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I quattro scenari possibili (ma per ora non ritenuti probabili) che potrebbero mettere a rischio le previsioni dei gestori sull’anno
Nel corso del primo trimestre del 2023, come ogni anno, sul tavolo di ogni professionista sono arrivate tonnellate di outlook, ciascuna delle quali fondata su delle ipotesi macro o societarie ritenute verosimili. Ma cosa succede se il possibile sostituisce il probabile?
La fine della guerra in ucraina nel corso del 2023
A un anno dall’invasione russa dell’Ucraina, gli esperti vedono la pace ancora lontana e, soprattutto, si domandano che cosa succederebbe in caso di fine del conflitto. “In caso di risoluzione diplomatica e legata a una ripresa delle relazioni economiche tra Europa e Russia, il rimbalzo sarebbe forte, diffuso e vigoroso, concentrato nel Vecchio Continente, ma con effetti sui mercati globali. In assenza invece di una ripresa delle relazioni tra Bruxelles e Mosca, le performance positive sarebbero meno vigorose e focalizzate nei mercati e nelle valute dell’Est Europa”, sostiene Sebastian Vismara, economista e macro-strategist di Bny Mellon Investment Management. Che poi aggiunge: “In caso di vittoria dell’Ucraina, molto dipenderebbe dai successivi eventi in Russia e dalla generale riconfigurazione degli assetti geopolitici, mentre se a prevalere fosse Mosca persisterebbe un’elevata incertezza politica e rimarrebbe un premio di rischio legato agli asset europei”.
“È difficile credere che ci sia una riconciliazione immediata tra Occidente e Russia”, evidenzia Livio Spadaro, portfolio manager per Frame AM secondo cui: ‘L’eventuale scongelamento degli asset russi comporterebbe una migrazione di questi verso porti più sicuri (per i russi), mentre la ripresa degli scambi commerciali sarebbero graduali’. Quanto ai mercati, […]

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