3 min
Secondo l’ultimo report di Janus Henderson sugli investitori europei, l’esposizione all’equity cala dal 53% al 47%. Meno USA e più Emergenti in portafoglio. Stabile l’allocazione al reddito fisso, sale quella agli investimenti alternativi
La parola d’ordine è fronteggiare l’incertezza. Per questo gli investitori europei hanno iniziato a moderare i livelli di rischio e ad adottare approcci più mirati nella costruzione dei portafogli. Lo rivela l’ultimo ‘Portfolio Portrait’ del team Portfolio Construction and Strategy di Janus Henderson, che mostra in particolare uno spostamento dalle azioni verso le strategie multi-asset e gli investimenti alternativi, mentre l’esposizione al reddito fisso resta stabile. L’obiettivo evidente, di fronte a un contesto geopolitico e macroeconomico sempre più imprevedibile, è infatti quello di aumentare la diversificazione.
📰 Leggi anche “Dalla deflazione all’inflazione: cosa cambia per chi investe“
Le azioni restano protagoniste
Il report ha analizzato i dati aggregati di 111 portafogli modello europei (escluso il Regno Unito) nei sei mesi da settembre 2025 a febbraio 2026 e li ha confrontati con quelli relativi al periodo da marzo ad agosto dello scorso anno utilizzando la piattaforma di analisi Janus Henderson Edge. Ne emerge che nel portafoglio medio moderato, le azioni rimangono l’allocazione principale con il 46,8%, seguite dal reddito fisso con circa il 32,1% e dalle strategie multi-asset con il 19,3%. Per gli esperti, è quindi evidente la continua importanza di una costruzione diversificata, nonostante la tendenza verso un rischio più contenuto.
Meno USA più Emergenti
Nel tentativo di gestire la volatilità, gli investitori europei hanno ridotto l’esposizione complessiva all’azionario, che nel periodo precedente si attestava al 53%. Al contempo hanno accresciuto quella agli Emergenti e al resto dei mercati sviluppati globali, mostrando uno spostamento verso un’allocazione geografica più diversificata. Nonostante gli Stati Uniti e le large cap rimangano le posizioni più consistenti, è quindi aumentata l’esposizione alle regioni al di fuori degli USA e la diversificazione lungo la scala di capitalizzazione. L’esposizione ai mercati emergenti e al resto dei mercati sviluppati globali è salita a circa il 28%, mentre quella ai titoli a stelle e strisce è calata dal 50% al 43%. A livello settoriale, il tech continua a fare la parte del leone, ma rimane il comparto più sottopesato rispetto ai benchmark (di circa il 5,17%), insieme all’energia (2,27%) e ai servizi di comunicazione (1,68%). Le posizioni più sovrappesate si sono registrate invece nei settori industriale (5,72%), dei materiali di base (3,09%) e nell’healthcare (2,95%).
📰 Leggi anche “Family office: come cambiano i portafogli con l’incertezza“
Reddito fisso, focus sul rendimento e duration ridotta
Le allocazioni nel reddito fisso sono rimaste sostanzialmente stabili, ma gli investitori hanno ridotto la duration e migliorato il rendimento, poiché le aspettative di rapidi tagli dei tassi sono state ridimensionate e il costo del denaro è rimasto più elevato più a lungo. La duration media è scesa da 3,38 anni a 2,32 anni, mentre il rendimento a scadenza è aumentato leggermente dal 3,55% a circa il 4,00%. I portafogli hanno poi continuato ad allontanarsi dalle tradizionali esposizioni basate sui benchmark, con gli investitori che riconoscono sempre più i limiti degli indici aggregati globali. All’interno dell’asset class, domina ancora la diversificazione: i titoli di Stato hanno rappresentato il 17,3% delle esposizioni (in calo dal 31,8%), le obbligazioni corporate il 38,7% (in calo dal 43,0%), mentre le allocazioni in liquidità e nel mercato monetario sono aumentate a circa il 31,5%. L’esposizione ai titoli cartolarizzati è scesa al 2,6%, dal 3,8% precedente, ma è rimasta ben al di sotto di quella del benchmark del 24,0%. Sostanzialmente invariati i derivati, passati al 10,0% dal 9,6%.
Multi-asset e alternativi per gestire la volatilità
Infine, l’allocazione alle strategie multi-asset è cresciuta dal 14,6% al 19,3% nel tentativo di gestire la volatilità complessiva del portafoglio. Stesso discorso per l’esposizione agli alternativi che, finanziata principalmente dalle azioni, è salita leggermente a circa l’1,8%. “Con l’ampliarsi della leadership di mercato, i portafogli vengono gestiti con maggiore selettività nell’azionario e con un approccio più consapevole al rischio nel reddito fisso”, commenta Matthew Bullock, head of Portfolio Construction and Strategy, EMEA & APAC di Janus Henderson, che evidenzia anche il ricorso sempre più frequente a strategie di allocazione “per aiutare a gestire la volatilità e a navigare nell’incertezza del mercato”.
.
Vuoi ricevere ogni mattina le notizie di FocusRisparmio? Iscriviti alla newsletter
Registrati sul sito, entra nell’area riservata e richiedila selezionando la voce “Voglio ricevere la newsletter” nella sezione “I MIEI SERVIZI”.