Per gli analisti, le proiezioni del Fomc indicheranno due riduzioni dei tassi o una sola. E l’ipotesi settembre si fa più remota, anche se non impossibile
Jerome Powell, presidente della FED
Dopo il robusto rapporto sull’occupazione pubblicato venerdì scorso, tra gli investitori tira una brutta aria. Le speranze che la Federal Reserve riduca i tassi a fine estate si sono ridotte sensibilmente (dal 51,3% di una settimana fa al 45%) e gli occhi sono tutti puntati sul dot plot, il grafico che sintetizza le previsioni dei banchieri centrali sulla traiettoria del costo del denaro. Non c’è dubbio, infatti, che nel corso di questo meeting il Fomc resterà in pausa e si teme che Jerome Powell possa mostrarsi particolarmente hawikish, ribadendo che servono maggiori prove sulla ritirata dell’inflazione prima di poter agire.
I dati del CPI, in uscita prima del termine della riunione, e le proiezioni della FED saranno quindi oggetto di un attento esame da parte dei mercati, dato che dalle letture recenti sono arrivati segnali contrastanti sullo stato di salute dell’economia USA. Intanto, gli analisti stanno riducendo le loro attese sui tagli. Particolarmente pessimista in questo senso è il responso di un sondaggio condotto dal Financial Times e da Chicago Booth tra 39 economisti. La metà degli esperti intervistati è infatti convinta che ci sarà una sola riduzione del costo del denaro nel 2024 a causa di un’inflazione che non molla la presa.
Per i gestori il dot plot indicherà solo due tagli nel 2024
Blerina Uruci, chief US economist di T. Rowe Price
Blerina Uruci, chief US economist di T. Rowe Price, si aspetta che il dot plot mostri due tagli per il 2024, uno in meno rispetto ai tre di marzo. “Si tratta di una scelta di grande consenso, poiché è opinione diffusa che la maggior parte dei membri del Fomc, incluso il presidente, desideri tenere un’opzione aperta per la riunione di settembre. Se l’economia si mantiene solida e l’inflazione vischiosa, il mercato può prezzare settembre in base all’evoluzione dei dati”, spiega.
L’esperta prevede però che per molti partecipanti sarà arduo decidere il dot plot, data la tenuta del mercato del lavoro, ed è quindi convinta che i rischi siano orientati verso una direzione hawkish. Il grafico, insomma, potrebbe mostrare una sola riduzione. “Un inaspettato rialzo dei dati CPI aumenterebbe ulteriormente le probabilità di una sorpresa da falco”, avverte. Aggiungendo che andranno osservati anche la distribuzione dei punti e la tendenza centrale. “Ciò confermerà probabilmente un comitato diviso quasi equamente sul numero di tagli previsti per quest’anno, il che significa un elevato grado di incertezza sulle prospettive della politica monetaria”, puntualizza.
Raphael Olszyna-Marzys, international economist di J. Safra Sarasin
Dello stesso parere Raphael Olszyna-Marzys, international economist di J. Safra Sarasin, secondo cui anche se una crescita economica più debole e un mercato del lavoro più equilibrato dovrebbero ridurre le pressioni inflazionistiche, i prezzi avranno bisogno di tempo per tornare al target, giustificando un approccio graduale. “Tuttavia, con il mercato del lavoro ai livelli auspicati dalla FED, alcuni funzionari potrebbero segnalare il rischio di un’attesa troppo lunga”, osserva. Precisando che le nuove proiezioni del Fomc potrebbero indicare due tagli dei tassi quest’anno, anche se nei fatti potrebbero concretizzarsene meno.
Per Jason Simpson, senior Fixed Income Etf Strategist di Spdr Etf – State Street Global Advisors, la filosofia di Powell e colleghi è chiara: vogliono essere certi che l’inflazione non riprenda a salire. Per questo è probabile che la dipendenza dai dati sia uno dei temi centrali delle dichiarazioni post meeting. “C’è la possibilità che i numeri inizino ad apparire più favorevoli per un taglio durante l’estate, in quanto ci aspettiamo che alcuni dati sui prezzi più deboli inizino ad influire. Ad ogni modo, a seguito dei solidi risultati del report sull’occupazione di venerdì scorso, le attese dei mercati suggeriscono che anche una riduzione dei tassi a novembre non è certa”, precisa Simpson.
Jack Janasiewicz, portfolio manager and lead portfolio strategist di Natixis IM Solutions
Jack Janasiewicz, portfolio manager e lead portfolio strategist di Natixis IM Solutions, non prevede scossoni dai dati del CPI. “Ci aspettiamo che si ripeta lo stesso schema a cui abbiamo assistito, ovvero che il trend disinflazionistico più ampio prosegua intatto e che i dati del primo trimestre, più rigidi, si dimostrino semplicemente una pausa”, analizza. Per l’esperto, nel complesso è probabile che il dot plot mediano del 2024 rifletta solo due sforbiciate entro la fine dell’anno, con il rischio di passare a una sola, a seconda della distribuzione delle stime dei membri del Fomc. “Un passaggio a due tagli rappresenterebbe semplicemente una convergenza con i prezzi di mercato, mentre un grafico che ne mostri uno solo rischierebbe di sorprendere i mercati in modo inaspettato”, avverte.
Serve però particolare cautela nell’interpretazione dei dati, secondo Janasiewicz, in quanto si tratta in gran parte di una mossa meccanica piuttosto che di un vero e proprio cambiamento nelle prospettive. “La SEP rimane più uno strumento di comunicazione che una previsione esplicita: sono i dati a guidare. Ci si aspetta che la FED rimanga cauta, sottolineando la dipendenza dai dati e la necessità di vedere ulteriori prove che il trend disinflazionistico è saldamente intatto. Questo fa sì che un taglio a settembre rimanga sul tavolo”, conclude.
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