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Nel primo semestre il mercato dei Gsssb è cresciuto e a fine anno sfiorerà il record del 2021. Titoli green in testa, frenano gli Slb. Europa regina, rallenta il Nord America
Il 2023 sarà un anno di crescita per i bond sostenibili. Nonostante la stagnazione delle emissioni che si registra per le obbligazioni globali, gli analisti di S&P ritengono che i collocamenti di bond green, social, sustainable e sustainability-linked raggiungeranno un valore tra i 900 e i mille miliardi di dollari, come previsto a inizio anno. Cifra vicina al record di 1.060 miliardi del 2021, che farà segnare una crescita del 5%-17% rispetto allo scorso anno e che porterà i Gsssb a rappresentare il 14-16% del mercato totale del debito. E tutto il merito va alla ripresa registrata dai mercati finanziari nel periodo aprile-giugno, che ha consentito a molti settori di ridurre o invertire il calo di emissioni.

Green bond in testa, frenano gli Slb
Dopo aver registrato un livello record nella prima metà dell’anno, raggiungendo i 310 miliardi di dollari e il 59% del totale delle emissioni, i green bond continueranno a prevalere nel mercato Gsssb anche nel secondo semestre. Diversa invece la sorte dei sustainability-linked bond, che segneranno un rallentamento in scia ai dubbi sulla credibilità degli obiettivi collegati. Lo scetticismo in proposito sta infatti aumentando e pesa sempre di più sul giudizio sia di investitori sia di emittenti. Per gli analisti di S&P è quindi probabile che le emissioni di Slb si fermino a 33 miliardi di dollari, pari al 6% del totale dell’universo sostenibile e in calo rispetto al record del 9% raggiunto nel 2021.

Le iniziative politiche continueranno a stimolare le emissioni e molte di queste, già in atto prima dell’inizio dell’anno, potrebbero produrre i loro effetti benefici per tutto il 2023. Trainanti saranno soprattutto la continua attenzione alla transizione energetica e le politiche climatiche, così come le azioni di regolamentazione e trasparenza. Non mancano comunque criticità che potrebbero invece far da freno: dall’aumento dei tassi di interesse ai rischi di recessione in Europa e Nord America fino ad ostacoli politici di natura regionale o nazionale.
A livello geografico, il Vecchio Continente rimarrà la regione leader per i Gsssb. Anche il Medio Oriente dovrebbe toccare il suo record storico, mentre un calo di offerta e domanda potrebbe spingere i collocamenti Usa al loro minimo dal 2020. I mercati emergenti dovrebbero invece registrare una frenata a causa della contrazione delle emissioni cinesi, per poi tornare a crescere il prossimo anno.
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