Secondo la società, Stati Uniti verso la stagflazione. Ma l’ipotesi hard landing va scartata. Sui tassi Fed più cauta della BCE, che taglierà due volte e spingerà l’Eurozona. Occhi puntati su Germania e Italia
Le tensioni commerciali delle ultime settimane incrementano la volatilità sui mercati ma le prospettive per l’economia globale restano positive. È quanto hanno sostenuto gli specialisti di ING nell’incontro organizzato martedì 20 a Milano per spiegare la view della società sull’evoluzione del quadro macro nei prossimi mesi. Secondo gli esperti della compagnia assicurativa, gli USA dovrebbero infatti riuscire a schivare la recessione mentre l’Europa si prepara a imboccare una traiettoria di crescita che può portarla a consolidare la posizione di vantaggio. Una scenario non privo di opportunità per l’Italia, con lo spread BTP-Bund pronto a beneficiare di altri due tagli BCE.
Un momento dell’evento organizzato da ING a Milano
Soft landing e Fed falco per gli USA
Carsten Brzeski, global head of Macro di ING
Secondo Carsten Brzeski, global head of Macro della società, l’attuale fase politica e commerciale può essere letta in due modi: “Un evento dirompente e strutturale oppure uno shock temporaneo come quello derivante dalla pandemia, che ha alterato l’economia globale salvo poi aprire la strada a una graduale normalizzazione”. Una sliding door che spinge l’esperto a prevedere, nel delineare il suo scenario di base, il mantenimento dei dazi universali al 10% ma senza quella recessione conclamata da molti attesa per gli Stati Uniti. “Le tensioni commerciali produrranno effetti stagflazionistici per gli USA”, spiega, “ma il recente accordo tra Washington e Pechino allontana l’ipotesi di una vera e propria contrazione dell’economia a stelle e strisce”. Ecco allora giustificata anche la view sulla Federal Reserve, dalla quale ING si aspetta non più di due tagli per quest’anno come reazione all’evoluzione negativa dei consumi privati.
Quanto all’Europa, ferma restando l’imprevedibilità di eventuali ritorsioni tariffarie e del loro impatto sulla dinamica dei prezzi, il quadro disegnato di Brzeski appare perfino più positivo. “L’inflazione nel Vecchio Continente potrebbe scendere sotto il target fissato dalla BCE tra i suoi obiettivi di politica monetaria”, spiega l’analista, sottolineando come questa previsione spinga la compagnia britannica ad attendersi almeno altri due tagli dei tassi da parte della banca centrale da qui a settembre. E se il pil dell’area è visto di riflesso in crescita, dello 0,8% per quest’anno e dell’1% per il 2026, sul lungo periodo la traiettoria ascendente dovrebbe farsi ancora più marcata grazie agli stimolifiscali attivati da Berlino così come da altri Paesi. Unici nei ravvisati all’orizzonte sono quelli relativi al mercato unico e alla Capital Markets Union, senza il cui completamento l’euro non potrà ambire a diventare una vera alternativa al dollaro come valuta di riferimento globale. Quanto alla spesa per la difesa, l’esperto è convinto che rappresenti un trend ma bisognerà vedere se l’impegno dei Paesi per un extra budget durerà e come evolveranno i trattati di pace tra Russia e Ucraina nelle prossime settimane.
Italia in prima fila
Paolo Pizzoli, senior economist di ING
Un ruolo particolare in questo percorso di crescita sarà giocato dall’Italia, le cui stime di crescita sono state di recente riviste al ribasso dalla Commissione Europea. Secondo l’economista senior Paolo Pizzoli, nonostante un’esposizione agli States che vale il 10,5% delle esportazioni e che rischia di costare uno 0,2% in meno di crescita annua nel breve termine, il nostro Paese potrebbe infatti beneficiare in maniera particolarmente forte del calo dei prezzi e dei tagli BCE. “L’avvio d’anno sopra le attese sarà compensato da due trimestri centrali all’insegna del rallentamento (+0,1%)”, ha spiegato, “ma da ottobre ci aspettiamo un’espansione media del pil pari allo 0,6% e un’inflazione in discesa verso l’1,8%”. Una dinamica sulla quale promettono di incidere in positivo la ripresa dei consumi, l’aumento del 4% annuo registrato dai salari e la ripartenza delle costruzioni, per il quale la fine dell’effetto Superbonus potrebbe venire compensata dagli investimenti infrastrutturali legati all’attuazione del Pnrr. Quanto invece alla produzione industriale e alla manifattura, è opinione dell’esperto che il ciclo e la struttura delle scorte non facciano intravedere al momento margini per un rilancio: “Anche se il prezzo del petrolio dovrebbe continuare e scendere, l’unico fattore davvero capace di trasformare lo scenario del settore resta un’eventuale ma ancora improbabile accordo di pace tra Russia e Ucraina”.
Lo spread premia i BTP. Ma resta il nodo del debito
Con riferimento ai mercati finanziari, l’attenzione di Pizzoli si è poi focalizzata sui titoli di Stato tricolore. “La sospensione di 90 giorni dei dazi e la revisione al rialzo del rating sovrano da parte di S&P hanno fatto scendere lo spread BTP-Bund sotto la soglia psicologica dei 100 punti base”, ha ricostruito l’economista, dichiarandosi convinto che l’attenzione del governo per i conti pubblici permetterà al differenziale di rendimento di rimanere su questi livelli a lungo. Resta centrale però il tema delle elevate passività in bilancio, che rendono necessaria una politica di avanzi primari strutturali. “Una crescita economica più robusta e l’effettiva attuazione del Pnrr”, è stata la sua considerazione finale, “potranno aiutare a rendere più sostenibile il percorso di riduzione del rapporto debito/pil.
Una nuova piattaforma di informazione
L’evento milanese ha costituito anche l’occasione per presentare il lancio della versione italiana di ING Think, la piattaforma editoriale che la società ha voluto dedicare all’analisi macroeconomica e finanziaria. Come spiegato da Davide Colapietro, head of Communications & Content presso la branch tricolore del gruppo, la piattaforma digitale sarà accessibile a tutti in maniera totalmente gratuita e potrà fornire spunti quotidiani sull’andamento dell’economia così come sui principali temi di interesse per la comunità finanziaria o per i media.
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