Secondo l’Osservatorio ECM di Irtop Consulting, tra il 2021 e maggio 2026 oltre 160 società hanno completato 423 acquisizioni. Lambiase: “Quotazione leva di sviluppo industriale che favorisce aggregazioni strategiche e la nascita di poli innovativi”
Le piccole e medie imprese quotate su Euronext Growth Milan ricorrono sempre più alle acquisizioni per accelerare la crescita. Dal 1° gennaio 2021 al 31 maggio 2026, ben 161 società presenti sul listino dedicato alle Pmi hanno infatti realizzato complessivamente 423 M&A, investendo 2,2 miliardi di euro per un valore medio di 5,1 milioni di euro a operazione. È quanto emerge dall’Osservatorio ECM di Irtop Consulting, secondo cui l’IPO si conferma uno strumento non solo per raccogliere capitali ma anche per favorire lo sviluppo industriale tramite processi consolidamento e la nascita di nuovi poli di innovazione.
L’analisi della società di consulenza strategica evidenzia come le iniziative di incorporazione portate a termine nel periodo in esame siano rimaste prevalentemente a carattere domestico. L’85,3% delle acquisizioni ha infatti riguardato società italiane, mentre il 10,4% ha interessato aziende con sede nell’Unione Europea e solo il restante 4,3% si è rivolto a target extra-UE. Tra le società più attive nella crescita per linee esterne spicca Digital360, che prima del delisting conseguente all’OPA ha completato 19 deal, seguita da SG Company (15) e Lindbergh (149).
Le operazioni di maggiore valore
Tra i deal domestici, il più rilevante per controvalore è stato quello sul 100% di EnoItalia da parte di Italian Wine Brands, per circa 150,5 milioni di euro. Ma le principali operazioni annoverano anche l’acquisizione di Aurora da parte di Cy4Gate per circa 90 milioni, quella del 70% di SeGi a opera di Reway Group per circa 63 milioni, quella con cui Comer Industries si è impossessato di Benevelli Electric Powertrain Solutions e Sitem Motori Elettrici in cambio di circa 54 milioni totali. Sul fronte internazionale Irtop segnala invece l’acquisto della tedesca WPG Holdco da parte della stessa Comer, quello della statunitense Atlantic GeoConstruction da parte di I.CO.P., l’operazione di ALA sulla spagnola SCP Sintersa e quella di Gibus sulla tedesca Leiner.
Secondo la ceo della società Anna Lambiase, il ricorso crescente alle acquisizioni dimostra come la quotazione sia sempre più uno strumento di sviluppo industriale. “Le operazioni di M&A rappresentano una delle principali leve di crescita utilizzate dalle imprese grazie alla quotazione su Euronext Growth Milan”, afferma. Poi chiarisce: “L’accesso al mercato dei capitali consente alle Pmi di accelerare la crescita per linee esterne, favorendo la creazione di poli innovativi e il consolidamento di filiere strategiche in numerosi settori dell’economia italiana”. Per Lambiase, si tratta quindi di una pratica che va ben oltre la raccolta di risorse finanziarie. “È una volano di sviluppo industriale che permette di attrarre competenze, investire in innovazione e rafforzare la propria competitività anche sui mercati internazionali”.
Nascono nuovi poli di innovazione
L’Osservatorio individua, infatti, nella creazione di ecosistemi industriali uno degli effetti più rilevanti dell’attività di M&A delle società quotate. Tra gli esempi citati figurano Mare Group nell’ingegneria digitale, Pattern nel lusso, Tecno nella SustainTech, Ilpra nel packaging e OPT nel comparto HVAC. Secondo Irtop, questi poli non rappresentano semplici aggregazioni produttive ma piattaforme integrate nelle quali manifattura e servizi avanzati contribuiscono a rafforzare la competitività di imprese e territori insieme alla tecnologia. I benefici sembrano riflettersi anche nelle performance delle società dopo la quotazione, con l’analisi evidenzia come le Pmi considerate top performer abbiano registrato risultati da record rispetto al periodo pre-IPO: rendimenti cumulati fino al 193%, ricavi medi triplicati in sei anni, un Ebitda moltiplicato per 2,7 volte e una crescita dell’occupazione del 106%, con il numero degli addetti passato complessivamente da 1.900 a 4.000.
Risorse naturali, intelligenza artificiale e settori meno legati al ciclo delle commodity sostengono le prospettive della Borsa. Per Paul Xiradis, gestore azionario del gruppo, la crescita degli utili nel 2027 potrà poggiare su più motori. “Ma serve selezione”
Il debito record e il deficit fuori controllo pesano sugli Oat. Per gli analisti serve una svolta politica e un aggiustamento fiscale ampio e duraturo. Ma una nuova crisi dell’euro è improbabile
Il fondatore di Bridgewater Associates vede una crisi del debito americano entro tre anni e considera l’intelligenza artificiale una “bolla classica” vicina al punto di rottura. Dai capitali esteri in ritirata ai govies sul 5,3% e alle Big Tech sempre esposte, il rischio è che il costo del denaro finisca per interrompere il rally
Il sentiment index di CFA-Radiocor crolla a -47,8 punti, oltre 25 in meno rispetto alla rilevazione precedente. Gli esperti vedono più inflazione e tassi in salita, sia in Europa che negli USA. Negative le prospettive l’azionario
Le nuove tensioni in Medio Oriente hanno riacceso le quotazioni. Per gli asset manager, il vero collo di bottiglia è la raffinazione. Ma il premio per il rischio è sovradimensionato e probabilmente destinato a ridursi
Per il portfolio manager, la de-dollarizzazione non è un rischio. Ma gli acquirenti del debito Usa sono cambiati. E le conseguenze si estendono a tutto il reddito fisso
I rendimenti salgono per tre ragioni: normalizzazione, debito fuori controllo e fiducia incrinata nelle istituzioni. Sul mercato, fino alle elezioni americane di medio termine, si va a testa o croce
Gli investimenti nell’intelligenza artificiale continuano a sostenere i mercati, nonostante tassi elevati, tensioni energetiche e rischi sul debito pubblico. Per alcune aree il 2027 si annuncia più complesso, in particolare per Europa e Italia
Per Shaan Raithatha, senior economist di Vanguard, il ciclo di investimenti nell’intelligenza artificiale può spingere la crescita USA sopra il consenso nel 2027. Ma inflazione persistente, fabbisogno di capitale e tassi reali più elevati cambiano le prospettive di portafoglio: fixed income più interessante su base relativa e più spazio alla diversificazione fuori dal growth americano
Per Lula la strada del ballottaggio è in salita. Real e asset verdeoro festeggiano. Per gli investitori al centro c’è la sostenibilità dei conti pubblici, ma secondo gli asset manager un’inversione di tendenza è difficile chiunque vinca
La leadership delle mega-cap aumenta il rischio di concentrazione, mentre l’AI porta con sé segnali di euforia. Secondo gli esperti di Oddo BHF, per intercettare i cambi di leadership servono però modelli capaci di privilegiare i trend strutturali e adattarsi ai regimi di mercato
Iscriviti per ricevere gratis il magazine FocusRisparmio