Sondaggio Assiom Forex: il 55% prevede rialzi fra il 3% e il 10% da qui a giugno. Euro-dollaro stabile e spread sotto quota 100. La Fed? Taglierà due volte quest’anno
Migliora il sentiment tra gli operatori dei mercati finanziari. Per oltre uno su due, infatti, l’andamento delle Borse nel primo semestre di questo nuovo anno sarà positivo. È quanto emerge dal sondaggio Assiom Forex di dicembre, condotto fra gli associati in collaborazione con Il Sole 24 Ore Radiocor, stando al quale la quota di chi punta su listini in rialzo fra gennaio e giugno è più che raddoppiata. Ora il 55%, contro il 25% di novembre, si aspetta un incremento fra il 3% e il 10%. E il 3% (dall’1%) prevede addirittura un allungo di oltre il 10%.
Al contempo si è più che dimezzato il gruppo di operatori che scommette su un calo degli indici: sono il 13%, rispetto al 29% della rilevazione di trenta giorni prima. In deciso ribasso, dal 45% al 29%, anche la percentuale di chi si attende mercati fermi. “Il sondaggio di dicembre evidenzia un netto miglioramento del sentiment”, commenta Massimo Mocio, presidente di Assiom Forex, che rimarca come si sia “ridotta sensibilmente, anche per l’ottimismo tipico di inizio anno, la quota di chi prevede mercati stabili e di chi teme un ribasso, entrambe a favore di aspettative più costruttive”.
Euro-dollaro stabile
Sempre nei prossimi sei mesi, gli addetti ai lavori si aspettano una fase di stabilità sul fronte euro-dollaro. L’82%, in linea con l’85% di novembre, ritiene che il cambio fra la moneta unica e il biglietto verde non scenderà dai valori attuali. Più nel dettaglio, per il 46% degli intervistati (erano il 56%) la valuta europea rimarrà stabile da qui a giungo. Di contro, aumentano dal 29% al 36% coloro che prevedono un apprezzamento dell’euro, mente resta pressoché invariata la quota di chi si aspetta un indebolimento (18% rispetto al 15%). “A dicembre l’euro si è leggermente rafforzato, oscillando tra 1,161 e 1,179”, osserva Mocio, facendo notare come le attese restino “comunque improntate alla cautela”.
Anche sull’andamento dello spread Btp-Bund le aspettative si confermano positive, con nove operatori su dieci (90%, dal 73% di novembre) convinti che si manterrà tra i 50 e i 100 punti base nei prossimi sei mesi. Inoltre, scende al 10% (dal 26%) la quota di chi indica un differenziale fra i titoli di Stato tricolori e quelli tedeschi fra 100 e 150 punti. Nessuno pensa che possa salire sopra quota 150. “In un contesto di tassi stabili in Europa, lo spread Btp-Bund ha toccato i minimi dal 2008, scendendo leggermente sotto i 70 punti base dai 115 di inizio 2025”, analizza il presidente di Assiom Forex. Per l’esperto, “la ridotta attività di emissione del Tesoro nel mese di dicembre ha sostenuto il debito italiano”.
La Fed taglierà due volte nel 2026
Quanto alla Federal Reserve, secondo il 70% degli operatori assisteremo a due tagli da 25 punti base ciascuno nel corso di quest’anno. Il 17% si aspetta invece un solo intervento, mentre restano marginali le ipotesi di tassi invariati (4%) o di una riduzione superiore a mezzo punto nell’arco dei prossimi dodici mesi (9%). “La maggioranza degli intervistati condivide le attese implicite nei futures, che indicano ulteriori due riduzioni da 25 punti base nel 2026”, conclude Mocio.
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