risorse delle famiglie dai tradizionali depositi a basso rendimento verso strumenti di investimento a lungo termine, e si sovrappone al lancio del marchio ‘Finance Europe’, destinato invece a identificare quei prodotti di investimento pensati per sostenere l’economia del continente.
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