3 min
L’asset manager francese intravede buone opportunità nel settore grazie a valutazioni più basse e performance sopra la media. Redditività, costi e Intelligenza artificiale i driver che guideranno il mercato
La tecnologia, specialmente quella made in Usa, non passa mai di moda. Al contrario, ora più che mai pare pronta a rialzare la testa. È quanto emerso dall’evento ‘Q1 2023 Earnings: Is Tech on Top’ di Carmignac, nel quale il gestore patrimoniale francese ha fatto luce sullo stato dell’industria e sulle strategie da adottare per tornare a investirvi anche alla luce della stagione delle trimestrali. Focus sulla redditività, ottimizzazione dei costi e ruolo centrale dell’Intelligenza artificiale i trend che promettono di riportare l’asset class in auge dopo due anni di grandi difficoltà.
📰 Leggi anche “Innovazione, i fondi azionari che hanno iniziato meglio il 2023“
Prezzi bassi e buone performance
“Le valutazioni del settore hanno subito una notevole contrazione dopo il picco della pandemia”, sostiene l’head of Equity David Older, che sottolinea come il price/earning ratio a 12 mesi delle società migliori della categoria sia sceso da 33 a poco più di 25 nel giro di appena due anni. Una circostanza che, dal suo punto di vista, offre ora un interessante punto di ingresso per gli investitori. Ma la convenienza, per Carmignac, non risiede solo nell’attuale costo dei titoli tech. La casa di gestione parigina fa notare, infatti, il comparto abbia performato molto meglio dell’indice S&P500 da inizio anno, con picchi tra il 70% e l’80% per grandi nomi come Meta e il creatore di processori californiano Nvidia.
Un rimbalzo più che consistente

Performance dei titoli tecnologici dell’indice S&P a confronto. Fonte: dati Carmignac e Bloomberg (24/04/2023)
I trend
Quanto ai trend che interesseranno l’industria nel futuro, con inevitabili riflessi sui mercati finanziari, Older e Mathias Santos, analista del gruppo per l’area Technology, Media e Telecom, evidenziano diversi driver. In prima battuta, la tecnologia sta entrando in un nuovo paradigma basato sempre di più sulla redditività come fattore di crescita. In secondo luogo, il settore si è mosso anzitempo nella direzione di un’ottimizzazione della struttura dei costi e ora si proietta verso un’espansione dei margini oltre che verso un aumento dell’utile per azione rispetto agli attuali livelli sotto media. Un processo nel quale hanno giocato un ruolo chiave le massicce campagne di licenziamenti che hanno visto protagoniste soprattutto Amazon e Meta, con oltre 25mila e 20mila esuberi a testa su base globale. In ultimo, le aspettative sul fatturato del comparto sono state tagliate in maniera più decisa rispetto a quanto accaduto nel resto del mercato, lasciando spazio a ulteriori sorprese sul fronte dei bilanci.
Eps, una china da risalire

L’utile per azione del comparto tech e quello dell’S&P500 a confronto. Fonte: dati Carmignac e Bloomberg (20/04/2023)
AI, la disruption è alle porte
Capitolo a parte è quello riservato alle riflessioni sull’impatto dell’Intelligenza artificiale, anche alla luce del clamore suscitato negli ultimi mesi da ChatGpt. Il software sviluppato da OpenAI ha infatti battuto ogni record in quanto a tempi di acquisizione di nuovi utenti e, forte di un tale interesse da parte del pubblico, si prepara a trasformare radicalmente il settore. Secondo Carmignac, saranno soprattutto due i segmenti in cui questa innovazione troverà maggiore applicazione: le infrastrutture per il cloud computing, con grandi aziende come Google e Meta che integreranno l’Ai nei loro dataset per gestire meglio le informazioni dei clienti e l’indicizzazione dei contenuti; la potenza di calcolo dei processori, che diventeranno sempre più performanti facendo la fortuna di realtà come Amd, Nvidia e Marvell.
Vuoi ricevere ogni mattina le notizie di FocusRisparmio? Iscriviti alla newsletter!
Registrati sul sito, entra nell’area riservata e richiedila selezionando la voce “Voglio ricevere la newsletter” nella sezione “I MIEI SERVIZI”.