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Lo studio di BDO evidenzia un mercato delle quotazioni AIM italiano resiliente ma selettivo: 21 nuovi sbarchi come nel 2024, mentre il valore complessivo sale a 10,2 miliardi. Lombardia in testa e forte attenzione ai temi ESG. Aumenta il peso del contesto geopolitico
Nel 2025 il segmento Euronext Growth Milan conferma un’attività di quotazione prudente ma resiliente. È quanto si legge nell’ultimo studio della società di consulenza BDO, secondo cui la conferma di un contesto ancora dominato dall’incertezza macroeconomica e finanziaria arriva da un dato su tutti: le nuove IPO sono state appena 21, lo stesso numero dell’anno precedente. La stabilità nei flussi non ha però bloccato la crescita del mercato: la capitalizzazione complessiva ha infatti raggiunto i 10,2 miliardi di euro, in aumento del 26% rispetto agli 8,1 miliardi del 2024. Un dato che riflette sia la maggiore solidità delle società quotate sia una progressiva maturazione del listino dedicato alle PMI, anche se sullo sfondo resta il nodo dei 19 delisting.
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Raccolta in calo, ma cresce la dimensione media
Sul fronte della raccolta, il 2025 analizzato da BDO evidenzia un rallentamento marcato: le nuove matricole hanno raccolto complessivamente 126,5 milioni di euro (inclusa la greenshoe), cifra in calo rispetto ai 170 milioni del 2024. Tuttavia, questo dato si accompagna a un aumento della dimensione media delle società quotate. La raccolta media per IPO si è attestata intorno ai 6 milioni, mentre la capitalizzazione cresce del 25% passando da 38,7 a 48,3 milioni. Una variazione che indica maggiore selettività da parte degli investitori e la tendenza a premiare aziende con fondamentali più solidi o progetti di crescita credibili in un quadro dove la volatilità orienta molto le scelte. “Il 2025 si è concluso con un contesto stazionario”, ha osservato Partner Audit & Capital Markets di BDO Italia Manuel Coppola, sottolineando come il mix di accesso al credito ancora selettivo e una BCE orientata alla prudenza abbiano convinto molte PMI a rinviare l’accesso al mercato in attesa di condizioni più favorevoli.
Lombardia trainante, industrials settore leader
L’analisi territoriale conferma il ruolo centrale della Lombardia, da cui provengono 11 delle 21 nuove quotazioni e una raccolta complessiva pari a 71,5 milioni di euro. Seguono a distanza Marche e Campania ma anche Puglia, ciascuna con due IPO. Dal punto di vista settoriale, il comparto industriale si conferma il più dinamico: rappresenta il 36,8% della capitalizzazione totale del mercato e guida anche per numero di nuove matricole, con sette debutti e un’incidenza sul totale annuo pari a un terzo. Il segmento consumer discretionary si posiziona al secondo posto per numero di operazioni (cinque) e guida per capitalizzazione raccolta (27,1%), mentre il mondo tech registra tre nuove quotazioni. Nonostante la concentrazione nei primi comparti, il mercato mantiene un buon livello di diversificazione e si contraddistingue per la presenza di aziende attive lungo tutte le principali filiere produttive.
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ESG sempre più centrale nelle strategie delle PMI quotate
Tra gli elementi distintivi del mercato EGM a essere messi in luce dal report c’è anche la crescente attenzione ai temi di sostenibilità. Pur in assenza di obblighi normativi stringenti, emerge infatti come circa un terzo delle società quotate pubblichi già una rendicontazione non finanziaria. Le aziende più attive in questo ambito appartengono in particolare ai settori industriale e tecnologico, a conferma di come i criteri ESG stiano diventando parte integrante delle strategie di sviluppo. Il reporting non è quindi più solo uno strumento di compliance ma rappresenta un vero e proprio driver competitivo da utilizzare per comunicare al mercato performance, obiettivi e posizionamento. Tali informazioni risultano inoltre sempre più rilevanti anche per il sistema finanziario, che le utilizza come base per valutazioni di merito creditizio e rating ESG o più banalmente preferenze di investimento.
Possibili nuove finestre di mercato
Nonostante le incertezze, le prospettive per il 2026 appaiono in miglioramento. Il rafforzamento della fiducia macroeconomica registrato nella parte finale del 2025 potrebbe tradursi in una riapertura del mercato delle IPO, soprattutto se il contesto monetario e geopolitico dovesse iniziare a stabilizzarsi. A sostenere il settore contribuiscono anche gli strumenti di incentivo, come il credito d’imposta del 50% sui costi di quotazione, attivo fino al 2027, che continua a rappresentare un supporto concreto per le PMI interessate a quotarsi. In questo scenario, fatto di un equilibrio ancora delicato tra prudenza degli investitori e necessità di crescita delle aziende, gli analisti di BDO sono quindi sicuri: l’EGM si conferma una piattaforma centrale per l’accesso ai capitali delle piccole e medie imprese italiane
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