Dopo i buoni dati su crescita e inflazione, si sono ridotte le attese di un taglio a marzo. Per gli asset manager, il Fomc non concederà aperture ma modificherà il tono della sua dichiarazione
Jerome Powell, presidente della Fed
I mercati non si attendono sorprese dalla prima riunione dell’anno della Federal Reserve, che lascerà i tassi invariati. L’attenzione è però puntata sulla conferenza stampa finale del presidente Jerome Powell, dalla quale gli investitori sperano di trarre indicazioni sulla tempistica dell’allentamento monetario. Dopo una crescita economica oltre le attese nel quarto trimestre, le aspettative di un primo taglio a marzo si sono ridotte drasticamente al 48,6%, quasi 25 punti in meno rispetto a un mese fa. Il dato sull’inflazione Pce di dicembre, ai minimi da febbraio 2021, ha però riacceso qualche speranza che il Fomc possa comunque optare per una svolta a breve. Ne deriva che gli analisti sono divisi tra chi si aspetta parole più accomodanti, che preparino il terreno a una prima sforbiciata in primavera, e chi invece prevede un atteggiamento più prudente.
Tra questi ultimi c’è James McCann, vicecapo economista di abrdn, secondo cui Powell chiederà al mercato di essere paziente. “Sebbene la banca centrale sia sempre più ottimista sul fatto che l’inflazione stia tornando verso l’obiettivo, non è ancora pronta a togliere il piede dal freno”, afferma. Il Fomc, secondo l’esperto, contrasterà ancora le aspettative di un taglio a marzo, anche alla luce dei nuovi rischi per i prezzi dovuti alla crisi nel Mar Rosso e del buon andamento dell’economia Usa. “Tuttavia”, precisa, “le misure di allentamento sono imminenti e al momento prevediamo che il primo taglio dei tassi avverrà a maggio. In seguito, la casa prevede un ciclo di allentamento sostenuto in quanto si aspetta che nel 2024 l’economia soffrirà ancora di più”.
Tiffany Wilding, north american economist di Pimco
Secondo Tiffany Wilding, managing director ed economist di Pimco, l’istituto centrale americano modificherà il proprio linguaggio nella forward guidance ed eliminerà l’orientamento al rialzo. Specie ora che nessun funzionario prevede ulteriori aumenti del costo del denaro nelle proprie previsioni di base. Per il resto, nonostante le buone notizie sull’inflazione, l’esperta non si aspetta una riunione eccessivamente dovish. “Powell non arriverà ad annunciare un taglio dei tassi a marzo, preferendo invece mantenere aperta l’opzione di un ‘live meeting’, con la possibilità di una riduzione”, spiega. Precisando di essere comunque convinta che la valutazione dei rischi favorisca un primo allentamento verso metà anno.
Di diverso parere gli analisti di BofA Research, secondo i quali le comunicazioni della banca centrale Usa indicano che la commissione è soddisfatta dello stato generale dell’economia e dei progressi compiuti sul fronte inflazione. “Continuiamo a prevedere il primo taglio dei tassi a marzo, anche se non ci aspettiamo un segnale forte a gennaio. La Fed ha bisogno di guadagnare tempo per vedere altri dati”, affermano. Per gli esperti, in questo meeting le indicazioni sui tassi dovranno essere modificate perché l’attuale orientamento al rialzo della dichiarazione è ormai insostenibile. “È probabile che il linguaggio diventi più neutrale, ma la direzione di marcia delle recenti modifiche segnalerebbe una certa tendenza all’allentamento”, sottolineano.
Anche secondo il global credit team di Algebris Investments ci sarà un cambio di linguaggio. “Powell dovrà trovare un bilanciamento tra un mercato del lavoro in lento rallentamento e una situazione di consumi in buona salute”, osservano. E aggiungono che, per poter tagliare i tassi a marzo, il Fomc dovrebbe iniziare a preparare il terreno alleggerendo il tono restrittivo della dichiarazione di politica monetaria.
Andrea Delitala, head of euro multi asset di Pictet Asset Management
Per Andrea Delitala, head of investment advisory di Pictet Am, è certo che il 2024 sarà l’anno in cui cercare valore sulla parte lunga della curva dei titoli di Stato. Specie negli Stati Uniti. L’evento chiave da lui individuato è il voltafaccia della Fed, avvenuto nella riunione di dicembre, quando il Fomc ha segnalato con il suo dot plot tre tagli dei tassi di 25 punti base nel corso dell’anno rispetto a una sola riduzione prevista a settembre. Alla luce di questa inversione di rotta, e considerando che il mercato ha già prezzato sei sforbiciate, Delitala ritiene che la parte a breve della curva americana non offra molto valore a meno di una recessione imminente. “Vediamo invece occasioni sulla parte lunga, il cui fair-value da qui a fine 2024 stimiamo pari a circa il 3,5%”, conclude.
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