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Secondo Morningstar, gli afflussi netti in Europa da gennaio a settembre 2026 hanno superato superando i 26,8 miliardi dell’intero anno precedente. Il patrimonio sale a 117,1 miliardi, mentre cresce la concorrenza tra gli operatori e aumenta l’interesse per le strategie azionarie sistematiche
Il mercato europeo degli ETF attivi ha già superato nei primi nove mesi del 2026 la raccolta record dell’intero anno precedente. Tra gennaio e settembre, questa categoria di prodotti ha infatti registrato afflussi netti per 28,9 miliardi di euro contro i 26,8 miliardi totalizzati nel 2025 e nel solo terzo trimestre è stata capace di attrarre nuovi capitali per 10,1 miliardi dopo i 10,8 miliardi del periodo aprile-giugno. A fotografare il sorpasso è l’ultima analisi di Morningstar, secondo cui il dato si è riflesso in un ampliamento del 49,7% del mercato che ha portato il patrimonio a 117,1 miliardi dai 78,2 di fine 2025. Una dinamica che conferma il crescente interesse degli investitori per strumenti in grado di combinare la negoziabilità tipica delle soluzioni passive con una gestione non necessariamente vincolata alla replica di un indice.
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Un mercato ancora piccolo, ma in espansione
Nonostante la crescita, gli ETF attivi rappresentano ancora una quota limitata dell’industria europea: il 3,4% del patrimonio complessivo degli exchange traded funds, contro il 13,1% registrato negli Stati Uniti. Il peso del segmento è però in aumento anche sul fronte dei flussi. Nei primi nove mesi del 2026, secondo Morningstar, i prodotti attivi hanno infatti assorbito l’8,1% delle vendite nette complessive del mercato europeo dal 7,6% del 2025 e dal 7,3% del 2024. Quanto basta per interpretare il divario che ancora esiste rispetto agli Stati Uniti come il segnale di un potenziale spazio di sviluppo, mentre la progressiva affermazione della categoria attira nuovi operatori e amplia l’offerta disponibile. Si tratta però di un’espansione che non appare uniforme tra le diverse strategie d’investimento.
Azionario in testa
Nel terzo trimestre, gli ETF azionari attivi hanno raccolto 7,1 miliardi di euro e si sono confermati il principale motore della domanda. I prodotti obbligazionari hanno invece registrato afflussi netti per 2,5 miliardi, pari a circa un quarto del totale trimestrale. All’interno del comparto equity emerge inoltre una preferenza crescente per le strategie sistematiche, basate su modelli d’investimento definiti da criteri quantitativi e processi strutturati. Nei primi nove mesi del 2026, questi prodotti hanno attirato quasi il doppio di quanto raccolto dai veicoli discrezionali della stessa categoria: 12 miliardi di euro contro appena 6,7 miliardi. Un dato che evidenzia come l’espansione di questa famiglia di strumenti non riguardi soltanto la scelta tra gestione attiva e passiva, ma coinvolga anche le modalità con cui viene costruita e condotta l’esposizione ai mercati.
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I leader
L’aumento dei flussi e il lancio di nuovi prodotti stanno intensificando la pressione competitiva tra gli asset manager. Stando ai dati Morningstar citati da Ignites, J.P. Morgan Asset Management mantiene la prima posizione nel mercato europeo ma con una quota in calo dal 47% di fine 2025 al 41% di settembre 2026. Nello stesso periodo, la divisione iShares di BlackRock ha invece aumentato la propria quota dal 6,5% all’8%. Si tratta di numeri che indicano un mercato ancora concentrato, ma nel quale i principali operatori si confrontano con una concorrenza crescente. E la riprova del dinamismo viene anche dal ritmo ritmo dei lanci, con 118 nuovi prodotti introdotti in Europa da inizio anno e il record di 148 del 2025 in procinto di essere superato.
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