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La società di Banca Finint specializzata in private banking e wealth management inaugura una struttura di ricerca per fornire ai clienti analisi ad hoc. Obiettivo: rafforzare l’offerta agli investitori istituzionali e professionali. Presentato anche uno studio sul fixed income: secondo la casa, l’asset class è qui per restare
Accompagnare le scelte di investimento dei clienti e aiutarli a orientarsi in uno scenario sempre più complesso. È questo lo scopo di The Lighthouse, il nuovo ufficio studi inaugurato da Finint Private Bank a Milano il 14 novembre per rendere ancora più capillare l’attività della capogruppo Banca Finint nel mercato del private banking e del wealth management. Un’iniziativa che permetterà alla società di coprire tutte le asset class ma a partire da un forte focus iniziale sul segmento liquido del fixed-income.
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Analisi tailor made con focus sull’obbligazionario
Come spiegato all’evento di presentazione, il progetto è nato dalla volontà di favorire il dialogo strategico con clienti istituzionali e privati ma anche di offrire uno strumento che supporti le decisioni di investimento degli investitori con contenuti e analisi su misura. I filoni di approfondimento e di indagine su cui il nuovo ufficio studi si focalizzerà sono soprattutto legati alle strategie e alle opportunità nell’asset class obbligazionaria. In particolare, verranno prodotti market updates e insight sia quotidiani che periodici oltre ad approfondimenti con cadenza trimestrale. Non solo questo, però. Agli analisti della struttura di ricerca si affianca infatti una sala operativa che dà accesso diretto al mercato internazionale dei capitali, garantendo soprattutto al pubblico corporate e istituzionale il valore aggiunto di poter verificare quali sono migliori prezzi sul mercato ed eseguire compravendite molto competitive.
Un momento della presentazione alla stampa

Da sinistra a destra: Jacopo Ceccatelli, responsabile Direzione Clientela Istituzionale di Finint Private Bank; Lucio Izzi, ceo di Banca Finint; Paolo Tenderini, ceo di Finint Private Bank
Una nuova leva per crescere nel mercato d’alta fascia
The Lighthouse è parte della direzione Clientela Istituzionale di una divisione dedicata a fornire servizi altamente specialistici di advisory e accesso sul mercato obbligazionario, ragion per cui si avvale di un team di esperti composto da professionisti con competenze tecniche in grado di tradurre informazioni complesse in linguaggi chiari e immediati. Non è quindi un caso che l’ufficio studi sia integrato e coadiuvato dalle funzioni operative dedicate alla clientela istituzionale e all’attività di wealth management della banca. Come spiegato da Paolo Tenderini, ceo di Finint Private Bank, la società ha infatti concepito il progetto come un’ulteriore leva per spingere l’attività di consulenza evoluta e per stringere la presa sulla clientela d’alta fascia. “Lavoreremo per rafforzare la rete tramite il potenziamento del contenuti e l’offerta digitale”, ha detto il top manager, che ha sottolineato come l’iniziativa sia una “leva fondamentale” per aggredire il segmento dei family office o dei clienti corporate e non ha escluso la possibilità di estendere la copertura anche alle asset backed securities.
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Lo studio inedito: reddito fisso è qui per restare
Proprio in ragione della specializzazione che The Lighthouse punta a sviluppare, l’incontro con la stampa ha rappresentato anche l’occasione per presentare il primo report della struttura sullo stato di salute del reddito fisso. Lo studio evidenzia come il movimento a rialzo delle principali curve di rendimento abbia motivazioni più strutturali che congiunturali, circostanza che consente di concludere come l’asset class obbligazionaria sia tornata stabilmente al centro degli interessi degli investitori. “Il rialzo dei tassi di interesse ha riportato il fixed income al centro del mercato”, ha detto Jacopo Ceccatelli, responsabile delle direzione Clientela Istituzionale. “Siamo quindi convinti che sia qui per restare”, ha aggiunto, giustificando la sua affermazione con le previsioni della casa sull’evoluzione del quadro macro: “Poiché c’è molta offerta e le banche centrali non sono più disposte ad assorbire il 30% delle emissioni come in passato, i rendimenti caleranno meno del previsto”. Secondo lo studio, però, ci sono altri fattori che alimentano questo ritorno di fiamma. A partire dal debito pubblico globale, arrivato al 90% del PIL ma destinato ad aumentare ancora con gli stimoli fiscali cinesi e il ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca. Quanto infine all’Italia, complice il successo di prodotti come BTP Valore o BTP Italia, Ceccatelli si aspetta che il Tesoro continui a fare raccolta presso il pubblico retail attraverso emissioni dedicate: “Noi di Finint Private Banking siamo in prima fila per posizionarci sul segmento”.
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