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Il listino dedicato alle piccole e medie imprese vale oggi 10,8 miliardi e conta 207 società quotate, ma resta frenato da scambi ridotti e scarsa visibilità. Dall’’associazione una roadmap in 12 punti per rafforzare il mercato dei capitali tra incentivi fiscali, fondi pensione e sostegno al post-IPO. Centrali anche i PIR
Con 207 società quotate e una capitalizzazione di circa 10,8 miliardi di euro, oltre a performance che continuano a reggere anche in un contesto volatile, Euronext Growth Milan prova a consolidare il proprio ruolo nel finanziamento delle piccole e medie imprese italiane. Ma il segmento di Borsa Italiana dedicato alle piccole e medie imprese continua a scontare limiti strutturali che ne frenano lo sviluppo: liquidità ridotta, scarsa copertura da parte degli investitori e difficoltà nel trasformare le quotazioni in percorsi stabili di crescita. È questa la fotografia scattata da AssoNEXT nel suo convegno annuale sul settore, durante il quale l’associazione ha presentato una road map con 12 proposte operative per rafforzare il mercato dei capitali italiano e rendere più efficiente l’ecosistema delle PMI quotate.
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Un mercato cresciuto ma ancora fragile
I numeri illustrati nel corso dell’evento mostrano un segmento che negli ultimi dieci anni ha conosciuto una forte espansione. Dal 2015 a oggi il numero delle società presenti su EGM è infatti triplicato, con oltre 135 nuove quotazioni. Nel 2025 l’indice FTSE Italia Growth ha chiuso in rialzo del 9%, mentre nei primi mesi dell’anno il progresso si mantiene positivo: +3%. Anche sul fronte delle valutazioni il mercato presenta multipli relativamente contenuti: EV-EBITDA pari a 5,8 volte e price-earnings a 13,6 volte sulle stime 2026. A caratterizzare il listino è inoltre una composizione settoriale più diversificata rispetto al mercato principale, con una forte presenza industriale (41%) ma anche di beni consumer (17%) e tecnologia (11%). Accanto agli elementi positivi restano però alcuni nodi irrisolti e il più importante riguarda la liquidità: gli scambi medi giornalieri si fermano infatti a circa 7 milioni di euro, in calo del 12,5% rispetto al dato di 12 mesi fa. Se è poi vero che hanno continuato a prevalere sui delisting, le nuove IPO negli ultimi trenta mesi hanno mostrato un progressivo rallentamento. Risultati che, come spiegato dal presidente di AssoNEXT Vincenzo Polidoro, confermano quanto il mercato italiano fatichi ancora a garantire liquidità e continuità nell’accesso ai capitali per le PMI quotate. “Non basta favorire nuove quotazioni”, ha detto il numero uno dell’associazione, “ma bisogna costruire un ecosistema che le trattenga e le valorizzi nel tempo”.
La roadmap di AssoNEXT: più incentivi e meno vincoli
La proposta avanza dall’associazione proprio per colmare questo capo si sviluppa allora lungo tre direttrici principali: un mercato più efficiente, maggiore canalizzazione del risparmio verso imprese e il rafforzamento della visibilità delle società. Sul fronte fiscale e regolamentare, AssoNEXT propone innanzitutto nuovi incentivi alla patrimonializzazione delle società pubbliche ispirati alla logica ACE insieme alla stabilizzazione del credito d’imposta per le IPO e all’estensione dei bonus regionali sia alle quotazioni indirette sia ai costi del post-listing. A completare le richieste una semplificazione delle regole sulle operazioni straordinarie come OPA e buyback o reverse take-over e translisting, con l’obiettivo di favorire aggregazioni e consolidamento tra le PMI quotate.
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Fondi pensione, PIR e assicurazioni per sostenere la raccolta
Una parte centrale del piano riguarda però il coinvolgimento del risparmio istituzionale e retail nel finanziamento delle small e mid cap italiane. Contesto nel AssoNEXT punta a rafforzare il ruolo dei PIR e dei PIR alternativi, favorire investimenti di fondi pensione e casse previdenziali nelle PMI quotate e introdurre una quota dedicata alle small cap italiane all’interno delle future Savings & Investment Accounts europee. L’associazione propone inoltre di incentivare una maggiore esposizione al mercato azionario domestico delle polizze Unit Linked e dei piani di accumulo, trasformando il capitale assicurativo in uno strumento di sostegno strutturale per le imprese. L’idea di fondo è creare quella “finanza paziente” considerata indispensabile per accompagnare la crescita dimensionale delle aziende quotate e ridurre la dipendenza dal credito bancario.
Il nodo della visibilità resta centrale
Accanto alla liquidità, uno dei problemi storici del mercato EGM resta la limitata copertura informativa sulle società quotate. Per questo la roadmap dedica un intero capitolo al tema dell’equity visibility. Tra le iniziative annunciate figurano una ricerca annuale sulle PMI pubbliche, un investor day dedicato agli investitori istituzionali e la creazione di una piattaforma per raccogliere in maniera aggregata i principali dati previsionali elaborati dagli analisti. L’obiettivo è aumentare trasparenza, comparabilità e accessibilità delle informazioni su un segmento che continua a soffrire di una copertura analitica limitata rispetto ai mercati principali.
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EGM come “ginnasio” del mercato dei capitali
Nella visione di AssoNEXT, Euronext Growth Milan dovrebbe assumere sempre di più il ruolo di mercato di formazione e crescita per le PMI italiane. Da qui la proposta di valorizzare il listino come “ginnasio” del mercato dei capitali, accompagnando le società più mature verso il translisting sul listino principale attraverso percorsi graduali di evoluzione della governance e del flottante. Un approccio orientato a rafforzare il legame tra borsa valori e politica industriale, tema che ha fatto da sfondo all’intero convegno ospitato a Montecitorio. Alla giornata hanno partecipato il sottosegretario all’Economia Federico Freni, il ceo di Borsa Italiana Fabrizio Testa e quello di Intermonte Guglielmo Manetti.
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