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Consob: profitti a doppia cifra per gli istituti di credito, mentre frenano le performance delle società non finanziarie del listino. Migliorano i conti per le pmi quotate su Egm
Le banche italiane quotate a Piazza Affari archiviano un primo semestre d’oro registrando utili a due cifre. Chiudono in bellezza anche le assicurazioni e le società negoziate sul mercato Euronext Growth Milan, il sistema multilaterale dedicato alle piccole e medie imprese, mentre il resto del listino segna profitti in frenata. Il bilancio arriva dalla Consob che, nel suo ultimo Bollettino statistico Emittenti, mostra una complessiva tenuta dei fondamentali economici nonostante il contesto economico e finanziario altamente incerto.
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Per le banche profitti a doppia cifra
Il report, che analizza l’andamento dei conti degli emittenti di diritto italiano quotati o negoziati a Milano, sottolinea come gli istituti di credito abbiano confermato il percorso di crescita avviato negli ultimi anni. Gli utili complessivi si sono attestati a 16,7 miliardi di euro, in aumento dell’11,9% rispetto ai primi sei mesi del 2024. E la riduzione del 4% del margine di interesse al netto degli accantonamenti, su cui ha pesato il ciclo di allentamento monetario della Banca centrale europea, è stata più che compensata dalla crescita delle commissioni attive. In miglioramento anche la solidità patrimoniale: al 30 giugno il patrimonio netto delle banche di Piazza Affari era pari a 191,3 miliardi, in rialzo del 4,1% rispetto a dicembre dello scorso anno. In calo il cost/income ratio, sceso al 51,1%, a conferma di un rafforzamento dell’efficienza operativa.
Segno più per le assicurazioni
Bilancio positivo anche per le assicurazioni, che hanno messo a segno una crescita del 5,9% dell’utile. I profitti si attestano quindi complessivamente a circa 3 miliardi di euro, grazie soprattutto all’aumento dei ricavi assicurativi (+4,4%) e al forte contenimento delle spese di vendita, generali e operative (-35,8%). Segno più pure per il recupero dei proventi netti da investimenti e prestiti (+362 milioni, a fronte del saldo negativo di 16 milioni nel 2024) e per gli altri ricavi operativi (+16%). Questi fattori hanno più che compensato l’aumento degli oneri per sinistri e riserve (+570 milioni, +2,1%), quello delle perdite sulle attività non operative (326 milioni, contro un utile di 167 milioni nel 2024) e, soprattutto, la forte riduzione dei ricavi netti da attività di investimento, scesi di 6,7 miliardi (-47,7%). Il patrimonio netto del settore è calato dell’1,7% a 42,2 miliardi.
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Utili in frenata le società non finanziarie
Il primo semestre di quest’anno ha invece fatto segnare una frenata per le società diverse da banche e assicurazioni. Queste hanno infatti riportato utili complessivi per 14,8 miliardi, in calo del 3,4% rispetto allo stesso periodo del 2024. Nonostante la buona crescita del fatturato (+5,4%), l’aumento dei costi operativi e delle spese ha pesato sul risultato netto e su quello operativo (Ebit), sceso del 14%. Gli indicatori di redditività mostrano però nel complesso una sostanziale tenuta: il Roe annualizzato è salito all’11,4% (dal 10,9% di un anno prima), grazie anche alla riduzione del patrimonio netto e alla modalità di annualizzazione dei dati semestrali. Per queste società è poi proseguito il processo di rafforzamento della struttura finanziaria e di riduzione dell’indebitamento, mentre il patrimonio netto è sceso dello 0,9% a 259,9 miliardi.
Migliorano le PMI dell’Egm
Infine, le PMI negoziate sull’Egm hanno realizzato utili complessivi per 178 milioni di euro, in crescita dell’8,4%. Merito soprattutto di un forte aumento del fatturato, in crescita di 609 milioni (+13,7%) rispetto allo stesso periodo del 2024. Secondo la Consob, a differenza di quanto osservato sul mercato principale di Borsa Italiana, l’incremento dei ricavi non è stato per queste imprese completamente compensato dalla crescita dei costi operativi, che sono saliti di 578 milioni (+16,2%), né dalle altre voci di spesa. Inoltre, la riduzione degli oneri finanziari (-9,8 milioni, pari a -11%) ha contribuito a migliorare la redditività complessiva. Si è poi rafforzata anche la solidità, con il patrimonio netto che è aumentato dello 0,7% dallo scorso dicembre a 5,1 miliardi.
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