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Sale e supera i 1.000 miliardi il patrimonio degli investitori istituzionali italiani, che registra rendimenti positivi della categoria in linea con la tenuta dei mercati nonostante uno scenario congiunturale complesso. E la prospettiva è quella di un possibile ulteriore sviluppo del settore, anche grazie alle recenti novità normative
Prosegue anche nel 2025 la crescita del patrimonio degli investitori istituzionali italiani (welfare contrattuale e fondazionale), passato dai 142,85 miliardi di euro del 2007 ai 334,28 miliardi del 2025, con un incremento complessivo del 134% e un aumento di 19 miliardi rispetto al 2024. In percentuale del PIL, il patrimonio di fondi pensione negoziali e preesistenti, Casse Privatizzate, Fondazioni di origine Bancaria e forme di assistenza sanitaria integrativa è pari al 14,8%. Includendo anche il welfare privato (Compagnie di Assicurazione del settore Vita, rami I, IV e V, fon di aperti e PIP), il patrimonio totale raggiunge i 1.081 miliardi, con un aumento di 51,34 miliardi rispetto all’anno precedente e un’incidenza sul PIL del 48%. Questo è il quadro che emerge dal Tredicesimo Report Itinerari Previdenziali ‘Investitori istituzionali italiani: iscritti, risorse e gestori per l’anno 2025’, ossia quello di un Paese che ha visto il patrimonio degli investitori istituzionali in costante crescita negli anni nonostante le diverse crisi che si sono succedute sui mercati finanziari, raggiungendo una dimensione rilevante anche nel confronto internazionale pur con ancora ampie potenzialità di sviluppo. In particolare, per quanto riguarda la sola previdenza complementare, la Legge di Bilancio 2026 ha introdotto alcune importanti novità che potrebbero generare ulteriori rafforzamenti patrimoniali. Tra le altre, dall’1 luglio 2026, per i lavoratori dipendenti del settore privato di prima assunzione è previsto un meccanismo di adesione automatica, con i contributi versati che, a differenza di quanto avveniva in precedenza, non vengono più destinati automaticamente a un comparto garantito o particolarmente prudente ma investiti in percorsi life-cycle. A ciò si aggiunge una maggiore flessibilità nell’erogazione delle prestazioni, con la possibilità per i fondi pensione di gestire direttamente le rendite consentendo idealmente di ridurre i riscatti, RITA e le trasformazioni in rendita assicurativa che, in totale, nel 2025 sono state pari a 5,1 miliardi.
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Gli investimenti del mercato italiano
Nel complesso, sono 268 i player istituzionali operativi a fine 2025. Nel report viene analizzato il patrimonio di tutti i 33 fondi negoziali, delle 20 Casse Professionali Privatizzate, delle prime 32 delle 84 Fondazioni di origine Bancaria (pari all’89% del totale) e dei 37 maggiori fondi preesistenti (pari al 93% del totale), per un ammontare complessivo di 319 miliardi di euro. Di questi, 121 miliardi sono affidati a gestori professionali tramite mandati e ulteriori 125 miliardi sono investiti direttamente in OICR, FIA, ETF e polizze, veicoli dedicati inclusi. Nel complesso, quindi, l’affidamento diretto o indiretto alle società di gestione ammonta a 246 miliardi di euro, poco meno dell’80% del patrimonio totale. Nel dettaglio, la gestione indiretta risulta particolarmente rilevante per i fondi negoziali, il cui patrimonio complessivo ammonta a 81,517 miliardi di euro, con un incremento di 6,92 miliardi rispetto al 2024. Tuttavia, continua ad ampliarsi la quota di investimenti diretti pari nel 2025 a 878 milioni, quasi triplicati rispetto ai 300 milioni del 2021. Di questi, circa 860 sono rappresentati da quote di fondi d’investi mento alternativi, a cui si aggiunge l’esposizione ai private market tramite 34 mandati di gestione al ternativi per circa 1,3 miliardi. In crescita anche le risorse dei 37 fondi preesistenti analizzati dal report, passate dai 65,253 del 2024 a 67,184 miliardi. La parte affidata a gestori tramite mandati ammonta a 28,7 miliardi, mentre gli investimenti diretti sono pari a 40,31 miliardi di euro, di cui 27,658 in polizze assicurative principalmente di ramo I o ramo V (gestioni separate). La gestione diretta comprende, inoltre, 5,8 miliardi di SICAV e SIF di diritto lussemburghese dedicate, riferite a tre fondi preesistenti, e 2,86 miliardi di fondi alternativi. Per quanto riguarda le 20 Casse di Previdenza, nel 2025 il patrimonio complessivo ha toccato i 122,68 miliardi, confermando la spiccata tendenza per l’investimento diretto, che vale l’88,5% del totale attivo. Nel dettaglio, degli oltre 108 miliardi di investimenti diretti circa il 60% è impiegato in strumenti del risparmio gestito, inclusi fondi e veicoli dedicati soprattutto alla gestione del patrimonio immobiliare, oltre che della parte liquida e illiquida del…

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