Decarbonizzazione, il grande investimento dei prossimi decenni
Secondo Mario Noera, docente di Finanza all’Università Bocconi, la sfida sarà accompagnare il cambiamento con strumenti finanziari più efficaci e investitori più consapevoli
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Negli ultimi anni si è intensificato l’interesse del mondo finanziario per quel tipo di investimenti definiti dall’acronimo Sri, ossia incardinati sul concetto di sostenibilità, nelle sue più varie declinazioni.
Se da un lato numerosi studi certificano che la sensibilità verso questi temi da parte di chi mette capitale di rischio nel mercato (gli investitori) e chi lo gestisce (gli asset manager) è in costante crescita, dall’altra parte pochi si domandano se gli emittenti, cioè le società quotate, siano pronte a questo cambio di paradigma.
“Fino a poco tempo fa l’attenzione era esclusivamente sulla prosperità e sopravvivenza della società, mentre ora i consigli di amministrazione lavorano con un doppio focus, preoccupandosi maggiormente degli interessi dei propri stakeholder, e gli azionisti ne beneficiano direttamente”, spiega Sébastien Thévoux-Chabuel, analista Esg e gestore di Comgest.
Ma quanto veramente gli emittenti sono pronti a vedere un maggior attivismo da parte degli azionisti di minoranza e un crescente monitoraggio su temi delicati come quelli legati alla sostenibilità, nelle sue varie declinazioni?
“Spesso, la considerazione degli interessi degli stakeholder, lo ‘stakeholderism’, soprattutto negli Stati Uniti, può sembrare una cortina di fumo innalzata dai dirigenti per mettere a tacere gli azionisti attivisti attenti all’Esg”, ammette il fund manager, che però offre una visione alternativa: “Se l’azionista è corretto nei suoi progetti di risoluzioni ambientali e sociali, perché rendere il suo compito più difficile di prima? L’intensa attività di lobbying condotta presso la Sec da alcuni emittenti, parallelamente a belle dichiarazioni come quella della Business Round Table, sono abbastanza rivelatori”.
Una via sempre più percorsa da numerose società è quella di includere nelle relazioni trimestrali anche informazioni relative ai valori culturali corporate chiave, tra cui l’innovazione, l’integrità, la qualità e sostenibilità ambientale e sociale del business.
La pandemia sembra aver avuto un ruolo chiave nell’accelerazione di questa tendenza. “Il Covid19 ha drasticamente rimodellato il comportamento aziendale nelle comunicazioni dei dati trimestrali. La quantità di sforzi e di tempo che le aziende dedicano alla discussione e alla divulgazione di argomenti sociali ha raggiunto livelli senza precedenti”, annuncia Maarten Geerdink, Head of European Equities di NN Investment Partners (NN IP).
Un’analisi condotta proprio da NN IP che utilizza il Natural language processing (Nlp) e il machine learning dimostra che c’è stato effettivamente un cambiamento significativo e senza precedenti nella comunicazione aziendale, con le società che si sono concentrate meno sui temi legati ai guadagni a favore di quelli legati alle questioni sociali in tutti i settori e in tutte le regioni del mondo.
La ricerca dell’asset manager sulle trascrizioni delle comunicazioni dei dati trimestrali dal 2011 mostra che, in risposta all’enorme incertezza economica e sociale di quest’anno, le aziende hanno cercato di dimostrare ai loro investitori come hanno reagito alla pandemia attraverso le loro comunicazioni aziendali. “L’analisi mostra che durante tutta la crisi di quest’anno (la stagione dei dati trimestrali del secondo trimestre), i temi sociali sono cresciuti di 7 volte rispetto allo standard (+16%) in tutto il mondo – si legge nel rapporto –, mentre i temi sui guadagni sono crollati di 12 volte rispetto allo standard (-10%). Nei mesi di aprile e maggio, le aziende hanno dedicato quasi il 65% del loro tempo ai temi sociali, più di quanto avevano dedicato ai guadagni, il che rappresenta un quasi raddoppio rispetto ai livelli pre-crisi”.
“Non possiamo ancora dire concretamente se si tratta di un cambiamento strutturale, perché la crisi non è ancora finita – aggiunge Derek Geng, data scientist sull’azionario europeo per NN IP -. Viviamo ancora in un mondo turbolento, con continui lockdown, ma i cambiamenti si materializzano ogni giorno tra le industrie e i settori. Può darsi che la tradizionale comunicazione dei dati trimestrali si evolva in una nuova norma con una forte attenzione all’Esg piuttosto che tornare a un evento puramente reddituale. Non lo sapremo però fino a quando la crisi non si sarà placata”.
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