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La corsa all’IA ha raggiunto dimensioni che rendono inevitabile un maggiore ricorso al debito. Nei prossimi anni il mercato potrebbe superare i 2.000 miliardi di dollari
La corsa all’intelligenza artificiale sta entrando in una nuova fase. Dopo processori, data center ed energia, l’attenzione ora si sta spostando sul capitale necessario per finanziare investimenti crescenti. Andrzej Skiba, head of US Fixed Income di RBC BlueBay, stima che nel 2026 la spesa in conto capitale legata all’IA possa avvicinarsi a 1.000 miliardi di dollari, per aumentare ancora nel 2027. Con cifre di questa portata, i flussi di cassa delle grandi società tecnologiche non sono più sufficienti e il ricorso al debito diventa inevitabile. Il passaggio è già visibile sul mercato. Il finanziamento si sta estendendo dai bilanci degli hyperscaler all’high yield, al credito leveraged, al debito cartolarizzato e ai singoli progetti di data center. A questi potrebbero presto aggiungersi veicoli destinati al finanziamento delle GPU. Secondo Skiba, nei prossimi anni il mercato del debito legato all’IA potrebbe superare i 2.000 miliardi di dollari, diventando più grande dell’attuale mercato high yield statunitense. L’aumento delle emissioni sta già avendo conseguenze sulle valutazioni. Le nuove operazioni devono offrire rendimenti più interessanti per trovare compratori e le maggiori concessioni richieste dagli investitori finiscono per spingere verso l’alto anche gli spread dei titoli già sul mercato. È quello che Skiba definisce “AI supply premium”. Un processo che potrebbe proseguire ancora, considerata la quantità di emissioni in arrivo. Nel frattempo, la ricerca di capitali sta…

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