Dalla presentazione della Bussola per la Competitività dell’Unione, l’appello ad accelerare sulla Capital Markets Union per stimolare l’innovazione del blocco. Von der Leyen: “Con unione dei risparmi e degli investimenti, noi in gara anche sull’IA”
Non solo stati Uniti e Cina. Nella corsa per costruirsi una leadership nel mercato dell’intelligenza artificiale anche l’Europa vuole dire la propria. E uno degli strumenti con cui punta a farlo nei prossimi anni è la Capital Markets Union (CMU), su cui Bruxelles è quindi chiamata ad accelerare dopo le tante pause dell’ultimo anno. È questo il messaggio lanciato dalla presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, che il 30 gennaio ha lanciato il programma di sviluppo strategico noto come Bussola per la Competitività dell’Unione.
Ursula Von der Leyen, presidente della Commissione Europea
Nel suo intervento, von der Leyen ha evidenziato la necessità di rivedere il sistema di accesso ai capitali per le imprese, in particolare per le start-up. “Attualmente”, ha detto, “le aziende che desiderano crescere devono confrontarsi con 27 sistemi giuridici nazionali tutti dotati di regole proprie e diverse”. Da qui la decisione della Commissione di proporre l’introduzione di un “ventottesimo regime facoltativo”, con normative semplificate che faciliteranno gli investimenti in tutta l’UE. Una mossa destinata a favorire l’innovazione, ma anche a rendere il blocco più dinamico e competitivo. “Un mercato dei capitali unito e fluido è essenziale per permettere alle nostre aziende di crescere”, ha infatti spiegato la presidente, precisando come un più facile accesso alla risorse finanziarie sia fondamentale nell’ottica di affrontare le sfide del presente e del futuro.
Colmare il gap nel mercato dell’equity
Scendendo più nel dettaglio, il numero uno di Bruxelles ha spiegato che “oggi solo il 5% del capitale di rischio globale viene raccolto nel Vecchio Continente mentre Stati Uniti e Cina attraggono rispettivamente il 52% e il 40%”. Una gap cui l’esecutivo europeo intende porre rimedio istituendo un’Unione dei risparmi e degli investimenti che stimoli il flusso di capitali verso settori innovativi. Tra gli obiettivi cruciali della Bussola c’è infatti la promozione di quell’intelligenza artificiale che tanto sta facendo discutere in questi giorni: sotto tale profilo, il progetto è di lanciare delle gigafabbriche dedicate che avranno il compito di supportare lo sviluppo e l’adozione dell’IA in settori chiave per portare i 27 in prima linea nella corsa globale a questa tecnologia.
Parallelamente, il piano di rilancio include misure per accelerare la decarbonizzazione dell’industria nella prospettiva di sostenere la transizione energetica senza tuttavia compromettere la competitività dell’UE. Il Clean Industrial Deal, che sarà presentato a fine febbraio, conterrà quindi azioni concrete per “abbassare i costi energetici” e “sostenere i settori più energivori” tra quelli essenziali per l’economia: soprattutto acciaio, metalli e prodotti chimici. Infine, la Commissione rivedrà anche le norme sugli appalti pubblici per dare una preferenza alle tecnologie domestiche nei comparti strategici. Von der Leyen ha dichiarato: “È fondamentale che l’Europa investa nelle proprie capacità tecnologiche, specialmente in settori come l’IA, la biotecnologia e la robotica, dove possiamo essere leader mondiali”. “Il mondo non ci aspetta”, ha incalzato la presidente, “abbiamo la velocità e la volontà politica ma ora dobbiamo trasformare il consenso in azione”.
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