3 min
A febbraio, Pce al 2,8% e consumi al palo. Il quarto trimestre chiude con una crescita di mezzo punto, mentre i sussidi di disoccupazione salgono ma senza allarmi. Per gli analisti, Powell resterà in pausa: occhi sul Cpi di marzo
Mentre sui mercati il sollievo per una tregua tra USA e Iran lascia il posto ai dubbi sulla possibilità di un definitivo cessate il fuoco, dall’economia a stelle e strisce arrivano segnali poco incoraggianti. L’inflazione misurata dal Personal consumption expenditures index (Pce), il preferito della Federal Reserve, ha infatti rispettato le attese di ulteriore crescita per il mese febbraio. Intanto, il Pil del quarto trimestre si è rivelato inferiore alle stime, mentre i sussidi di disoccupazione sono aumentati più del previsto. Un quadro destinato a complicare il lavoro della banca centrale americana, con molti analisti convinti che preferirà non toccare i tassi almeno per un po’. Anche alla luce del fatto che a marzo il carovita dovrebbe aumentare ulteriormente a causa del conflitto in Medio Oriente.
📰 Leggi anche “Iran, DWS: mercati troppo ottimisti sul rischio crisi“
Inflazione su come da previsioni
Il Pce è salito dello 0,4% in confronto con gennaio, come da consensus, soprattutto per l’effetto dei dazi. L’aumento rispetto a un anno prima è stato invece del 2,8%, uguale al mese precedente e in linea con le attese, mentre la componente depurata dagli elementi più volatili ha rispettato le stime: +0,4% congiunturale e +3% tendenziale. Ma la guerra contro l’Iran ha fatto schizzare il petrolio, portando il prezzo medio della benzina oltre i 4 dollari al gallone per la prima volta in più di tre anni: per questo, gli economisti prevedono che le ripercussioni inflazionistiche del conflitto saranno più evidenti nei dati di marzo. Sempre a febbraio, i redditi personali sono inoltre scesi dello 0,1% contro le attese per un rialzo dello 0,3% e le spese per i consumi sono aumentate dello 0,5% (+0,6% il consensus).
Delude il Pil, tiene il mercato del lavoro
Quanto alla crescita, il quarto trimestre del 2025 si è alla fine rivelato deludente: secondo la stima finale del Bureau of Economic Analysis, il Pil è cresciuto solo dello 0,5% a fronte di attese per un +0,7% del +4,4% messo a segno nei tre mesi precedenti. Dal mercato del lavoro non arrivano però chiari segni di deterioramento, rafforzando dunque l’ipotesi di un prolungamento della pausa da parte della Fed. La scorsa settimana, le nuove richieste di sussidi di disoccupazione sono infatti aumentate di appena 16mila unità, raggiungendo quota 219 mila ma senza raggiungere livelli preoccupanti.
📰 Leggi anche “Tassi Fed fermi ma nuovi tagli nel 2026. Iran permettendo“
Occhi su marzo
“I dati di febbraio non risentono ancora del conflitto in Iran”, rimarca da Janus Henderson il portfolio manager Brad Smith, che fa notare come il Pce core sia rimasto ben al di sopra dell’obiettivo della Fed principalmente a causa dell’impatto dei dazi. Inoltre, sottolinea, “la spesa personale reale è stata più debole di un decimo e indica un certo rallentamento nell’attività dei consumatori”. Quanto al Pil, secondo l’esperto la terza revisione al ribasso di due decimi di punto è dovuta a una diminuzione delle spese personali e dell’attività delle imprese attraverso gli investimenti fissi. “La rilevazione odierna indica complessivamente che l’inflazione rimane elevata e influenzata dai dazi”, commenta, “mentre l’economia continua ad apparire leggermente meno robusta di quanto previsto in precedenza”. Nonostante questo, a suo parere, il mercato si concentrerà sui dati del Cpi di marzo che verranno pubblicati venerdì e mostreranno l’impatto dello shock energetico. “Poiché l’incertezza geopolitica rimane elevata”, conclude l’esperto, “per il mercato non conta molto altro che la durata del cessate il fuoco insieme al volume delle spedizioni attraverso Hormuz e se verrà raggiunto o meno un accordo di pace permanente”.
Vuoi ricevere ogni mattina le notizie di FocusRisparmio? Iscriviti alla newsletter
Registrati sul sito, entra nell’area riservata e richiedila selezionando la voce “Voglio ricevere la newsletter” nella sezione “I MIEI SERVIZI”.