Secondo i gestori quella di Takaichi è una “scommessa audace”. Che può avere molte ripercussioni, dallo yen alla BoJ. E creare numerose opportunità nell’azionario
Il Giappone è tornato al centro dell’interesse degli investitori globali. Mercoledì la premier conservatrice, Sanae Takaichi, ha infatti annunciato elezioni anticipate nella speranza di cavalcare il consenso accumulato in questi primi mesi di governo e rafforzare la sua leadership. Dopo aver archiviato il 2025 con un rialzo di circa il 26%, alla notizia del ritorno alle urne il Nikkei ha festeggiato. A far da traino sono stati i settori associati al cosiddetto ‘Takaichi Trade’, come difesa, AI e nucleare, con gli investitori che scommettono sul fatto che la lady di ferro nipponica riuscirà nel suo intento, mentre lo yen si è indebolito. Secondo i gestori, l’esito delle urne avrà numerose ripercussioni, dalla politica monetaria all’azionario, non tutte positive per i mercati. Ma creerà anche numerose opportunità.
Daniel Hurley, portfolio specialist Emerging Market and Japanese Equities di T. Rowe Price
L’obiettivo di Takaichi è ottenere per il Partito Liberal Democratico (LDP) quella maggioranza parlamentare andata persa lo scorso luglio anche alla Camera alta, dopo che nel 2024 era sfumata alla Camera bassa. Si prevede che quest’ultima venga sciolta subito dopo la ripresa dei lavori, il 23 gennaio, e che le urne si aprano l’8 o il 15 febbraio. “Si tratta di una scommessa audace”, commenta Dan Hurley, portfolio specialist di T. Rowe Price. Mentre infatti il tasso di approvazione del gabinetto della premier è salito al 75-76%, superando persino alcuni dei picchi raggiunti da Shinzo Abe, il sostegno all’LDP rimane molto più debole, intorno al 35%, sotto quello registrato prima della pesante sconfitta del 2024. Per gli analisti politici, senza l’alleanza di lunga data con il Komeito, scioltosi lo scorso anno, l’LDP potrebbe avere difficoltà in molti collegi elettorali marginali. Tuttavia, precisa Hurley, “Takaichi ha rafforzato la sua immagine di figura decisiva per il cambiamento, conquistando il plauso sia dei giovani elettori che dei conservatori”.
Mercati tra timori…
Per Raphael Gallardo, chief economist di Carmignac, la leader conservatrice punta ad avere il controllo sul partito e sulla coalizione di governo per poter dare piena attuazione a una strategia reflazionistica di medio-lungo periodo. “I mercati temono, non a torto, che un rafforzamento del suo capitale politico si traduca in maggiori deficit di bilancio e in un aumento delle pressioni inflazionistiche”, sottolinea l’esperto. Che spiega così le vendite sul mercato obbligazionario e il rialzo dell’azionario. “Lo yen riflette il timore che la Bank of Japan possa essere ostacolata dall’esecutivo e non riesca a normalizzare i tassi reali con la necessaria tempestività per contenere le pressioni inflazionistiche”, aggiunge.
Intanto, come fa notare Hurley, le azioni giapponesi hanno raggiunto livelli record sulla scia delle aspettative che una vittoria possa ripristinare la direzione politica e spianare la strada a stimoli fiscali. Rilanciando il ‘Takaichi trade’ in settori quali AI, nucleare e difesa. “Lo yen, tuttavia, si è indebolito per i timori di una politica fiscale più espansiva, toccando recentemente il minimo degli ultimi 18 mesi e aumentando la possibilità di un rialzo anticipato dei tassi”, precisa. A suo parere, per l’indice Topix, cresciuto di oltre il 30% nell’ultimo anno, c’è poco spazio per un ulteriore rialzo: le aspettative di una vittoria e del conseguente stimolo fiscale e deprezzamento della valuta sono già scontate. “Il ‘Takaichi trade’ è stato particolarmente sostenuto: da questi livelli vediamo il potenziale per un rafforzamento dello yen e riteniamo che l’inflazione continuerà, soprattutto alla luce dell’andamento delle trattative salariali primaverili”, afferma. Chiarendo che questo dovrebbe permette alla BoJ di continuare a inasprire cautamente la politica monetaria. “Con un margine limitato per una rivalutazione del mercato azionario, la selezione dei titoli diventerà sempre più importante”, avverte.
Yen in rafforzamento
Secondo Hiroaki Amemiya, investment director di Capital Group, affinché la crescita reale sia positiva il governo deve controllare l’inflazione. E a tal proposito sta diventando cruciale controllare l’andamento del tasso di cambio. “Dato che un forte sostegno pubblico è indispensabile alla sopravvivenza del nuovo governo, è molto probabile che questo si adoperi per arginare un ulteriore indebolimento dello yen”, afferma. L’esperto prevede quindi un apprezzamento e stima che la divisa nipponica possa portarsi a quota 140 sul dollaro nei prossimi dodici mesi. “Tale variazione del tasso di cambio, dal canto suo, dovrebbe provocare una sana rotazione del mercato verso le azioni giapponesi”, rimarca.
In Giappone, Amemiya vede interessanti opportunità di investimento a lungo termine, soprattutto nelle aziende orientate al mercato interno e nelle small e mid cap. “I titoli legati alla sicurezza nazionale, come NEC, IHI, Hitachi e Fujitsu, hanno segnato un rialzo, ma secondo i nostri analisti presentano ancora valutazioni appetibili”, afferma. L’esperto osserva poi come attualmente le valutazioni si collochino nella fascia alta dell’intervallo di negoziazione degli ultimi quindici anni, con un rapporto prezzo/utili prospettico a dodici mesi pari a 15,6x, che però resta inferiore a quello dell’S&P 500 (23x). “Se il nuovo governo riuscirà ad attuare le sue strategie di crescita, le valutazioni potrebbero salire ulteriormente verso quota 18-19”, afferma. Non solo. Un altro fattore che potrebbe favorire un aumento, secondo Amemiya, sono le possibili imposte sulla liquidità delle aziende. Inoltre, a suo parere, la redditività del capitale proprio, che ora si ferma al 10% circa, nei prossimi anni potrebbe aumentare, portandosi verso l’11-12%: un potente catalizzatore per rendimenti azionari più sostenibili.
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