Per il manager, si spiega così la tiepida reazione di Wall Street. “Un po’ preoccupato per il credito privato”. L’AI? Non stravolgerà l’occupazione bancaria
David Solomon, Chairman and Chief Executive Officer di Goldman Sachs (Foto: Sandra Blaser/2020/Imagoeconomica)
Un paio di settimane. Tanto occorrerà agli investitori per capire appieno le conseguenze e “digerire” la guerra in Iran. La previsione arriva da uno dei protagonisti più ascoltati di Wall Street, il ceo di Goldman Sachs David Solomon, che si è detto sorpreso dalla reazione “benevola” registrata finora sui mercati finanziari di fronte al Medio Oriente in fiamme. In effetti, in questi primi giorni di conflitto, il petrolio e il gas sono schizzati, gli indici azionari sono scesi e il dollaro statunitense si è rafforzato riprendendosi il ruolo di bene rifugio, ma le perdite sul listino newyorkese sono state relativamente contenute.
Troppe incognite: i mercati hanno bisogno di tempo
“Osservo la reazione dei mercati e sono effettivamente sorpreso che sia stata più benigna di quanto si potrebbe pensare, considerando la portata di questo evento”, ha detto Solomon nel corso di un vertice economico a Sydney. L’esperto ha spiegato che i mercati tendono a reagire in modo attenuato agli eventi geopolitici, a meno che questi non abbiano un impatto diretto sulla crescita economica. “C’è un effetto cumulativo di tutto ciò che sta accadendo e una reazione molto più dura. Fino a questo momento, non abbiamo visto quell’effetto cumulativo”, ha osservato. Chiarendo che “è molto difficile fare previsioni” perché al momento “le incognite sono molte”. “Penso che ci vorranno un paio di settimane prima che i mercati digeriscano davvero le implicazioni di ciò che è accaduto sia a breve che a medio termine, e non posso fare ipotesi su come andrà a finire”, ha precisato.
Economia USA in buona salute
La tenuta degli indici, secondo il manager, è anche dovuta alla solidità dell’economia USA. “Lasciamo da parte ciò che sta accadendo in Medio Oriente in questo momento: abbiamo una combinazione di forti fattori macro favorevoli che rendono la traiettoria di crescita degli Stati Uniti piuttosto interessante”, ha infatti proseguito il numero uno di Goldman Sachs. Tra questi, a suo parere, soprattutto il ciclo monetario più accomodante e il significativo allentamento delle pratiche regolatorie hanno contribuito a mantenere l’attività a stelle e strisce in buona salute. “C’è sicuramente una ragionevole probabilità che quest’anno l’economia statunitense si surriscaldi un po’. E con questo, è possibile che l’inflazione possa finire per essere leggermente superiore alle aspettative”, ha aggiunto.
Secondo Solomon, sul fronte finanziario la resilienza USA ha fatto sì che i portafogli di credito privato negli States si siano rivelati “generalmente piuttosto solidi”. Tuttavia, ha avvertito, un rallentamento della crescita durante un lungo ciclo del credito potrebbe portare a un indebolimento degli standard di prestito. “Questi standard si abbassano perché c’è concorrenzaper l’impiego di capitali”, ha affermato. “Sono un po’ preoccupato per questo. Quando avremo un rallentamento, se avremo una recessione, avremo maggiore visibilità sui settori in cui gli standard di prestito sono peggiorati”, ha aggiunto.
L’AI non stravolgerà l’occupazione bancaria
Infine il manager ha toccato il tema dell’intelligenza artificiale. A suo parere, questa nuova tecnologia sconvolgerà il mercato del lavoro nel breve periodo, in particolare per le mansioni d’ufficio, ma non porterà a un “gap occupazionale” di lungo termine. Il mese scorso Goldman Sachs ha firmato un accordo con Anthropic per sviluppare agenti AI in grado di automatizzare alcuni processi, tra cui l’onboarding dei clienti. Gli effetti immediati sui lavoratori della banca saranno “complicati”, ha ammesso Solomon. “Non mi metterò a speculare e a dire che i numeri dei dipendenti saranno esattamente questi, anche perché non li rendiamo pubblici. Ma quello che stiamo cercando di fare è creare più capacità per spostare le persone in altre aree”, ha spiegato. “Il numero dei dipendenti non sarà necessariamente molto diverso: sarà semplicemente più produttivo”, ha concluso.
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