Secondo Mario Noera, docente di Finanza all’Università Bocconi, la sfida sarà accompagnare il cambiamento con strumenti finanziari più efficaci e investitori più consapevoli
Mario Noera, docente dell’Università Bocconi e senior associate del think tank ECCO
Negli ultimi anni l’interesse dei mercati finanziari verso gli investimenti sostenibili sembra essersi attenuato. Le tensioni geopolitiche, la corsa all’intelligenza artificiale e il ritorno in primo piano di settori come difesa ed energia tradizionale hanno allontanato gli investitori dalle strategie sostenibili. Eppure, per Mario Noera, docente di Finanza all’Università Bocconi e senior associate di ECCO – The Italian Climate Change Think Tank, sarebbe un errore interpretare questo fenomeno come un rallentamento della transizione energetica. “Il processo è già in corso ed è irreversibile nei fatti, anche se i mercati finanziari non sempre la premiano”, osserva Noera. L’evoluzione tecnologica sta infatti spingendo verso una crescente elettrificazione dei processi produttivi, dei trasporti e dei consumi privati, favorendo progressivamente la decarbonizzazione dell’economia. Si tratta di un cambiamento strutturale che richiede tempo, ma che ha già avviato trasformazioni profonde nelle imprese, negli investimenti e nelle infrastrutture.
Il problema per il docente riguarda semmai la velocità del processo. “Gli obiettivi fissati dall’Accordo di Parigi del 2015, che puntano a contenere il riscaldamento globale ben al di sotto dei due gradi rispetto all’era preindustriale, sono ancora lontani dall’essere raggiunti”, osserva. “Le politiche oggi annunciate dai governi non sembrano infatti sufficienti per rispettare quella traiettoria. La questione non è se la transizione possa essere fermata, ma se sarà abbastanza rapida e intensa da consentire il raggiungimento degli obiettivi climatici”. Tuttavia, i progressi, secondo Noera, sono evidenti. Negli ultimi decenni l’efficienza energetica è migliorata in modo significativo e la quota di energia prodotta da fonti rinnovabili continua a crescere. Anche economie particolarmente rilevanti dal punto di vista delle emissioni, come la Cina, stanno accelerando gli investimenti nella decarbonizzazione. Un elemento importante se si considera che Pechino rappresenta oltre il 30% delle emissioni globali. Le energie rinnovabili rappresentano solo una parte del fenomeno. Accanto a eolico e solare stanno emergendo filiere completamente nuove legate all’idrogeno verde, ai biocarburanti e alle infrastrutture necessarie per supportare il nuovo sistema energetico. “Investire oggi in queste tecnologie equivale, per certi versi, a investire nelle ferrovie alla fine dell’Ottocento”, osserva Noera. Un cambiamento che richiederà la riconversione di reti, impianti e modelli produttivi, generando opportunità lungo tutta la catena del valore. Accanto alle opportunità, cresce però anche il tema dei rischi climatici…
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