La nuova emissione del titolo dedicato al retail offre un tasso minimo garantito del 3,35% per i primi tre anni e del 3,90% per i restanti tre. Ecco le cose da valutare prima di comprarlo
Un tasso minimo garantito del 3,35% per i primi tre anni, che sale al 3,90% nei restanti tre. Con questi numeri il Tesoro punta a fare della quarta emissione del BTP Valore, dal 6 al 10 maggio, un nuovo successo. D’altra parte il titolo pensato per i risparmiatori, e a loro riservato, finora ha raccolto la bellezza di 53,7 miliardi complessivi, con ben 18,32 miliardi portati a casa lo scorso primo marzo. Il Mef ha dunque deciso di battere il ferro finché è caldo, prima che la Banca centrale europeainizi a ridurre i tassi.
Roberto Rossignoli, senior portfolio manager di Moneyfarm
La formula del quarto atto del Btp Valore ricalca quella dell’ultima emissione: durata sei anni, cedole ogni tre mesi e rendimenti prefissati e crescenti con un meccanismo step-up di 3+3. Il premio finale extra resta pari allo 0,8% ed è destinato solo a chi lo acquista durante i giorni di collocamento e lo mantiene in portafoglio fino alla scadenza. In attesa di conoscere i tassi cedolari definitivi (che verranno comunicati al termine del collocamento e non potranno essere inferiori a quelli minimi garantiti), secondo Roberto Rossignoli, senior portfolio manager di Moneyfarm, è possibile ipotizzare un flusso cedolare compreso tra il 3,4% e il 4%. Una stima basata sul rendimento a scadenza di altri Btp con caratteristiche sovrapponibili e dando per certo che le condizioni di mercato restino simili a quelle attuali.
Nonostante il contesto macroeconomico di tassi elevati porti a guardare con maggiore fiducia alle prospettive di rendimento dei titoli di Stato, per Rossignoli non bisogna però dimenticare che esistono comunque dei rischi associati a questo tipo di strumenti. “Anzitutto, come per tutte le obbligazioni, le variazioni di tasso possono comportare oscillazioni di prezzo significative. E, nonostante la garanzia del rimborso a scadenza del capitale investito, non si possono escludere a priori fasi di performance negative, anche lunghi”, avverte.
A riprova di questo l’esperto cita due periodi: quello durante la crisi dell’Eurozona nel 2011 e quello subito dopo l’invasione russa dell’Ucraina nel febbraio 2022, quando la performance di un indice generico che replica una posizione in Btp ha perso oltre il 15%. “Ad oggi, lo spread BTP-Bund si attesta intorno ai 140 punti base, un valore relativamente ristretto se confrontato allo storico dal 2011 in poi, ma ogni eventuale variazione al rialzo rappresenta un rischio significativo per gli investitori sovraesposti a questo tipo di strumento”, osserva. Ne deriva infatti che mentre i sottoscrittori che decidessero di mantenere le proprie posizioni non incorrerebbero in perdite dirette, poiché lo Stato continuerebbe a pagare le cedole e a rimborsare il capitale a scadenza, chi volesse invece riscattare il proprio investimento per ottenere liquidità immediata prima dei sei anni, potrebbe dover vendere i titoli a un prezzo inferiore rispetto a quello di acquisto. Registrando delle perdite.
Rossignoli sottolinea poi come il valore del Btp potrebbe oscillare anche a seguito di variazioni del merito creditizio del governo. “Una delle principali variabili in gioco è rappresentata dal debito pubblico: se, come previsto dal Def 2024, dovesse superare la soglia dei 3.000 miliardi di euro a partire dal 2025, chi investe nel Btp Valore potrebbe andare incontro a forti incertezze”, chiarisce. Secondo il Mef, ricorda infatti l’esperto, a gravare sull’entità del debito fino al 2026 sarà soprattutto il Superbonus, che ha pesato sui conti pubblici per un totale di 219 miliardi di euro. “Il deficit 2023 al 7,4% è solo una minima parte del problema: le criticità si manifesteranno via via che i crediti fiscali verranno compensati, portando a cali di gettito che renderanno complicato rispettare gli impegni per la riduzione del debito pubblico nei prossimi anni”, mette in guardia Rossignoli.
Dunque, resta fondamentale capire se il BTP Valore sia uno strumento in linea con il proprio profilo di rischio, obiettivi e orizzonte temporale, senza trascurare le variabili esterne che possono influire sull’investimento. Secondo Rossignoli, per chi avesse un orizzonte temporale in linea con questo titolo, è importante anche ricordare che esistono investimenti alternativi in grado di generare rendimenti più elevati. “Come sempre, la parola chiave resta ‘diversificare’, cioè non concentrare il rischio su un solo strumento, ma costruire portafogli multi-asset, in cui l’esposizione al BTP sia considerata all’interno di una pianificazione finanziaria più ampia”, conclude.
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