L’Osservatorio sottoscrittori di Assogestioni fotografa un’industria che da Roma in giù raccoglie meno investitori e capitali. Ma un’imprenditoria vivace e minor concorrenza fanno del Mezzogiorno uno scrigno di opportunità per i gestori. Prossimità, consulenza e prodotti le chiavi per aprirlo secondo Ramponi (BCC)
Quello tra Nord e Sud è un divario con cui il nostro Paese è costretto a fare i conti fin dall’unificazione. E che non risparmia neppure l’industria del risparmio gestito, dove importi e coinvolgimento dei clienti continuano a differire tra un capo e l’altro della Penisola. La conferma viene anche dall’ultima edizione dell’Osservatorio sottoscrittori, il rapporto annuale con cui Assogestioni monitora dinamiche e salute del mercato dei fondi comuni di investimento. La ricerca, presentata dall’associazione degli asset manager a luglio,
mostra infatti come al Nord si investa più spesso e in maggior misura oltre che sulla base di una più profonda consapevolezza degli strumenti e delle dinamiche finanziarie. Eppure, non tutto quanto emerge dal report va letto in chiave negativa: se è infatti vero che le disparità saranno difficili da colmare nel breve-medio termine, perché derivano da un’iniqua distribuzione del lavoro e del reddito, il tessuto imprenditoriale sempre più vivace e la minor presenza di concorrenti rendono il Mezzogiorno un tesoro ancora tutto da scoprire per i player di settore. Ne è convinto anche Luca Ramponi, deputy general manager e chief investment officer presso BCC Risparmio&Previdenza, che intravede tre chiavi per aprirlo: prossimità, consulenza ed educazione.
Riccardo Morassut, Senior Research Analyst Assogestioni
La ricerca realizzata dall’Ufficio Studi di Assogestioni ha innanzitutto restituito l’istantanea di un’industria in salute. “Il campione analizzato
rappresenta la quasi totalità dei fondi italiani nel 2023, per un valore di 198 miliardi di euro”, afferma il Senior Research Analyst Riccardo Morassut. Che aggiunge: “Contando anche il 71% di copertura sui prodotti esteri (347 miliardi), il patrimonio intermediato raggiunge i 445 miliardi su un mercato complessivo di 556 miliardi”…
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