La società vede mercati meno lineari e una maggiore variabilità delle performance. Valutazioni elevate, rischi geopolitici e incertezze sull’AI richiedono un approccio selettivo. Attenzione al reddito fisso e a opportunità mirate anche nei mercati emergenti
Nuove tensioni geopolitiche, un possibile ritorno dell’inflazione e il costante spettro di una bolla AI. Il 2026 si apre con un contesto di mercato meno binario e più articolato rispetto agli anni passati, in cui la leadership tecnologica statunitense aveva dominato in modo quasi esclusivo. È questo il quadro delineato dall’Outlook 2026 di Capital Group, che individua nella ricerca di equilibrio tra valutazioni e diversificazione il principale tema per gli investitori nei prossimi mesi.
Resilienza macro e più stabilità nel secondo semestre
Julie Dickson, investment director per l’Azionario di Capital Group
Sul fronte macro, l’outlook della casa di gestione segnala una certa resilienza dell’economia globale nonostante il rallentamento della crescita. Julie Dickson, investment director per l’Azionario, parla di una fase di maggiore stabilità che lascerà spazio a una riaccelerazione quando il quadro del commercio globale diventerà più chiaro. “Pur in presenza dei nuovi dazi americani legati alla crisi della Groenlandia”, spiega l’eserta, “l’esperienza passata ci suggerisce come anche le misure più temute tendano a ridimensionarsi con il passare del tempo”. Quanto all’Europa, in particolare, il quadro disegnato da Dickson appare ugualmente in miglioramento: in questo caso, però, a fare la differenza saranno l’aumento della spesa fiscale in Germania e un generale aumento delle spese per la difesa. Al contrario, con un’inflazione ancora vischiosa ma effetti dei dazi considerati in larga parte temporanei, negli USA la crescita viene vista in rallentamento.
Azionario: valutazioni elevate e mercati più ampi
Capital Group avverte che una correzione dei mercati nel 2026 “non sarebbe una sorpresa”, alla luce di valutazioni azionarie superiori alle medie storiche dopo tre anni di rendimenti a doppia cifra. Tuttavia, il progressivo ampliamento della partecipazione al rally viene visto dalla società come un segnale positivo: la fase di dominio delle ‛Magnifiche 7’ potrebbe attenuarsi, lasciando spazio a un contributo più diffuso tra settori e aree geografiche. L’intelligenza artificiale resta un tema pervasivo, con opportunità che vanno dallo stack tecnologico alle infrastrutture fino alle applicazioni per la produttività, ma l’approccio suggerito risulta sempre più selettivo.
Obbligazionario: reddito, stabilità e selezione del credito
Flavio Carpenzano, Investment Director per Fixed Income in Europa ed Asia di Capital Group
Nel reddito fisso, l’investment director per il Fixed Income in Europa ed Asia Flavio Carpenzano, sottolinea invece come le obbligazioni continuino a offrire un valore interessante in termini di reddito e di stabilizzazione dei portafogli. “Con ritorni iniziali ancora attrattivi”, spiega, “i bond di alta qualità possono svolgere il duplice ruolo di generare flussi e fungere da ammortizzatore in caso di rallentamento più marcato”. Il report evidenzia inoltre opportunità nella gestione attiva della curva dei rendimenti e nei mercati emergenti in valuta locale, dove il carry resta interessante. Sul credito, gli spread compressi riflettono fondamentali solidi ma rendono cruciale una selezione prudente sia nell’investment grade sia nell’high yield.
Attenzione all’AI
Roberta Gastaldello, managing director e head of financial intermediaries Italy di Capital Group
L’elefante nella stanza resta sempre l’intelligenza artificiale, specie ora che si moltiplicano di timori di una trasmissione del rischio bolla dall’universo azionario a quello delle obbligazioni high yield emesse dalle società del settore. Secondo Roberta Gastaldello, managing director e head of financial intermediaries Italy della società, l’entusiasmo per il tema resta alto ma le valutazioni impongono effettivamente una certa prudenza. “Il mercato si sta evolvendo da un ambiente dominato da pochi grandi titoli tecnologici verso un panorama più diversificato”, spiega, “con opportunità che si estendono oltre gli Stati Uniti tra stili growth e value ma anche lungo l’intero spettro delle asset class”.
EM: fondamentali più solidi e maggiore selettività
Un capitolo specifico dell’outlook è dedicato ai mercati emergenti, che nel 2026 potrebbero beneficiare di fondamentali più solidi rispetto al passato. Capital Group sottolinea come molte economie in via di sviluppo abbiano oggi non solo livelli di inflazione più contenuti ma anche bilance dei pagamenti più equilibrate e politiche monetarie avviate prima rispetto ai Paesi sviluppati, tutti fattori che creano spazio per un contesto di tassi più favorevole. In particolare, il reddito fisso EM in valuta locale continua a offrire rendimenti reali interessanti mentre sul fronte azionario emergono opportunità legate a tre ambiti: aumento della domanda interna, transizione energetica e rafforzamento delle catene produttive regionali. Anche in questo caso, però, il messaggio chiave resta la selettività: la dispersione tra Paesi e settori è destinata ad aumentare, rendendo essenziale un approccio attivo e capace di distinguere tra storie strutturalmente solide e aree più vulnerabili a shock geopolitici o finanziari.
Diversificazione globale come bussola
Nel complesso, l’Outlook 2026 di Capital Group invita gli investitori a prepararsi a un contesto più complesso, in cui opportunità e rischi risultano più distribuiti tra asset class, settori e regioni. In uno scenario caratterizzato da innovazione rapida, politiche fiscali espansive e possibili fasi di volatilità, la diversificazione globale e un approccio equilibrato restano, secondo la casa di investimento, le principali bussole per navigare i mercati del prossimo anno.
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